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CIRO IN BABILONIA - regia Davide Livermore

Ciro in Babilonia Ciro in Babilonia Regia Davide Livermore

Dramma con cori di Francesco Aventi
Revisione sulle fonti coeve della Fondazione Rossini, in collaborazione con Casa Ricordi, a cura di Daniele Carnini e Ilaria Narici, Direttore Will Crutchfield, Regia Davide Livermore, Scene e Progetto luci Nicolas Bovey, Videodesign D-Wok, Costumi Gianluca Falaschi
Interpreti Michael Spyres, Ewa Podles, Jessica Pratt, Carmen Romeu, Mirco Palazzi, Robert McPherson, Raffaele Costantini
Orchestra e Coro del Teatro Comunale di Bologna, in collaborazione con la Fondazione Teatro Comunale di Bologna, Maestro del Coro Lorenzo Fratini
Nuova produzione, In collaborazione con Caramoor International Music Festival e Museo Nazionale del Cinema, Torino
Teatro Rossini, Pesaro 10, 13, 16, 19 e 22 agosto 2012

www.Sipario.it, 14 agosto 2012

Prende nuova vita il melodramma rossiniano Ciro in Babilonia, apre la XXXIII edizione del Rossini Opera Festival a Pesaro. Con la regia di Davide Livermore che reinterpreta il dramma in chiave cinema muto, la vasta proporzione scenica voluta dall'autore diventa un Kollosal.
Messo in scena poche volte, la prima il 14 marzo del 1812, Ciro in Babilonia, non ha avuto molta fortuna rispetto a gli altri drammi di Rossini, forse a causa della difficoltà del libretto dai recitativi troppo lunghi. Secondo melodramma del repertorio serio di Rossini, unisce il racconto biblico del banchetto di Baltasar, tratto dall'Antico Testamento, con la caduta di Babilonia per mano di Ciro durante il conflitto tra Assiri e Persiani. Durante l'assedio della città Baldassarre riesce a fare incursione nel campo nemico e rapisce la moglie di Ciro Amira e il figlio Cambise, infatuato di Amira vorrebbe prenderla in sposa. Il conflitto amoroso prevale sul tema storico-biblico. Le musiche sono in parte le stesse che nell'inganno felice e nel Demetrio e Polibio, come si può notare nell'aria di Amira il "Deh per me non v'affligete", una delle parti più belle, che verrà affidato ad Amaltea nel Mosè in Egitto. Nelle parti solistiche sono piuttosto complessi gli accompagnamenti orchestrali. In questo spettacolo il topos dell'apparizione del verbo divino si manifesta attraverso la proiezione delle parole: Manes Techel Fares. L'orchestra diretta dall'americano Will Crutchfield è di grande pregio musicale e ricchezza di suoni. La parte di Ciro è assegnata a Ewa Podles' contralto di origine polacca che gode di grande agilità vocale Baldassare è interpretato dal tenore Michael Spyres mentre Amira è il soprano Jessica Pratt che entra con molta partecipazione nel personaggio. Anche Mirco Palazzi nel ruolo di Zambri è stato molto apprezzato.
Gli allestimenti scenici sono la parte che probabilmente rompe maggiormente la tradizione nel creare una forma di melodramma che si muove verso il film muto. L'allestimento è stato realizzato in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema di Torino e la Cineteca Nazionale e ricrea alcuni spezzoni del film Cabiria di Giovanni Pastrone del 1914. Delle discalie in stile anni venti, guidano lo spettatore, mentre scenette da cinema muto vengono proiettate sullo sfondo, tipiche anche nella gestualità del cinema degli inizi del novecento. Mentre le scenografie sono spesso aiutate dalle proiezioni video, forse per semplificarne la realizzione. I costumi sono molto curati, anche in questi ritroviamo il connubio tra antica babilonia e anni venti espresso con naturalezza, i mantelli dei soldati babilonesi, ricchi di ricami, sono accostati ai vestiti delle ancelle come vedettes parigine. Sono frutto dell'abilità del costumista Gianluca Falaschi con la storica Sartoria Farani.

Federica Sivieri

Ultima modifica il Mercoledì, 27 Marzo 2013 10:26
La Redazione

Questo articolo è stato scritto da uno dei collaboratori di Sipario.it. Se hai suggerimenti o commenti scrivi a comunicazione@sipario.it.

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