lunedì, 27 marzo, 2023
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THE SUN SHINES FOR YOU – regia Stefania Carlesso

"The sun shines for you", regia Stefania Carlesso "The sun shines for you", regia Stefania Carlesso

monologo di Molly Bloom
dall’” Ulisse” di James Joyce
libero adattamento teatrale di Marco Cavalli
con Stefania Carlesso
luci Simone Sonda
consulenza registica Anna Zago
regia Stefania Carlesso
Vicenza, Teatro Spazio Bixio 24 febbraio 2023

www.Sipario.it, 26 febbraio 2023

Lo sbuffo sentito ma immaginario dei treni, una camera da letto con un paravento, un comodino, una poltroncina, uno scialle e scarpe, fogli, rimasugli esistenziali di un tempo che va, oltre. La cornice di “The sun shines for you”, l’adattamento teatrale di Marco Cavalli per il monologo di Molly, la famosa Molly cara di Joyce e del suo Ulisse è essenziale, strettamente parte di un primissimo Novecento, e di un contesto famigliare, coniugale per l’esattezza, che gli va stretto ma che va addirittura oltre, che sfiora il suo assoluto rendendolo metafora di libertà. Stefania Carlesso, l’attrice sulla scena, incarna la Marion detta Molly come una bislacca non più fanciulla sognatrice, a volte capace di intendere nel pieno, a volte più libera di volare pindaricamente nelle proprie convinzioni. Che a loro volta diventano un gioco di parole, un susseguirsi di piccolissimi racconti che vagano sugli uomini, amanti icone con indifferenza del sordo marito Leopold. Le riflessioni sessuali, i piccoli dettagli vengono alla luce  (o dovrebbero, per dire più esattamente) anche nei particolari, lasciando che a trionfare sia il suo desiderio di donna-infante, bambina perenne elaborante la vita da adulta e adultera. Molly sa già che quello stato la conforta, o forse se ne rende conto solo in minima parte, certo è che non si discosta dal proprio essere, mai, pensando e ripensando a se stessa, a un mondo che si pensa e si lavora per lei, con l’amore per la natura e il creato sullo sfondo, una scelta anche rivoluzionaria per saper vivere, stare al gioco dell’esistenza che è già abbastanza complicato. La sua leggiadria, in questo spettacolo portata forse troppo all’estremo, rende il suo restare, per certi versi, ragazzina, persino creativo, indifferente al mondo reale. Lei si immedesima, e ci crede molto, di essere l’affare vero per i suoi amanti, ma quali affari di lavoro: è lei che deve stare al centro del loro vivere, e via andare, che sia uno l’amante, che siano cento. Una Penelope moderna che approccia con se stessa e che vive di poche, uniche sensazioni che la accompagnano. E che di questo è felice, come rendersi conto dell’omaggio alla vita che se stessa compie, un inno al saper stare al mondo contornato da diversi “si’”. Molti i ricordi più o meno freschi di memoria delle sue cavalcate amorose, degli apprezzamenti ricevuti da parte dei suoi uomini anche se Leopold Bloom rimane paradossalmente quello più vicino a lei nonostante tutto. Stefania Carlesso è brava nel dar voce e corpo al personaggio trasmettendole fisicità, intelletto libero, dapprima cercando di dormire ma quasi sapendo che la storia (se) la deve raccontare, a se stessa e agli altri immaginari. Poi mettendo e levando le scarpe, il cappellino, lo scialle, e la regia indugia, trasforma, crea e rappacifica l’esaltazione di quel ruolo. Il libero adattamento di Marco Cavalli mira a celebrare Molly Bloom trattenendosi abbastanza sul linguaggio diretto, definito in generale persino osceno, che se raccontato fino in fondo rendeva molto della causa-effetto essendo parte della storia, come altri elementi battuti e ribattuti, i fiori, la natura. E’ un lavoro a togliere, che può andar spesso bene quando il personaggio è carico, qui no, secondo me, perché è una delle essenze del testo. La Molly qui rappresentata vira sul brillante, una specie di Mirandolina moderna un po’ diversa da quella vista in altri adattamenti (penso a quello di Piera Degli Esposti, a quello di Chiara Caselli) che per come la si immagina forse le è un pochino distante. Una brillante Molly che con alcune sfumature drammatiche in più, che non devono essere per forza lievi, e rimaner velate, a mio modo di vedere sarebbe stata più azzeccata. Del pensiero al vivere, cercando la serenità abbiamo detto, Molly si rifugia in questa convinzione che non la abbandona di certo, anzi. Molto ben disposto il pubblico dello Spazio Bixio, che ha saputo apprezzare con caldi applausi e chiamate.

Francesco Bettin

Ultima modifica il Mercoledì, 08 Marzo 2023 08:17

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