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Visioni proibite. I film vietati dalla censura Italiana (dal 1969 a oggi) - di Roberto Curti e Alessio Di Rocco

visionipescedi Roberto Curti, Alessio Di Rocco
VISIONI PROIBITE. I FILM VIETATI DALLA CENSURA ITALIANA (DAL 1969 A OGGI)
Lindau, Torino, euro 38.00, pp.580
(CINEMA - Alberto Pesce)

Anche se per scherzo (mica tanto però) in Italia il nostro cinema si troverebbe alle prese con ben sei censure, tre governative, dapprima su sceneggiature, poi su film nel loro immaginario, indi in rapporto ai premi, e tre di parrocchie diverse, ma non meno influenti, sezione credito della Banca Nazionale del Lavoro, Centro Cattolico Cinematografico, Magistratura, quando si parla di "visioni proibite" si allude alle governative commissioni di censura, esistenti sin dai 1913 tempi di Giolitti e oggi operative secondo legge Mammì del 1962.
Sul loro operato dal 1969 ad oggi, "non senza contrasto tra prevenzione amministrativa e repressione giudiziaria" facile a interventi di sequestro, come di riflesso su resistenze di produttori e distributori, prima di una puntuale schedatura, ben 472 pagine, dei film minuziosamente analizzati nelle loro vicende censorie, Roberto Curti e Alessio Di Rocco con ricchezza di specifici esempi ne inquadrano criteri e sotterfugi. Dei censori, anche nelle varianti in rapporto ai tempi, elencano, non senza un tocco sottile di humour, i loro tabù, "accoppiata violenza + sesso", "numero o modalità degli amplessi" sadismi, masochismi, omosessualità specie se al maschile, anche modeste oscenità non importa se filtrate di grottesco. Dei cineresponsabili espongono a contrasto"non corrispondenza tra copia di legge e quella in programmazione", utilizzo di nulla osta preesistenti, dal 1974 per pornofilm diffusione di sale a luci rosse, negli anni 80 raggiustamenti comodi anche per la tv.
A esemplare specchio del "tribolato" quadro di "visioni proibite, i due studiosi concludono la premessa concentrandosi su Totò che visse due volte (1998) e "mannaia sul film di Cipri e Maresco", e su risveglio censorio addosso allo statunitense Extrema (2008) e all'italiano horror Morituris (2011).

Alberto Pesce

 

 

 

Ultima modifica il Lunedì, 25 Maggio 2015 12:44

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