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NETTEZZA URBANA - regia Francesco Randazzo

Nettezza Urbana Nettezza Urbana Regia Francesco Randazzo

di Walter Da Pozzo, con Carmen Giardina e Walter Da Pozzo
Regia di Francesco Randazzo
in prima nazionale al Teatro dell'Orologio Eventi a Roma
Teatro dell'Orologio dal 13 al 25 marzo 2012

www.Sipario.it, 28 marzo 2012

Regia di Francesco Randazzo. "Nettezza urbana" come scarto di un'umanità a cui non è rimasto altro da fare che raccogliere I suoi relitti. Il confronto conflittuale tra un uomo e una donna. Una lotta tra due vittime delle contraddizioni della società contemporanea.

I due protagonisti Carmen Giardina e Walter Da Pozzo sono netturbini; lavorano insieme nel turno notturno in una città spettrale di un paese che potrebbe essere l'Italia. Dove vince la paura, la xenofobia, dove ormai tutto è stato sfruttato e saccheggiato e non restano che le carcasse.

I personaggi sembrano temere l'avvento di forze oscure che potrebbero sopraffarli da un momento all'altro. Talvolta subiscono l'attacco di topi, tal altra sentono rieccheggiare l'eco di bombe lontane, forse immaginarie. Da un rapporto affettivo che I due intraprendono il loro rapporto sembra disgregarsi lentamente e portarli a un dialogo che diventa violento e assurdo, fino a portarli ad aggredirsi anche fisicamente. Il desiderio sembra prendere forma di dominio e sopraffazione, in un continuo scambiarsi I ruoli di vittima e carnefice. I due si fanno interpreti di realtà politiche contrapposte, ma delle quale loro stessi non sono troppo bene a conoscenza, portando avanti cause che non conoscono bene, ma di cui parlano per sentito dire, fino al punto da arrivare a contraddirsi loro stessi.

Carmen Giardina interpeta il lato conservatore, più legato alla paura del diverso e al timore di un attacco terroristico, Walter Da Pozzo invece tende a prendersi gioco di lei e ad affermare che lo stato dell'Italia sia una conseguenza delle politiche intraprese dai potenti. Quando loro però si trovano a doversi confrontare con la realtà del nuovo, le loro posizioni non sono più così decise. Il ritrovamento in mezzo ai rifiuti, di un nascituro di origine araba, porterà invece lui a diffidare di quel bambino, perché crede potrebbe trattarsi di un futuro terrorista. Contrariamente lei vorrebbe tenerlo, dimenticando improvvisamente tutte diatribe contro il diverso.

Infine la loro scelta si accomuna e li riavvicina, abbandonando il bambino, come se non lo avessero mai trovato...La scelta di non intervenire e rimanere in uno stato passivo dimostra la loro connivenza alle logiche del "potere".

Feda Sivieri

Ultima modifica il Domenica, 06 Ottobre 2013 10:30

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