lunedì, 26 settembre, 2022
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PPP PIG BAND - regia Piergiorgio Piccoli

Anna Zago in "PPP Pig Band", regia Piergiorgio Piccoli. Foto Claudio Sartorato Anna Zago in "PPP Pig Band", regia Piergiorgio Piccoli. Foto Claudio Sartorato

(dal Porcile all’Orgia e molto altro)
testi di Pier Paolo Pasolini
elaborazione drammaturgica Paolo Rozzi e Anna Zago
con Anna Zago e Paolo Rozzi e con Lydian Sound Orchestra
direttore d’orchestra Riccardo Brazzale
musiche di R. Brazzale, O. Coleman E. Dolphy, D. Ellington, C. Mingus, B. Morris
regia Piergiorgio Piccoli
evento straordinario per il centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini
Festival Incontri Asolani . prima nazionale
Asolo (Treviso), teatro Eleonora Duse 30 agosto 2022

www.Sipario.it, 31 agosto 2022

La poetica pasoliniana, come la prosa, se ben messa in scena è come se prendesse la rincorsa e come un boomerang andasse, colpisse, ritornasse alla base per poi ripetersi in moto perpetuo, duraturo. Sono molte le celebrazioni quest’anno tributate a Pier Paolo Pasolini, nel centenario della sua nascita, una mole imponente come lo è altrettanto anzi, di più, la mancanza di questo poeta, intellettuale, regista in questi nostri giorni, spesso balordi e inconclusionati, specchio dolente di una società che va in molti casi alla deriva. Non tutto è guasto, per carità, ma una buona tendenza da qualche decennio segue una direzione, culturale e sociale, spesso discutibile. Lo spettacolo d’apertura degli Incontri Asolani, diretti con grande fulgore e passione da Federico Pupo e organizzati da Asolo Musica Veneto Musica ha probabilmente sentito la necessità e il piacere di omaggiare Pasolini a suo modo, riunendo due buoni attori come Anna Zago e Paolo Rozzi, e la Lydian Sound Orchestra diretta da Riccardo Brazzale, formazione musicale dall’ ottimo swing. La parabola esistenziale di Pasolini si sciorina in una decina di interventi da arte degli interpreti per lasciare spazio alla musica, che ricordano come fosse lo stesso poeta un amante di essa. Siamo all’evento speciale degli Incontri Asolani, che è un Festival Internazionale di Musica da Camera e quindi tutto ci sta. Anna Zago, giaccone beige e gonna nera , sta appollaiata su un albero stilizzato a mo’ di corvo, uno dei due (l’altro è Paolo Rozzi), che registrano verbalmente parte dei pensieri di Pasolini, dal rapporto col padre, che torna e ritorna più volte, al sesso, l’essere omosessuale in quel periodo storico. Di fronte ai maiali, sentirsi corvi. E Roma, che dopo l’infanzia di Casarsa si offre prepotentemente al giovane Pier Paolo, che deve ancora forgiarsi e che di quella città all’inizio ne soffre la grandiosità, l’essere naturalmente all’opposto del paesino friulano. Ma la città in qualche modo lo saprà ricompensare. Gli occhiali neri che l’attrice Zago indossa è un elemento chiaro, ben indovinato, come il muoversi sciolto di Rozzi. Pasolini, attraverso le parole sue ed elaborate drammaturgicamente dagli stessi interpreti, soffre di una vita miserabile, di un padre assente, di un mondo che tra contraddizioni e difficoltà lo spiazza. Paolo Rozzi come un imbonitore realizza quel pensiero, e da corvo numero due lo fa suo e lo regala al pubblico. La musica della Lydian Sound Orchestra spazia tra i riferimenti jazzistici con grande swing, l’ho detto, e ha il limite di far gridare gli attori durante i loro monologhi, affinchè si riesca a sentire le loro parole. Tutto però si amalgama in qualche modo, la solitudine del poeta, l’essere molto forte di fronte all’immensità delle cose, dinanzi agli spregevoli tentativi di presa in giro, di linciaggio. Quando la musica si esprime, i corvi se ne stanno ad ascoltare, simbolicamente assorti o battendo i tasti della macchina da scrivere. E il poeta si chiede che madri hanno avuto quelli che non lasciano libertà di scelta, di vivere agli altri? In fin dei conti voleva “solo” lavorare e amare disperatamente”. Sono dialoghi da brividi, che ancora una volta confermano la grandezza dell’autore, della mancanza che ne sentiamo. In fin dei conti voleva solo vivere. E nel bis, quel j’accuse di “Io so” è potente, smisuratamente gigante, fondamentale per capire la storia contemporanea. Vista da un uomo, un grande artista comunque, che voleva “solo” vivere.

Francesco Bettin

Ultima modifica il Domenica, 11 Settembre 2022 09:25

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