sabato, 02 luglio, 2022
Sei qui: Home / S / SEI BRILLANTI - regia Paolo Poli

SEI BRILLANTI - regia Paolo Poli

Sei brillanti Sei brillanti Regia Paolo Poli

commedia in due tempi di Paolo Poli
da Mura, Masino, Brin, Cederna, Aspesi, Belotti
scene: Emanuele Luzzati
con Paolo Poli, Luca Altavilla, Alfonso De Filippis, Alberto Gamberini, Giovanni Siniscalco
Roma, Teatro Sala Umberto, dal 16 ottobre al 4 novembre 2007

Il Giornale, 9 gennaio 2008
Giornale di Sicilia, 9 febbraio 2007
Il Messaggero, 20 ottobre 2007
Paolo Poli si divide per sei

Lezione di stile e di cultura Sei brillanti, il nuovo spettacolo di Paolo Poli, che ha debuttato al Teatro Eliseo di Roma, è una gustosa carrellata sui costumi del nostro paese, dagli anni Venti agli anni Ottanta. L'attore-autore è partito dai racconti di sei giornaliste-scrittrici: Mura, nome d'arte di Maria Volpi Nannipieri, Paola Masino, Irene Brin, Camilla Cederna, Natalia Aspesi e Elena Gianini Belotti. Personalità assai diverse che hanno in comune una scrittura maliziosa, se non affilata, capace di cogliere i mutamenti di mentalità in ogni settore della vita sociale, dal sesso alla famiglia, dalla povertà all'agiatezza, dalla morale cattolica alla trasgressione.
Poli ne ha tratto una commedia in due tempi che non sempre trova una sua unità, ma che gli permette di costruire una sorta di varietà elegante e colto, impreziosito dalle sue irresistibili interpretazioni. Naturalmente non tutti i personaggi e tutte le situazioni riescono a diventare emblematici di un'epoca e di un costume, anche perché il livello delle autrici è diverso. Se Paola Masino racconta la crisi del 1929 con l'occhio della scrittrice di razza e Irene Brin si conferma, nel cogliere le miserie del dopoguerra, una cronista incomparabile, Mura vola più in basso nel rappresentare una relazione lesbica in un'epoca, quella della fine degli anni Dieci, dove rapporti del genere erano assolutamente trasgressivi e quindi clandestini. Camilla Cederna ci dà un ritratto frivolo e poco incisivo del ruolo della moda negli anni Sessanta, mentre Natalia Aspesi e Elena Gianini Belotti colgono gli anni Settanta e Ottanta con una malizia troppo scoperta. I limiti della pièce sono neutralizzati dal livello sempre alto dello spettacolo, che ha in Poli non solo il grande interprete che conosciamo, ma un regista in grado di dare omogeneità e significato anche alle situazioni più deboli.
Le canzoni d'epoca danno un grande respiro al testo, sotto le sapienti cure di Jacqueline Perrotin. Ma fondamentali nell'economia della rappresentazione sono le scene di Emanuele Luzzati e i costumi di Santuzza Calì. Le prime sono una gustosa citazione di un secolo di pittura italiana e europea. Si passa, infatti, da Beardsley a Dalì, da Delvaux a Bacon, da Burri a Balthus, da Casorati a Rosai. I costumi sono il trionfo del gusto e insieme di una sottile malizia. Le coreografie ricche d'invenzione di Alfonso De Filippis, collaboratore storico di Poli, e tutti gli altri interpreti, Luca Altavilla, lo stesso De Filippis, Alberto Gamberoni e Giovanni Siniscalco sono al servizio di uno spettacolo che ha in Paolo Poli il suo protagonista irresistibile. Moltiplicandosi in sei personaggi diversi, per lo più femminili, e cantando con la sua vena ironica, Poli ci dà ancora una lezione di stile e di cultura.

