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RITORNO (IL) - regia Veronica Cruciani

Il ritorno Il ritorno Regia Veronica Cruciani

di Sergio Pierattini
regia Veronica Cruciani
con Milvia Marigliano e Renato Sarti
Sala Laudamo, Messina dal 13 al 15 aprile 2012

Giornale di Sicilia, 15 aprile 2012

Sulla scena nuda e nera solo tre sedie e una panca in calcio d'angolo, lì dove le luci non la illuminano, rendendo ugualmente visibili i personaggi "a riposo". I quattro interpreti, padre, madre, figlia e figlio, molto concentrati prendono posto e i loro dialoghi sembrano dei cazzotti che sferrano in un incontro di boxe. Anche se i fatti si svolgono nel bergamasco, dove i terroni e la gente di colore non gode molte simpatie, questa famiglia è di sinistra, ha lavorato duramente nella propria azienda e vive con decoro. Adesso questo nucleo rivive e affronta con molta partecipazione la tragedia che è capitata alla loro figlia (Arianna Scommegna), rea d'essersi innamorata e d'aver sposato un marocchino che lavorava alacremente nell'azienda edile del padre e ancor più colpevole per averlo ammazzato perché s'è sentita tradita da uno di "quelli lì" che pensava solo di tornare al suo paese. Il ritorno della donna in casa dei genitori, dopo aver scontato un bel gruzzolo d'anni di galera, costituisce motivo di violente discussioni col fratello ( Alex Cendron) che resta sempre il coccolone di famiglia, con la madre (Milvia Mirigliano) energica, litigiosa, risoluta nel continuare ad andare avanti senza mai infierire sulla figlia con quel suo dirle sempre "niente gioia è tutto a posto" e col padre (Renato Sarti) che dopo il pasticciaccio, di cui si sente in parte colpevole, è andato via di testa. Sergio Pierattini autore de Il ritorno (questa volta non sulla scena) così pure la regia di Veronica Cruciani, cui si deve un lavoro di ricerca di tipo antropologico su due quartieri di Bergamo, non si sofferma tanto sulle ragioni del delitto, quanto sulle inquietanti e contrastanti relazioni che vivono i quattro personaggi, investiti senza volerlo da questioni cruciali come l'emigrazione, i contrasti sociali, la necessità d'un lavoro, la voglia di riscatto, il pudore e l'opinione del quartiere. Uno spettacolo di tipo oratoriale, asciutto, essenziale di 60 minuti, ottimamente reso dai quattro protagonisti sbucati fuori dall'Actors'Studio di Strasberg, applauditissimi alla fine e in scena alla Sala Laudamo sino ad oggi pomeriggio

Gigi Giacobbe

Ultima modifica il Lunedì, 23 Settembre 2013 07:16

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