mercoledì, 19 gennaio, 2022
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ISPETTORE GENERALE (L') - regia Guglielmo Ferro

"L'Ispettore Generale", regia Guglielmo Ferro. da sin. Enrico Guarnieri, Nadia De luca, Francesco Maria Attardi, Francesca Ferro "L'Ispettore Generale", regia Guglielmo Ferro. da sin. Enrico Guarnieri, Nadia De luca, Francesco Maria Attardi, Francesca Ferro

di Nikolaj Vasil'evic Gogol
Regia di Guglielmo Ferro
Adattamento: Micaela Miano
Interpreti: Enrico Guarnieri, Francesco Maria Attardi, Francesca Ferro, Nadia De Luca, Gianpaolo Romania,
Pietro Barbaro, Giovanni Fontanarosa, Rosario Marco Amato, Giovanni Maugeri, Mario Opinato
Scene: Salvo Manciagli
Costumi: Rosy Bellomia
Luci: Andrea Chiavaro
Assistente regia: Nuccia Mazzarà. Dirett. di scena: Salvo Patania
Produzione: Associazione Progetto Teatrando
Teatro Annibale Maria di Francia-Messina 5-6 gennaio 2022 

www.Sipario.it, 6 gennaio 2022

Ci voleva L’ispettore generale di Gogol a portare una ventata di allegria a Messina, al Teatro Annibale Maria di Francia dove lo spettacolo è andato in scena con l’accurata regia di Guglielmo Ferro all’interno del cartellone Espressione Teatro 2022 diretto da Pietro Barbaro. Trattasi d’un capolavoro dello scrittore russo, scritto nel 1836, oltremodo vincente, sia sul piano drammaturgico che su quello attoriale: una commedia ricca di equivoci che ogni teatro del mondo accoglie con successo, per i suoi grotteschi personaggi e perché in ogni struttura pubblica s’annidano personaggi corrotti, approfittatori, affaristi e sfruttatori. Come quelli raffigurati in questa fortunata commedia degli equivoci, che trova nella figura del sindaco il suo turbo compressore, vestito da un eccellente attore catanese che di nome fa Enrico Guarnieri che vedo per la prima volta in scena con posture chapliniane, non facendosi mai impallare dai suoi colleghi, un vero vulcano che a volte si esprime in un colorito lessico etneo che ricorda quello di Martoglio, restando chiuso nel suo frac nero, panciotto color malva e farfalla bordeaux. Se da un lato Gogol in maniera scanzonata denunziava la burocrazia corrotta della Russia zarista, non si può non pensare a tutta la mascalzonaggine, l’imbroglio, l’assenza di buona fede dei nostri politici ben visibile nei nostri Palazzi, dove il primo pensiero non è il bene dei cittadini ma come fare per accaparrare ricchezze e prebende. È quanto succede in una piccola città siciliana – la trasposizione del luogo è lecita – dove alcuni galoppini del sindaco s’accorgono che da due settimane in un certo hotel vive uno strano individuo identificabile come l’atteso ispettore generale (quello che Francesco Maria Attardi veste con molta disinvoltura) in compagnia del suo factotum (Mario Opinato). Informati i notabili locali: il presidente del tribunale (lo stesso Pietro Barbaro), l’ufficiale postale (Rosario Marco Amato), il direttore scolastico (Gianpaolo Romania), il soprintendente alle opere pie (Giovanni Fontanarosa) e lo stesso sindaco, il quintetto si convince che il giovanotto sia in realtà un ispettore giunto dalla capitale (nel testo originario è San Pietroburgo) per controllare l’operato degli impiegati dei vari istituti e se i contributi statali siano stati impiegati nei modi più opportuni. Temendo che il personaggio possa scoprire che il padre e il nonno del sindaco siano finiti in galera, che in un’aula del tribunale si possano allevare galline o che in una sala della scuola si possano preparare le bottiglie di pomodori o che possa scoprire la loro vita allegrotta tra bische clandestine e donnine confacenti, uno alla vota inizierà a foraggiare il giovane con grosse somme di denaro e omaggi vari. Addirittura il sindaco, che gli salda pure il conto dell’hotel, invita il falso ispettore e chi lo segue a stabilirsi nella sua ricca casa, all’interno della quale si troverà molto a suo agio, mangiando e dormendo a sbafo, per giunta facendo la corte alla padrona di casa Anna che non disdegna (Francesca Ferro) e puntando al cuore della figlia Maria (Nadia De Luca) che acconsente, col bene placido del padre, a diventare sua sposa, entrambe agghindate con abiti liberty compresi gli eleganti copricapo con piuma o con una gemma. Nessuno pensa che il giovane menta spudoratamente, pensando solo che lui agisca così non perché sprovveduto ma perché molto potente. Da canto suo il giovane arraffa tutto quel che può dileguandosi appena possibile, capendo un po’ tardi d’essere stato scambiato per qualcun altro. Il lavoro si conclude con l’apparizione in scena del vero ispettore generale giunto in città. Molti applausi da un folto pubblico in mascherina e col green pass.

Gigi Giacobbe

Ultima modifica il Sabato, 08 Gennaio 2022 12:05

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