martedì, 29 novembre, 2022
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IL NUOVO L'ANTICO - con Simone Rubino percussioni

Simone Rubino percussioni. Foto Roberto Serra, Bologna Festival Simone Rubino percussioni. Foto Roberto Serra, Bologna Festival

Simone Rubino percussioni
Seongcheol Choi, Lukas Kuhn, Jo Wei Liu percussioni
Bologna, Oratorio di San Filippo Neri, 17 ottobre 2022

www.Sipario.it, 23 ottobre 2022

All' Oratorio di San Filippo Neri per la rassegna Il Nuovo - L'antico, nell'ambito di Bologna Festival, si è tenuto un concerto basato solo su strumenti a percussione, molto particolare e originale, proposto da Simone Rubino. Studioso di questa tipologia di strumenti fin dall'adolescenza e diventato docente alla Haute École de Musique di Losanna e alla Universität der Künste di Berlino, a soli ventinove anni Simone Rubino è diventato un punto di riferimento europeo per le musiche basate sulle percussioni, dal barocco alla musica contemporanea, grazie ad una particolare sensibilità musicale e ad un grande eclettismo che lo porta a spaziare in qualunque genere musicale, dall’antico al nuovo, dal sacro al profano, dal popolare al colto.
Rubino ha collaborato e si è esibito con numerose orchestre europee ma è nella dimensione solista o del piccolo ensemble che rivela tutto il suo talento e la sua passione. Le percussioni sono forse il primo strumento suonato dall'uomo, ma solo nell'ultimo secolo sono entrate nell'universo della musica colta e Rubino con un concerto lezione ha spiegato e illustrato con dovizia di particolari come nascono e cosa significano i vari brani presentati, offrendo una performance che va al di là del semplice concerto.
Aiutato da alcuni dei suoi studenti di Berlino, Seongcheol Choi , Lukas Kuhn, Jo Wei Liu in un paio di brani, Rubino offre una panoramica completa del suo talento utilizzando qualsiasi strumento o oggetto che possa produrre un suono quando percosso. Il palco è interamente occupato da una serie di strumenti disseminati: marimba, xilofono, bongo, tamburi di tutti i tipi, gong, vasi di latta, altri legni e perfino due ciotole d'acqua. La sua presenza scenica è coinvolgente, la sua abilità tecnica straordinaria, e un suo concerto diventa uno spettacolo da vedere oltre che da sentire, per la danza delle sue braccia e le piroette tra uno strumento e l'altro.
Apre il concerto un brano di Iannis Xenakis, Rebonds B per percussioni, un brano ipnotico e minimalista, tutto giocato tra botta e risposta dei tamburi, dei bonghi e dei power blocks, una serie di cinque "scatole" di legno con diversa intonazione, con una continua variazione di tempi e timbri.
E' seguito un brano di John Cage, The Third Construction, dove vengono utilizzati oltre alle varie percussioni tradizionali dei vasi di latta di varia dimensione e timbro, suonato in quartetto, in cui, come spiega Rubino, mancano i colori armonici di un quartetto di archi ma vengono esasperati i colori ritmici utilizzando ritmi dispari non convenzionali, esprimendo una poliritmicità complessa e molto dinamica.
Il brano del violoncellista Lamberto Curtoni, Quel metro che ci avvicina, su testi di Mariangela Gualtieri, scritto due anni fa appositamente per Rubino, vede l'uso del primo strumento armonico usato nel concerto, il vibrafono, accompagnato da un testo cantato da Rubino con una sorprendente voce controtenorile per una melodia dolce e struggente dai toni barocchi.
Il brano del compositore cinese premio Oscar Tan Dun, Water Spirit, anch'esso scritto per Rubino, vede portare all'estremo il concetto di musica per percussioni, in quanto la superficie colpita è l'acqua contenuta in due larghe ciotole, percossa con frullini e con le mani, un suono minimale, sottile, sfuggente.
Nel pezzo di Alexey Gerassimez, Asventuras per tamburo solo, lo strumento utilizzato è il solo rullante, che è normalmente usato per dare il ritmo alle marce, nato come componente della bande militari, che però in questa occasione viene sfruttato in tutte le sue potenzialità e superfici, per creare una alternanza di ritmi e suoni diversi molto colorata.
Il movimento del corpo è fondamentale componente dei concerti di Rubino, proprio per le diverse superfici utilizzate nei vari strumenti sul palco e questo è ancora più evidente nel brano di Casey Cangelosi, Bad Touch per playback e musica elettronica, dove resta solo il gesto del musicista che, immerso nel buio e illuminato da luce fosforescente, suona l'aria con una bacchetta seguendo con precisione millimetrica i ritmi elettronici registrati.

Rubino estende la sua competenza musicale alla musica barocca fino a suonare un arrangiamento di Eduardo Egüez per vibrafono di una ciaccona di Johann Sebastian Bach, Ciaccona dalla Partita per violino n.2 in re minore BWV 1004: in questo caso la maestosità del suono di Bach acquista una dimensione spaziale inedita, grazie al timbro rotondo del metallo.
La serata si è chiusa con una composizione per quartetto di Keiko Abe, The Wave , per marimba e tre percussioni, un pezzo molto dinamico che alterna pianissimi a momenti frenetici e rapidissimi, le melodie della marimba perfettamente accostate ai ritmi delle percussioni.
Una serata ricca di emozioni visive e sonore per un interprete entusiasmante e coinvolgente.

Giulia Clai

Ultima modifica il Lunedì, 07 Novembre 2022 16:55

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