martedì, 01 dicembre, 2020
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CLITENNESTRA, I MORSI DELLA RABBIA - regia Piergiorgio Piccoli

Anna Zago in "Clitennestra, i morsi della rabbia", regia Piergiorgio Piccoli. Foto Roberto De Biasio Anna Zago in "Clitennestra, i morsi della rabbia", regia Piergiorgio Piccoli. Foto Roberto De Biasio

di Anna Zago
con Anna Zago
voce Anna Farinello
costumi Elena Ochian
musiche ed effetti Simone Piccoli
regia Piergiorgio Piccoli
produzione Theama Teatro
73.mo Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico di Vicenza - PRIMA NAZIONALE
Vicenza, foyer del teatro Comunale, 16, 17, 19 e 20 ottobre 2020

www.Sipario.it, 20 ottobre 2020

Vestita di pelliccia, strisciante, bestia nera incattivita e pregna d’infamia, la Clitennestra rabbiosa vista per i Classici dell’Olimpico di Vicenza porta con sé sia simbolicamente che non una serie di tracce personali da non confondere, piuttosto da misurare, osservare con attenzione. Sono segni che si fanno indelebili sulla sua pelle, infamie subite e poi ritornate agli aguzzini, in un territorio neutro, doloroso nel quale la protagonista si scuote, si ribella ed è lì che esce tutta la sua cattiveria. Ma nel racconto dettagliato del testo (di Anna Zago, anche interprete unica dello spettacolo) scritto in maniera ottimale, vellutato e che arriva a tutti, operazione interessante e meritevole, l’ululato straniato e implorevole della donna -cane è gonfio, irto, spesso di promesse d’odio, di vendetta. Clitennestra, è vero, le ha tutte. E’ adultera e incattivita, di una crudeltà infinita e vendicativa, ed è una donna non rieducabile. Nella grande solitudine che la circonda pian piano si rifà addentrando gli spettatori nel suo arcaico mondo ingiusto, sofferto e pronto a far soffrire. Un ottimo cane da guardia, si definisce, con un destino segnato che l’ha portata lì in una desolazione totale dal quale prova e deve uscirne, in qualche maniera. E’ la condizione della donna, di molte, laconicamente espressa e lasciata a intendere quando non resa del tutto nota. Energica, affiora lentamente ma va in crescendo , va a pensare, a sortire trame intrise di morte e sangue di lì a venire. Così la regina di Micene inizia a reagire alle discutibili azioni di Agamennone, suo sposo e padre dei suoi figli, anche di Ifigenia martoriata da lui stesso, dal guerriero sfrontato e impunito. La vendetta della donna legata alla catena, trattata come un cane comincia e finisce. La rabbia fortissima è pronta per innescare il nuovo suo corso, una liberazione che porterà comunque all’infamia ma che la libererà dentro. Complice Egisto, l’amante che nel frattempo le è vicino, rimette attraverso il gesto estremo di vendetta la propria via e la propria vita su un binario di condanna globale ma di giustizia personale. La scure impugnata risolve la questione spargendo sangue e disastro, contro un uomo tiranno mai domo fino a quel punto. Ifigenia è morta, Ifigenia è salva nella sua mente, ora. Con un unico gesto ha vendicato tutte le gesta degli Atridi, le perfidie, facendo dire alla protagonista “Ciascuno di voi oggi decida chi è Clitennestra”. E’ il momento migliore e non può essere altrimenti, dello spettacolo. E l’ululato torna forte, acuto, arriva dove deve. Anna Zago è un’attrice che qui dimostra grande dispendio di codici recitativi, alternando urla, falsetti e semi canti, e nel suo inchino ai tanti applausi ricevuti c’è la forza della messa in scena, della rappresentazione, e dello stesso teatro, la sua violenza e la ragione per analizzarla. La regia di Piergiorgio Piccoli è asciuta, efficace, aiuta l’interprete in scena come un regista deve saper fare. Il successo è stato pieno e l’unico rammarico diventa l’ambientazione, che classicamente parlando nulla può contro altre sedi più adeguate. Una scelta forzata rispetto all’originalità del progetto che la prevedeva nel giardino del Teatro Olimpico, anche simbolica se si vuole (il teatro torna al Comunale) ma che inevitabilmente prova a frenare il senso del tragico e del compiersi della tragedia. Fortunatamente i danni sono limitati, ma l’Olimpico sarebbe stata una sede ideale.

Francesco Bettin

Ultima modifica il Martedì, 20 Ottobre 2020 23:22

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