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ELEPHANT MAN - regia Giancarlo Marinelli

Elephant man Elephant man Regia Giancarlo Marinelli

di Giancarlo Marinelli
con Ivana Monti, Daniele Liotti, Rosario Coppolino
con la partecipazione di Debora Caprioglio
Compagnia Molière con il patrocinio della REGIONE VENETO
tratto dall'omonimo racconto di Frederick Treves
regia Giancarlo Marinelli, scene Andrea Bianchi/Forlani, costumi Marta Crisolini Malatesta
light designer Daniele Davino
la maschera dell'uomo elefante è realizzata da Sergio Stivaletti
Teatro Vittorio Emanuele, Messina dal 9 al 12 maggio 2013

www.Sipario.it, 11 maggio 2013
Povero Shakespeare ridotto a caricatura

MESSINA.- Curiosamente sono gli attori belli a interpretare il "mostro" di The elephant man, film di David Lynch del 1980 in cui John Hurt vestiva i panni del deforme personaggio realmente esistito, Joseph Merrick, da cui il chirurgo Frederick Treves ne aveva tratto una biografia. Poi fu presentata a Broadway un'opera teatrale con la pop-star David Bowie, nel ruolo del titolo e adesso è il fascinoso spilungone Daniele Liotti ad indossare una maschera ingombrante, sfoderare una voce sincopata e camminare claudicante per due ore e mezza con vistosa gobba alle spalle. Giancarlo Marinelli regista e adattatore del racconto, sicuro lettore di quel volume di Umberto Eco titolato "Storia della bruttezza", ambienta lo spettacolo in una Londra di fine '800, quella sudicia e malfamata descritta da Jack London (le scene sono di Andrea Bianchi/Forlani), al tempo in cui Jack lo Squartatore nelle buie stradine lordava il suo coltellaccio col sangue di donnine smarrite e il povero "uomo elefante" si esibiva in un "freak-show" alle dipendenze d'un violento domatore da circo che lo frustava e gli faceva patire la fame e il freddo. La via crucis di Merrick dura sino a quando quel dottorino di Treves, cui Rosario Coppolino conferisce doti di credibilità e di umanità, non lo libererà da quella schiavitù, ricoverandolo nel suo ospedale e offrendogli una civile sistemazione. L'amicizia tra i due coinvolge la moglie del chirurgo, una Debora Caprioglio elegante nei suoi abiti d'epoca (i costumi sono di Marta Crisolini Malatesta) che ad un tratto danzando con il "mostro" sembra di scorgervi "La bella e la bestia" di Cocteau; il notarile direttore dell'ospedale (Andrea Cavatorta) e la carismatica capo infermiera di Ivana Monti. Tuttavia l'idea di ospitare un fenomeno da baraccone incuriosisce studiosi e medici, ambienti dell'aristocrazia compresa la Regina Vittoria. Insomma Joseph Merrick, figlio di un'insegnante e amante della poesia di Walt Witman ("Oh capitano mio Capitano") o del Romeo e Giuliettta di Shakespeare, rimane sempre un "diverso", qualcuno da esibire e mostrare come una novità, giusto per cloroformizzare l'ipocrisia dei curiosi, solo bravi a fare beneficenza, impotenti ad andare oltre la propria vista, rinchiudersi a riccio e accettare solo stereotipi di bellezza. Succede poi che quel carceriere circense (Francesco Cordella) s'ìntrufolerà nottetempo in ospedale assieme a due scellerati compari (Serena Marinella e Simone Vaio), preleverà quell'innocente "mostro" per esibirlo ancora in giro per il mondo, sino a quando altri "mostri" simili per intenti a quelli (veri) narrati da Tod Browning nel suo film "Freaks" del 1932, libereranno Merrick che finirà i suoi giorni in quella confortevole stanzetta d'ospedale allestita dall'amico chirurgo. In chiusura il bravo Daniele Liotti apparirà senza più maschera fra gli applausi calorosi del pubblico del Vittorio Emanuele dove lo spettacolo verrà replicato sino a domani pomeriggio.-

Gigi Giacobbe

Ultima modifica il Martedì, 17 Settembre 2013 09:12

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