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RIGOLETTO - regia Massimo Pizzi Gasparon Contarini

"Rigoletto", regia Massimo Pizzi Gasparon Contarini "Rigoletto", regia Massimo Pizzi Gasparon Contarini

Melodramma in tre atti
Musica di Giuseppe Verdi
Libretto di Francesco Maria Piave
Tratto dal dramma storico di Victor Hugo, Le roi s’amuse
Prima rappresentazione, 11 marzo 1851, Teatro La Fenice, Venezia
Direttore d’Orchestra, Daniel Oren
Assistente al Direttore d'Orchestra, Gaetano Soliman
Regia, costumi e light design Massimo Pizzi Gasparon Contarini
Maestro del coro, Tiziana Carlini
Scene, Alfredo Troisi
Il Duca di Mantova, Valentyn Dytiuk
Rigoletto, Juan Jesus Rodriguez Jimenez
Gilda, Caterina Sala
Sparafucile, Carlo Striuli
Maddalena, Maria Barakova
Giovanna, Alice Marini
Il Conte di Monterone, Maurizio Bove
Marullo, Angelo Nardinocchi
Matteo Borsa, Vincenzo Casertano
La Contessa di Ceprano e il paggio, Miriam Artiaco
ORCHESTRA FILARMONICA “GIUSEPPE VERDI” DI SALERNO
CORO DEL TEATRO DELL’OPERA DI SALERNO
Nuovo allestimento del Teatro “Giuseppe Verdi” di Salerno
Salerno, Teatro Verdi dal 6 al 8 maggio 2022

www.Sipario.it, 9 maggio 2022

Se dovessimo parlare qual è l’opera verdiana di maggiore successo in una ipotetica hit parade non ci penseremmo su due volte nell’affermare che il Rigoletto è sicuramente la numero uno. Proprio perché è l’opera dove il fare e il dire è talmente simbiotico che la popolarità era scontata allora ed è scontata ancora oggi. Infatti quando Verdi in quel trittico cosiddetto popolare inserì il Rigoletto probabilmente non pensava di averne tirato fuori un vero capolavoro con una trama che era un po' Traviata e un po' Trovatore. Ma nel Rigoletto egli riesce ad infondervi una vera matrice popolare, una serie di arie, cabalette, romanze di sicuro successo, insomma se ci fossero stati i dischi, Verdi avrebbe preso il disco d’oro per il successo delle vendite. Veniamo alla versione salernitana dell’opera. Daniel Oren è un vero Divo, nel senso migliore del termine; la sua visione dell’opera è totalizzante, estrema, sintetica e unica. Oren è non solo il direttore ma in se rappresenta ogni personaggio che si muove sulla scena. Il suo gesto è talmente unico che sfidiamo tanti altri direttori a paragonarsi. Il bello è che Oren è talmente calato nella narrazione che ogni suo respiro è parte integrante della stessa. Insomma Daniel Oren è il vero Divo dell’opera. In questo Rigoletto è stato eccezionale nel dare la giusta misura della passione, della forza di un destino avverso eppure mai contrario a se stesso. Ma è quello che avrebbe voluto Verdi. Respirare e vivere assieme alla partitura. Il cast è stato all’altezza dell’impresa ma chi ha veramente sorpreso è stata la coppia Rigoletto/Gilda ovvero Juan Jesus Rodriguez Jimenez e Caterina Sala. Perfetti, emozionati ed emozionanti hanno saputo dare quella giusta impronta ad una azione drammatica, neanche fossero veramente padre e figlia. D’altronde la loro “Vendetta, si vendetta, tremenda vendetta” ha avuto talmente successo da richiedere un bis a scena aperta. Meno interessante la voce di Valentyn Dytiuk forse troppo sovrastato dal personaggio che interpretava. Peccato perché nella sua voce c’era una memoria antica e avrebbe potuto essere un perfetto Duca di Mantova. Molto bravo Carlo Striuli nel ruolo di Sparafucile, drammatico al punto giusto così come Maria Barakova nel ruolo di Maddalena. Plauso al resto del cast ed in particolare al coro che è sempre all’altezza della situazione grazie anche alla direzione della Scarlini. L’orchestra Verdi è oramai assurta ad un alto livello e questo grazie al lavoro di Oren e a quella passione che gli è propria. Ora è facile poter assistere ad un opera di qualità senza dover per forza andare verso i templi della lirica. Il lavoro fatto negli anni è talmente evidente che probabilmente questa produzione del Rigoletto è fra le migliori degli ultimi tempi. Un’ultima nota: il Rigoletto oltre ad essere la vera opera del destino e della maledizione, ha in sé quella sensualità profonda che non è incarnata solo nella scena d’amore fra il Duce e Maddalena ma ogni passo è intriso di romantica passione, di una ricercata forma di piacere che è sintomatica di quello che per Verdi rappresentasse. Quindi, ben prima di Richard Strauss, il Rigoletto è un’opera sensuale. Oren è stato magistrale nel dare proprio questa visione all’intero impianto, rendendo quindi il lavoro talmente moderno da dimenticare che fosse stata composto nel 1851.

Marco Ranaldi

Ultima modifica il Mercoledì, 11 Maggio 2022 10:22

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