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UN CORPO PER TUTTI – con Sonia Bergamasco

"Un corpo per tutti" con Sonia Bergamasco. Foto Claudio Carraro "Un corpo per tutti" con Sonia Bergamasco. Foto Claudio Carraro

Biografia – Concerto del mestiere di attrice
Tratto dal libro Un corpo per tutti – Biografia del mestiere di attrice di Sonia Bergamasco – Einaudi editore
con Sonia Bergamasco
Stagione Teatrale 2024 Che ne sarà del Teatro dopo di me?
Asolo (Treviso), teatro Comunale Eleonora Duse 13 gennaio 2024  -  prima assoluta

www.Sipario.it, 16 gennaio 2024

Non poteva avere un debutto migliore la rassegna teatrale del carinissimo borgo storico di Asolo (Treviso), intitolata Che ne sarà del Teatro dopo di me, e dedicata alla grande Eleonora Duse nell’ambito della ricorrenza dei cent’anni dalla sua scomparsa. Un inizio che ha visto il teatro Comunale a lei intitolato praticamente esaurito in ogni ordine di posti, in questo primo appuntamento (degli otto in calendario) organizzato come gli altri a venire da Cristina Palumbo, curatrice artistica della stagione, insieme a Echidnacultura. Un debutto rigoroso con Sonia Bergamasco protagonista, voce e pianoforte, richiamante al suo saggio Un corpo per tutti Biografia del mestiere di attrice, edito da Einaudi, un saggio puro e completo (non un manuale) su questo affascinante mestiere, che da anni la stessa Bergamasco onora. Un inizio che porta riflessione e attenzione su cosa fa chi recita su di un palco. La scelta di aprire la ricorrenza dei cent’anni dalla scomparsa della grande attrice, ad Asolo, non è certo un caso, in quanto per gli abitanti dell’elegante borgo la Duse altri non è che, sempre, che Eleonora, semplicemente, ovvero una di loro ancor oggi (ricordo a chi sia sfuggita la relazione tra lei e la cittadina, che qui la Divina abitò, iniziando la frequentazione del luogo nel 1892, prendendo casa nel 1920 fino alla sua morte). E con tutte le sue forze volendo esser sepolta qui, dove evidentemente si sentiva più a casa di ogni altrove. In scena sul palcoscenico del teatro intitolato all’attrice, un pianoforte, una sedia, spartiti. Una scena apparentemente muta e fredda, che in realtà in pochissimi minuti si accende, prende moto evolutivo, si scalda attraverso dritte mirate di Sonia Bergamasco sul suo mestiere, attingendo a piene mani dal suo stesso saggio. L’attrice milanese si palesa anch’essa con un certo rigore, tutta vestita di scuro, camicia in tinta ai larghi pantaloni, tacchi. Quel che più, però, traspare è appunto il rigore del trattare un argomento che pare semplice, ma solo in apparenza. Il mestiere dell’attrice viene sciorinato da Sonia Bergamasco con pazienza, narrando inizi, aneddoti, incontri ma non facendone certo una banalità come spesso si può leggere in alcune interviste sui giornali, agli attori, alle attrici.  Perché attrice, oggi più che mai purtroppo, fa anche rima con chi attrice non è, o non sa cosa voglia dire esserlo. Le assonanze con la Duse escono pian piano, dalla voce e dal corpo della Bergamasco, corpo che infatti assieme alla voce è componente essenziale e fondamentale dello studio del recitare. E dell’essere, in fin dei conti, come fu per la Duse. Ecco perché Un corpo per tutti. Lo stesso è, assieme alla voce, al perfezionamento, alla ricerca individuale, sperimentata, al lavoro svolto nel tempo, sottoposto a grandissimi sforzi per arrivare al pubblico, una belva da domare, citando la Divina. Un’arte, quella dell’attrice-attore, da donare al pubblico, da diva e antidiva. Le similitudini che Sonia Bergamasco racconta, sul proprio pensiero e su quello della Divina, si amalgamano, intervallate da più brani musicali, tra cui spicca un valzer chopiniano, e la forza prorompente del brano di Pamela Faith Never tear us apart che la Bergamasco intonava scatenandosi al pianoforte anche nel penultimo suo impegno teatrale, Chi ha paura di Virginia Woolf, di Albee. La parabola teatrale è, in crescendo,  volontà di crescere anche se tutto pare difficile, mistero di bambina e adolescente, corpo che plana verso Eros, messa in moto della creatività. Bergamasco fa centro con una narrazione quasi wendersiana. Attrice-professione, ma anche testimone del proprio tempo con la propria arte. Gli applausi sono caldi, al termine. Prima dell’inizio spettacolo, e sarà così anche per i prossimi, la docente e ricercatrice in Discipline dello Spettacolo all’Università Federico II di Napoli, Maria Pia Pagani,  ha affrontato in uno spazio verbale chiamato Finestre segrete l’emozione cercata, trovata da Eleonora Duse, per il suo pubblico. In perenne ricerca, evoluzione. Dove Teatro e Lavoro erano, sono, parole in maiuscolo. Anche, molto probabilmente, per Sonia Bergamasco.

Francesco Bettin

Ultima modifica il Domenica, 21 Gennaio 2024 03:23

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