giovedì, 19 maggio, 2022
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ANTONIO E CLEOPATRA - regia Tiago Rodrigues

Sofia Dias e Vítor Roriz in "Antonio e Cleopatra", regia Tiago Rodrigues. Foto Magda Bizarro Sofia Dias e Vítor Roriz in "Antonio e Cleopatra", regia Tiago Rodrigues. Foto Magda Bizarro

scritto e diretto da Tiago Rodrigues
con frammenti di Antonio e Cleopatra di William Shakespeare
con Sofia Dias, Vítor Roriz
scene Ângela Rocha
costumi Ângela Rocha, Magda Bizarro
luci Nuno Meira
musica estratti dalla colonna sonora del film Cleopatra (1963), composta da Alex North
collaborazione artistica Maria João Serrão, Thomas Walgrave
costruzione scene Decor Galamba
direttore tecnico Cárin Geada
direttore di scena Catarina Mendes
tecnico del suono Frisson
esecuzione dei soprattitoli Rita Mendes
Otto Productions – Nicolas Ro Ux & Lucila Piffer
da una creazione originale della compagnia Mundo Perfeito
produzione esecutiva dello spettacolo originale Magda Bizarro, Rita Mendes
Spettacolo in lingua inglese con soprattitoli in italiano
Fonderie Limone TST - Torino 30 aprile 2022

www.Sipario.it, 2 maggio 2022

“Antony. Cleopatra. Antony. Cleopatra. Antony. Cleopatra. Antony inspires. Cleopatra inspires. Antony inspires. Cleopatra inspires. Antony expires. Cleopatra expires. Antony expires. Cleopatra expires. Antony breathes. Cleopatra breathes…” In un crescendo ripetitivo e ossessivo di parole e battute, Sofia Dias e Vítor Roriz mettono in scena i personaggi della tragedia shakespeariana. Braccia e mani tese in avanti a indicarci i corpi dei due amanti, sembrano sostenerli, poi seguirli e infine dirigerli come visionari marionettisti. Il pubblico ha l’impressione di assistere al processo di creazione di uno spettacolo ed è chiamato fin dall’inizio a partecipare attivamente, immaginando a sua volta ciò che i due performer disegnano nello spazio vuoto con gesti delicati e un uso originalissimo del linguaggio, che genera tensione e fascinazione attraverso la ripetizione.
Il testo non può ridursi a solo dialogo trattandosi di uno spettacolo che è esso stesso bozza di uno spettacolo, ma ogni azione, ogni emozione, ogni pensiero è dichiarato, esplicitato, ripetuto insistentemente, come a dare corpo a ciò che viene solo immaginato. Raramente gli sguardi dei due attori si incontrano e, quando accade, si ha l’impressione che per un attimo diventino il personaggio che reciprocamente immaginano e guardano.
Il tempo che conta è il presente, lo è per Cleopatra, lo è per Antony, lo è per Diaz e Roriz e lo è per gli spettatori. Non è però un tempo statico né misurabile, al contrario subisce alternativamente stiramenti e contrazioni, a seconda del ritmo scandito dagli attori. Ed è in questi momenti di sospensione e destabilizzazione che l’attenzione e l’ascolto dello spettatore sono messi a dura prova: chi accetta di stare al gioco sperimenta la durata variabile del tempo presente vissuto, chi si distrae lo sopporta a fatica.
La storia è nota, è quella della tragedia di Shakespeare, con alcuni rimandi a Plutarco, secondo cui Cleopatra sapeva leggere il futuro attraverso il volo degli uccelli. È la storia di due amanti, non più giovani e per nulla ingenui. Entrambi maturi, potenti, abili politici, pur sapendo fin dal principio che finirà in tragedia, scelgono di vivere il loro amore. La questione non è perché accade o come andrà a finire, ma come si amano, come questo amore diventi per entrambi un’ossessione fino a modificare strategie geopolitiche.
La musica è tratta dalla colonna sonora del film del 1963, a cui si deve il ritratto di Cleopatra con le sembianze di Elizabeth Taylor inciso nell’immaginario collettivo, ed è anch’essa diretta dai due ‘attori-registi’ che, di tanto in tanto, si accostano a un piccolo stereo appoggiato su una panchina di lato per riposizionare sul piatto il disco, la cui copertina a terra è ben visibile agli spettatori, insieme ad alcuni volumi, presumibilmente di Shakespeare e Plutarco. In netta contrapposizione con la sontuosità delle scene del film, il pathos è qui ricercato nel dettaglio del gesto, del suono, del respiro.
Un terzo personaggio è evocato. Si tratta di Enobarbus, amico fedele di Antony destinato a tradirlo per poi pentirsene, ne rappresenta in un certo senso il senno, ma allo stesso tempo è testimone dell’impossibilità di porre argini all’ossessione amorosa.
Potente e coinvolgente l’interpretazione della coppia Diaz-Roriz, abilissimi nel modulare la voce oltre che nel creare coreografie suggestive e mai banali, premiati da lunghi e calorosi applausi.

Francesca Maria Rizzotti

Ultima modifica il Domenica, 08 Maggio 2022 17:48

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