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MONDO DEVE SAPERE (IL) - regia David Emmer

Il mondo deve sapere Il mondo deve sapere Regia David Emmer

Romanzo tragicomico di una telefonista precaria
di Michela Murgia
con Teresa Saponangelo, Fortunato Cerlino, Carmine Borrino
adattamento del testo: David Emmer, Gianluca Greco e Teresa Saponangelo
regia: David Emmer
scene e costumi: Marina Schindler
Napoli, Ridotto del Mercadante, dal 17 al 27 aprile 2008

Il Mattino, 19 aprile 2008
Saponangelo e un call center da macchiette

Ci voleva un bel coraggio a trarre uno spettacolo teatrale dal romanzo di Michela Murgia, «Il mondo deve sapere», dopo che da quello stesso romanzo Paolo Virzì aveva tratto un film significativo - e insieme vaporoso e velenoso, divertente e inquietante - come «Tutta la vita davanti». Ma David Emmer (adattatore e regista), Teresa Saponangelo (adattatrice e protagonista) e Gianluca Greco (adattatore) il coraggio in questione l'hanno avuto. E il risultato è l'allestimento che la compagnia Tournesol ha presentato in «prima» nazionale nel Ridotto del Mercadante. Bloccata su una sedia girevole, Camilla - telefonista precaria in un call center della multinazionale americana Kirby, produttrice di aspirapolveri - volge le spalle al pubblico e indirizza le sue assillanti proposte di acquisto alle casalinghe verso una parete vuota e completamente bianca. Al massimo, di tanto in tanto compare su quella parete il disegno degli strumenti propri del lavoro di Camilla, i computer, sui quali incombono le telecamere a circuito chiuso necessarie per spiare e, quindi, controllare le telefoniste. Dunque, la regia non poteva rendere meglio la spersonalizzazione e l'autoreferenzialità indotte dal call center. E il fatto che Camilla si giri verso il pubblico solo quando racconta del proprio sfruttamento traduce con altrettanta efficacia l'effetto di sudditanza onnivora e totalizzante che quel mondo chiuso determina nell'anima e nella testa di chi ne rimane prigioniero. Ma, nel suo procedere, lo spettacolo finisce per imboccare sempre più spesso la strada dell'opzione comica, accentuata, del resto, dall'ambientazione napoletana conferita al plot. In particolare, i personaggi di contorno (su tutti il capo del personale), che nel romanzo della Murgia e nel film di Virzì risultano ambigui e per ciò stesso addirittura diabolici pur nella loro risibile consistenza umana, qui vengono ridotti a semplici e semplicistiche macchiette. Di conseguenza, si capisce, viene cancellata anche la sarcastica allusività che costituisce uno dei pregi maggiori della scrittrice sarda: e così sparisce, tanto per fare un esempio, il personaggio di quel consulente dimissionario il cui cognome, Sconfitti, è davvero tutto un programma. Insomma, la Murgia fa ridere senza che si smetta di pensare. E allora, il bilancio de «Il mondo deve sapere» formato teatrale conta sostanzialmente sulla prova discreta degli attori, accanto alla Saponangelo Fortunato Cerlino e Carmine Borrino.

Enrico Fiore

Ultima modifica il Venerdì, 11 Ottobre 2013 09:46

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