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VERSO MEDEA - regia Emma Dante

Verso Medea Verso Medea regia Emma Dante

spettacolo – concerto da Euripide
testo e regia di Emma Dante
con Elena Borgogni, Carmine Maringola, Salvatore D'Onofrio, Sandro Maria Campagna, Giuliano Scarpinato, Davide Celona
coro e musiche Fratelli Mancuso
luci Marcello D'Agostino
produzione compagnia Sud Costa Occidentale
Festival Icastica, Arezzo 3 agosto 2013

www.Sipario.it, 3 agosto 2013

Una Medea tipicamente mediterranea

Medea, tragedia classica per eccellenza, è la storia di una moglie abbandonata, di una madre distrutta, di una donna delusa dal mondo maschile e bramosa di avere la sua rivalsa. Una vicenda tanto crudele quanto attuale, in una società in cui purtroppo non suona più tanto strano sentire parlare di divorzi lampo e figlicidi. Emma Dante ci racconta tutto questo attraverso una contaminazione di generi diversi: dalla danza espressiva al canto, dalla musica alla prosa.

La danza è lo strumento dell'inganno, della follia. Elena Borgogni nei panni della protagonista, completamente pazza fin dall'inizio, muove il suo corpo e i suoi lunghi capelli riccioli come una tarantolata in una disperata ricerca di un sollievo che non arriverà mai.

Il coro delle donne di Corinto, interpretate da un simpatico gruppo di uomini meridionali (Carmine Maringola, Salvatore D'Onofrio, Sandro Maria Campagna, Giuliano Scarpinato, Davide Celona), ha movimenti scattosi e ripetitivi quando fanno partorire Medea, come se anche loro fossero minacciati dalla sua "malattia" crescente. Sono uomini-donne che sognano di rimanere incinta, che lottano a fianco di Medea (unica donna fertile della città) e contro Giasone anche quando sanno che la sciagura è imminente.

Bellissimo il momento in cui Medea decide di uccidere il figlio, ma è combattuta tra la sete di vendetta e il suo naturale senso materno: immensamente dolce nel cullare il proprio pargolo (a differenza della storia originale, nella drammaturgia di Emma Dante i figli non sono due ma uno solo neonato), tremendamente spietata quando pensa all'omicidio. Finché non esplode in un canto ammaliante, come una sirena che sta per abbattersi contro la sua vittima. Il messaggero giunge con la notizia della morte di Creonte e della figlia del re ed ella cantando ride, urla la sua vittoria.

Le musiche dal vivo e i cori dei siciliani Fratelli Mancuso ci accompagnano durante tutta la rappresentazione. Segnano il ritmo che lo spettacolo deve prendere - ora frenetico e meccanico, ora morbido e leggero - coprendolo di una patina etnica e sacrale.

Sara Bonci

Ultima modifica il Domenica, 11 Agosto 2013 15:21

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