mercoledì, 13 novembre, 2019
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CHANTECLER - regia Armando Pugliese

Chantecler Chantecler Regia Armando Pugliese

di Edmond Rostand, traduzione: Enzo Moscato
con Pietro Bontempo, Carla Cassola, Ernesto Lama, Imma Villa, Rossana Bonafede, Giovanni Carta, Gilles Coullet, Daniele Gonciaruk, Olivia Spigarelli, Agostino Zumbo, Elisabetta Alma, Angelo Campolo, Egle Doria, Sara Emmolo, Evelyn Famà, Antonella Familiari, Carlo Ferreri, Simona Fiordaliso, Luca Fiorino, Marco Foti, Andrea Gambadoro, Plinio Milazzo, Mario Parlagreco, Luigi Tabita
i musici Maurizio Burzillà, Valerio Fassari, Josè Mobilia, Giancarlo Scarvaglieri, Stefano Zorzanello
regia: Armando Pugliese, scene: Andrea Taddei, costumi: Silvia Polidori, musiche originali: Enzo Gragnaniello, movimenti mimici Gilles Coullet
Napoli, Teatro Mercadante, dal 16 al 27 maggio 2007

Panorama,  N. 22  2008
Il Manifesto,  30 maggio  2007
Chicchirichì, ma i polli siamo noi

Chicchirichì, cuccurucù, che gran pollaio è la vita. Se poi Edmond Rostand, anziché il naso del suo Cyrano, ci mette il becco di Chantecler, gallico gallo vanitoso ma romantico, ed Enzo Moscato traduce e ricuce questa «saga in versi in quattro atti» (datata 1910) in una versione molto creativa, tra il forbito e il vernacolo, ecco che Armando Pugliese ha in mano tutte le carte per orchestrare con gli scatenati attori dello Stabile di Catania una sarabanda sull'aia, pardon, sulla scena, che è tutto un pigolio, uno zirlio, un gloglottio, dove l'umano e l'animalesco si cambiano a vicenda i connotati.
Può il riconosciuto re del pollaio, forse antenato del galletto aviatore di Galline in fuga, rinunciare a salutare il sole col suo canto? Può una giovane Fagiana vanitosa sacrificarsi per amore? Il bestiario di Chantecler, in tournée nella prossima stagione, è una voliera di voci divertente e persino un po' frastornante, dove la parodia dei sentimenti umani deflagra in un carnevale di luci, suoni e costumi. A celare la nuda verità: quegli animali da pollaio, come ai tempi di Esopo oLa Fontaine, siamo noi.

Roberto Barbolini

Chantecler, un leader naturale nel pollaio

Armando Pugliese mette in scena la favola di Edmond Rostand al Mercadante e poi al Verga di Catania, fresco di nuove nomine. Una radiografia di vizi e le virtù Napoli

Era da diversi anni che Armando Pugliese voleva mettere in scena questo testo di Edmond Rostand quasi mai rappresentato da noi. Enzo Moscato ne aveva preparato per lui una traduzione scoppiettante, ma la favola dell'autore francese (di cui mattatori e tromboni praticano solo il roboante Cyrano) vede soltanto adesso la luce. E Chantecler è una favola molto bella, dalla morale aperta ma dalle emozioni sicure. Questa settimana, dopo un ciclo di recite al Mercadante, torna al Verga di Catania (fino a domenica 3, con doppio spettacolo sabato), e segna in qualche modo anche il punto di svolta dello stabile catanese. È infatti l'ultima produzione della direzione di Orazio Torrisi (e presidenza Pippo Baudo) sostituiti abbastanza incongruamente e per ragioni tutte politiche dal cda del teatro, dopo che lo stesso sindaco-curante di Berlusconi, Scapagnini, ha rivendicato le nuove nomine: direttore Lamberto Puggelli e presidente Pietrangelo Buttafuoco. Chissà che sorte avrà a questo punto il rutilante pollaio di Chantecler.
Intanto, per chi riesce a vederlo, è una bella immagine di cosa il teatro può essere: molto realista quanto «irreale», con tutti quegli animali variopinti, le loro gerarchie, le intolleranze, le congiure, i sacrifici (tutti, meno quelli umani, ovviamente) e i grandi gesti. Come favola, può raccontare tutto e sbizzarrirsi. Come radiografia di una piccola comunità scopre virtù e debolezze che con maggiori difficoltà traspaiono negli umani.
L'impianto è lineare. Della cittadella animale, il galletto Chantecler è il leader naturale, poiché ogni mattina dà la sveglia al sole e alla vita del bosco. Tutti lo rispettano, ma molti tramano contro di lui, gelosi e insofferenti alla sua autorità. Lo ama la bella fagiana, lo coccola la vecchia chioccia che l'ha covato, più combattuti sono altri uccelli o mammiferi di complemento. Quando lo avvertono della congiura imminente, decide di affrontarla, e l'arrivo dei galletti combattivi liberati da un pollaio rivale è una sorta di piccolo capolavoro dentro un bello spettacolo. Un defilé pazzesco e spiritoso, crudele e irresistibile: Silvia Polidori, la costumista, ha la fortuna rara di poter scatenare la fantasia, e ne spande a piene stoffe. Andrea Taddei, autore della scenografia, ci porta felice dentro l'umanità perversa di un pollaio, e i brividi di un bosco animato. Ma è soprattutto il testo a divertire come un fuoco d'artificio, col suo impasto di lingue, dialetti, idioletti e allusioni messi con una grazia che conquista bambini e adulti. Ce n'è per tutti: Moscato non risparmia il fascino della rima e della musicalità, ma non mancano i doppi sensi e le citazioni d'alta classe, mentre le sue parole si intrecciano fino alla filosofia e alla teologia, in un pastiche ricco di significati sovrapposti e incrociati. Un oratorio laico che sfiora lo scurrile per innalzarsi a cosmogonia di un mondo di natura.
Per Pugliese c'è anche la fortuna di una compagnia affiatata e divertita, giovane e agguerrita quanto pronta a ironia e malinconia nello srotolare la trama di questa animalesca vitalità. Tra i molti interpreti di voce e di piuma, tutti bravissimi, da ricordare almeno Pietro Bontempo, Imma Villa e Carla Cassola.
Per una curiosa coincidenza, nel Ridotto del Mercadante, andava in scena un'altra piccola delizia: Nu Pulcinella, duje Pulcinella, tre Pulcinella (fino a domenica 10 giugno), di Filippo Cammarano, in un progetto curato da Renato Carpentieri. La regia di Pino L'Abbate riesce a portare quest'altro campione di umana animalità (che nel caso della maschera napoletana è fatta soprattutto di fame, di cibo come di sesso) dalla commedia degli equivoci verso l'opera buffa, grazie alle belle voci degli interpreti. Un'altra buona occasione per divertirsi e andare a una delle radici del teatro.

Gianfranco Capitta

Ultima modifica il Lunedì, 12 Agosto 2013 07:34

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