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Wes Anderson. Genitori, figli e altri animali - di Ilaria Feole

Wes Anderson. Genitori, figli e altri animali - di Ilaria FeoleIlaria Feole
WES ANDERSON. GENITORI, FIGLI E ALTRI ANIMALI
Bietti Heterotopia, Milano, euro 18, pp. 212
(CINEMA - Alberto Pesce)

Il texano Wes Anderson è un giovane regista di oggi già di culto, grazie al realismo fantasy dei suoi film, tra distacco e affettuosa ironia giostrati con tocchi di sorridente leggerezza, ammiccante calco di personali ricordi o citazioni da letteratura e cinema altrui, gustosa pregnanza di dettagli, sapiente azzecco di interpreti.
Ilaria Feole ne è appassionatamente affascinata. Sulla scia di una ammirata prefazione di Peter Bogdanovic, legge la filmografia di Anderson, otto lungometraggi, tre corti, alcuni pubblicitari spot tv, e con accorta minuzia d'analisi, ne approfondisce temi, personaggi, ascendenze, modalità di linguaggio, continuità stilistica.
Si muove dalle dinamiche del corto Bottle Rocket (1994), ragazzi che "vogliono fare qualcosa, ma non sanno cosa", da cui il regista trarrà spunto e respiro per il primo lungometraggio, Un colpo da dilettanti (1996), "divario tra l'idealizzazione dei ragazzi e la realtà dei fatti". E prima di traguardare su Grand Budapest Hotel (2014), in architettura Belle Epoque divertito "matrioska di citazioni, riferimenti e ammiccamenti", la Feole si dilunga su Rushmore (1998) con un Max "incrocio fra Charlie Brown e Snoopy", ma già con matura scelta di colori, inquadrature, contrappunti musicali, scenografie e costumi, su I Tenenbaum (2001) "famiglie di carta (e di pellicola)" con corpi come irrigiditi a "ideali marionette/stilizzazioni", su Le avventure acquatiche di Steve Zizzou (2005) "versione titanica degli eterni fanciulli" di Anderson, su Il treno per Darrjeeling "con un punto di vista peculiare e deformato" tre fratelli in iniziatico viaggio in India alla ricerca della madre, sull'animazione di Fantastic Mr.Fox (2009) dai "tratti meticci di un universo geograficamente inattendibile", e su Moonrise Kingdom (2012) "narrato e girato ad altezza di bambino".

Alberto Pesce

 

 

Ultima modifica il Martedì, 27 Gennaio 2015 12:13

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