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ORGIA - regia Isabella Caserta e Francesco Laruffa

"Orgia", regia e con Isabella Caserta e Francesco Laruffa "Orgia", regia e con Isabella Caserta e Francesco Laruffa

di P.P. Pasolini

regia e con Isabella Caserta e Francesco Laruffa

Napoli, Galleria Toledo 19 e 20 maggio 2015

www.Sipario.it, 26 maggio 2015

Nel corso degli anni la sensazione che Pasolini possa essere una guida utile e fidata per capire la realtà che ci circonda oggi si è trasformata in certezza. Questa presenza mi accompagna sin da piccola, da quando mia madre senza falsi pudori mi parlava della sua attività di scrittore e di regista controcorrente, alimentando il mio interesse per un autore ritenuto da troppi "scomodo". Qualche sera fa ho avuto la fortuna di assistere alla rappresentazione di "Orgia" con l'allestimento della Compagnia "Teatro Scientifico" di Verona. Inutili gli avvertimenti della rappresentante legale della compagnia sulle violenze fisiche e verbali che senza tregua sarebbero state messe in scena da lì a poco. Incurante degli avvertimenti ho preso posto come gli altri del pubblico direttamente sul palcoscenico per svolgere la funzione del voyeur, che assiste in diretta allo scatenarsi folle di ogni forma di turpe aberrazione, che due piccoli borghesi qualunque sono capaci di attuare nella loro camera da letto. Bravi gli attori : Isabella Caserta e Francesco Laruffa, i quali curando anche la regia, realizzano in pieno il progetto pasoliniano del teatro di parola. Con grande maestria riescono a comunicare, nel dilagante trionfo del male, sprazzi di memoria di un passato innocente e reminiscenze di una purezza che non esiste più. Lo stesso catafalco che domina la scena, inizialmente sembra un talamo nuziale, ma una volta tolto il bianco lenzuolo, ecco che ci appare un verde prato metafora di questa perduta innocenza. L'insistenza sulla marginalità del "diverso" nella società rende questo testo sempre attuale e tristemente profetico. La morte del protagonista prelude alla morte dell'autore, che non avendo mai avuto paura di esprimere la sua "diversità" non solo è stato marginalizzato ma è stato annientato dalle stesse forze del male che lui conosceva e descriveva così bene. Ho apprezzato in pieno la scelta della compagnia di aderire fedelmente al testo integrale, questa scelta dimostra serietà e coerenza verso un grande autore e ci porta in maniera naturale a chiederci : chi ha paura di Pierpaolo Pasolini???

Francesca Siniscalchi

Ultima modifica il Domenica, 31 Maggio 2015 08:30

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