Giovanni Antonucci

MESSINA (gi.gi.).- Paolo Poli sembra un fanciullino birichino nonostante navighi verso gli 80 anni. Sufficientemente irrispettoso e irriverente utilizza la sua intelligenza e la sua cultura a favore d’una ironia frizzante, sottile e vaporosa come bolle di champagne. Questa volta il nostro Peter Pan fiorentino s’è inventato uno spettacolo gustoso e divertente che prende di mira i costumi italici d’un sessantennio, dagli anni ’20 agli anni ’80. E lo fa attraverso alcuni mordaci e brevi schegge pubblicate da sei croniste di quegli anni, da qui il titolo Sei brillanti e ancora più sotto giornaliste Novecento, messe in scena e parodiate da Poli secondo ordine cronologico. Ecco dunque le Perfidie di Maria Volpi Nannipieri in arte Mura che nel massimo splendore del liberty parlava di amori lesbici e saffici; con la Fame di Paola Masino ci si addentra nella crisi economica del ’29; nelle sue Visite Irene Brin ci racconta le surreali miserie del dopoguerra; Camilla Cederna con il suo Lato debole del ’60 ci parla di moda e di modi di vivere e per i fatti più vicini a noi ecco la graffiante Natalia Aspesi con un Lui visto da lei ed Elena Giannini Belotti con il suo Adagio poco mosso affondare la penna sul mondo delle vecchie donne che tutti scansano. E cosa fa Poli, nonostante il braccio destro vistosamente fasciato da una leggera ingessatura? Le veste tutte alla sua maniera sprigionando la sua sottile voce che va in falsetto, dando voce e corpo a queste castigamatti della carta stampata, accompagnando i suoi numeri con l’inserimento di quattro giovanottoni, Luca Altavilla, Alfonso De Filippis, Alberto Gamberoni, Guiovanni Siniscalco, spesso en travesti, ora con abiti da educande o da vecchiette, spesso con abiti talari delle varie gerarchie ecclesiastiche. Ma ciò che rende gustose le varie scenette sono gli accompagnamenti musicali (gli arrangiamenti sono di Jacqueline Perrotin) con annesse canzoni delle varie epoche, cantate ironicamente e bellamente dallo stesso Poli che fanno pendant con le scene dipinte da Emanuele Luzzati, di recente scomparso, che riprendono le pitture di Tamara De Lempicka, Dali, Bacon, Burri etc…E’ un piacere ascoltare Poli e sentirlo intonare con quel caschetto alla Louise Brooks gira e rigira biondina l’amore la vita godere ci fa o quell’Italietta del Trio Lescano dei Tulli, tulli-pan, oppure agghindato da crocerossina vola colomba bianca vola o son qui tra le tue braccia ancor avvinta come l’edera tanto care a Nilla Pizzi o quel pullover di Gianni Meccia sino ad arrivare alla contemporaneità di Gianna Nannini con Bello impossibile e Spendido splendente di Donatella Rettore. E alla fine, come è consuetudine di Poli, ecco un paio di bis gratis (Seguendo la flotta di Arbasino-Carpi che la cantava Laura Betti e il Gallo è morto, un successo cabarettistico dei Gufi) non richiesti ma graditi dal pubblico che lo ha molto applaudito festosamente e a più riprese. Uno spettacolo da non mancare al Vittorio Emanuele con repliche sino a domenica.

Gigi Giacobbe

Le Poli-giornaliste al Sala Umberto Penne, gonne, donne.

Le Sei brillanti di Paolo Poli sono loro: le giornaliste. Che al Teatro Sala Umberto, fino al 4 novembre, l'artista toscano usa/glorifica/inossida, avendole scelte nell'arco del Novecento, dagli anni Venti agli Ottanta. Si chiamano Maria Volpi Nannipieri (nella professione Mura), Paola Masino, Irene Brin, Camilla Cederna, Natalia Aspesi ed Elena Gianini Belotti. Sei femmine che Molière avrebbe chiamato Preziose non ridicole, così piene di spunti e di spezie da irretire, per primo, proprio Poli, gran sacerdote del culto del Costume.
Perfidie, della Nannipieri, è il pretesto per affondare nel 1919 lo chiffon e la matita blu della Signora di trent'anni fa di Achille Togliani. Fame, di Paola Masino, alza il velo sulla grande crisi del 1929. Visite, di Irene Brin, fa vibrare il disagio e la penuria degli anni del dopoguerra. Il Lato debole della Cederna apre gli animi all'effervescenza dei Sessanta del boom; i Settanta si affidano invece al Lui visto da Lei di una Aspesi che affronta temi scottanti e nodi etici, discorrendo con un porporato. Alla Gianini Belotti risalgono infine gli Ottanta di Adagio poco mosso. Poli ci regala l'Italia piccola e grande delle cucine e delle alcove, ballerina di giava e di liscio, cocainomane e trovatella, scugnizza e spazzacamino, partigiana, bella e impossbile. Penne, gonne, donne. E un grandissimo Paolo, senza età e senza macchia, protagonista e regista.

R.S.

Ultima modifica il Mercoledì, 02 Ottobre 2013 09:28

Iscriviti a Sipario Theatre Club

Il primo e unico Theatre Club italiano che ti dà diritto a ricevere importanti sconti, riservati in esclusiva ai suoi iscritti. L'iscrizione a Sipario Theatre Club è gratuita!

About Us

Abbiamo sempre scritto di teatro: sulla carta, dal 1946, sul web, dal 1997, con l'unico scopo di fare e dare cultura. Leggi la nostra storia

Get in touch

  • SIPARIO via Garigliano 8, 20159 Milano MI, Italy
  • +39 02 31055088

Questo sito utilizza cookie propri e si riserva di utilizzare anche cookie di terze parti per garantire la funzionalità del sito e per tenere conto delle scelte di navigazione. Per maggiori dettagli e sapere come negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie è possibile consultare la cookie policy. Accedendo a un qualunque elemento sottostante questo banner si acconsente all'uso dei cookie.

Per saperne di più clicca qui.