lunedì, 26 settembre, 2022
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ELEGANZISSIMA – ESTATE - con Drusilla Foer

"Eleganzissima", con Drusilla Foer. Foto Fabio Benato "Eleganzissima", con Drusilla Foer. Foto Fabio Benato

di Gianluca Gori
con Drusilla Foer, e con Loris Di Leo, pianoforte, Nico Gori, clarinetto e sax, Franco Godi, chitarra
direzione artistica Franco Godi
produzione Best Sound - produzione esecutiva Savà
Festival VenerAzioni – organizzazione Box Office Live Verona, in collaborazione con Fondazione Vittoriale degli Italiani
Gardone Riviera (Brescia), Anfiteatro del Vittoriale, 25 agosto 2022

www.Sipario.it, 27 agosto 2022

Il mondo retrò e un po’ rococò di Drusilla Foer ritorna sulle scene teatrali italiane con questa sua versione estiva di “Eleganzissima”, show che mette abbastanza carne al fuoco, mostrando i diversi lati dell’artista, le sue diverse sfaccettature. In scena per circa due ore nello splendido scenario dell’Anfiteatro voluto da Gabriele D’Annunzio al Vittoriale, a Gardone, la Foer inizia subito con una battuta che, visto il luogo, non poteva che essere quella: “Chissà se piacerei al Vate”. Una petulanza ironica ed esibita con tutte le proprie forze l’accompagna, sia con quei salti sul pianoforte a mostrare l’agilità, citando addirittura Nadia Comaneci, così a far delineara “l’era geologica”, sia nei diversi accenni a canzoni, nel recitare, insomma nel proporsi in toto. Un anno davvero incredibile per lei e per il signor Gianluca Gori, alter ego l’una dell’altro, con successi mietuti dovunque, consensi non solo teatrali, momenti che ha conquistato dopo la vulnerabilità che ha condiviso con tutti i suoi simili, cioè noi, a causa della pandemia. Nello spettacolo Drusilla fa i conti con una certa età sopravvenuta, i suoi ricordi tra il surreale e il reale tra l’Avana e New York nonché la ville lumiére, Parigi, annunciando una perla del prossimo 2023, un disco di inediti, del quale propone un toccante assaggio, duettando con uno degli autori dell’album a venire, presente in platea, Francesco Tricarico. E a esibire le prime note Drusilla Foer comincia con “Canto anche se sono stonato”, di Lelio Luttazzi, declinata ovviamente al femminile, inanellando poi raccontini su raccontini, da come ha conosciuto “il maestro Di Leo” alle manie di ragazzina, quando da dietro le tende spiava chiunque e comunque, una cosa che le era godibilissima. Le narrazioni mostrano un personaggio volutamente sopra le righe che usa l’ironia come una lametta affilata, con qualche alto e basso che in arte scompaginano lo spettacolo che non si fa ben intuire nel suo profondo o forse, chissà, è uno show estivo e non ci si deve aspettare molto di più. La Foer si muove in un brillante gioco di luci seppur non impeccabile o che tale pare, visto che la protagonista è diverse volte in un cono d’ombra, canta il tango argentino e la dolce melodia di una canzone portata al successo da Fred Bongusto, “Quando mi dici così”, si definisce un’anziana “che ha chiuso bottega”. Un mondo brillante e divertente, salvo poi entrare a gamba tesa in un racconto drammatico di suicidi, di quell’uomo che piega le cartine dei cioccolatini con metodo maniacale. Il momento migliore dello spettacolo è questo, che guarda caso contiene anche una struggente del brano di Don Backy “Sognando”, mezzo recitato, altra lama fendente a cui partecipa emotivamente, in una resa consapevole di mostrarsi più o meno qui senza tanti veli, con l’anima che si materializza ferito, provata. Arriva poi il momento con il citato cantautore Tricarico, con il nuovo brano “Non mi parlare d’amore”, uno dei brani dell’album in via di compimento che uscirà nel 2023. Del personaggio Drusilla, ovvero Madame Foer, si intuisce un mondo-vortice, tra passato e presente, tra realtà e sghiribizzo scenico del quale si fa fatica a individuarne i completi connotati, se ci sono. Potrebbe essere infatti tutto frutto di un prendere la vita a trecentosessanta gradi abbracciandone le bellezze e la frivolezza, le atrocità e le ingiustizie, passando dall’ispirazione dei vecchi chansonnier all’interprete più o meno adeguata, dalla “Joana francesa” di Chico Barque, che chiude lo spettacolo, alla gentildonna disposta a sorridere e a prendersi un po’ in giro. Chi è veramente Drusilla Foer forse non si sa ancora, apprezziamo però l’invito a sorridere, la cosa effettivamente più bella. E a fare l’amore, frequentarlo in tutti i suoi sensi, risoluzione dei mali di ogni tempo.

Francesco Bettin

Ultima modifica il Domenica, 11 Settembre 2022 09:19

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