mercoledì, 17 ottobre, 2018
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BACH PROJECT - coreografie Jiří Kylián, Diego Tortelli

"Domus Aurea", coreografia Diego Tortelli "Domus Aurea", coreografia Diego Tortelli

SARABANDE
Coreografia: Jiří Kylián

Interpreti: Saul Daniele Ardillo, Damiano Artale, Hektor Budlla, Philippe Kratz, Giulio Pighini, Roberto Tedesco
Musiche: Johann Sebastian Bach partita n. 2 in re minore sarabande (bwv 1004)
Soundscape implementation: Dick Schuttel
Costumi: Joke Visser
Progettazione luci: Jiří Kylián (concept), Joop Caboort (realizzazione)
Supervisione tecnica luci/set: Kees Tjebbes
Scenografia: Jiří Kylián

DOMUS AUREA
Coreografia: Diego Tortelli
Interpreti: Noemi Arcangeli, Saul Daniele Ardillo, Damiano Artale, Estelle Bovay, Hektor Budlla, Martina Forioso, Clément Haenen, Arianna Kob, Philippe Kratz, Ina Lesnakowski, Grace Lyell, Ivana Mastroviti, Giulio Pighini, Roberto Tedesco, Hélias Tur-Dorvault, Serena Vinzio
Musiche: Johann Sebastian Bach, "Suites Francesi" trascritte da Giorgio Colombo Taccani
Eseguite dal vivo dall'Ensemble Sentieri selvaggi
Scene: Massimo Uberti
Luci: Carlo Cerri
Costumi: Diego Tortelli

Fondazione Nazionale della danza / Aterballetto
Teatro Elfo Puccini, Milano, 17 settembre 2018

www.Sipario.it, 19 settembre 2018

La serata, nata dalla collaborazione artistica tra Torinodanza, MITO Settembre Musica e Aterballetto, si è fatta luce nell'intento di condurre la danza in parallelo alla musica di Johann Sebastian Bach. Il compositore Giorgio Colombo Taccani ha orchestrato per l'affiatato "Ensemble Sentieri Selvaggi" alcune "Suite Francesi" di Bach a servizio dell'inedita coreografia di Diego Tortelli. Ad aprire la serata il celeberrimo pezzo di Jiří Kylián, "Sarabande" ispirato anch'esso al compositore tedesco dove il coreografo offre agli strepitosi danzatori di Aterbaletto inedite opportunità di movimento, lasciando che la pazzia prenda il sopravvento, mentre scenografici e teatrali costumi da ballo del diciottesimo secolo si librano sopra i loro capi, come fossero una spada di Damocle, in cui il perbenismo di facciata e le regole di una società aristocratica minacciano costantemente la loro virilità, tanto da indurli in uomini arcaici validati da urla, smorfie, effetti sonori acuti e stridenti, per meglio inscenare il grave pericolo incombente che sfocia in panico, a salvaguardia di una dignità morale. I movimenti studiati da Kylián risultano celebrati all'unisono con rara architettura coreica, un lavoro di gruppo puro per assenza di mescolanze stilistiche e fortemente preparato con diligenza non aliena da preziosità formali. Gesto dopo gesto, in una spossante "escalation" fisica i duttili interpreti nel finale offrono una rinascita ad un qualcosa di purificato, giovane e potente nel messaggio contemporaneo espressivo. Diego Tortelli con "Domus Aurea" trasporta direttamente gli spettatori all'interno della sua elegante installazione, su cui fanno capolino linee disegnate alla perfezione donando una netta definizione delle stesse, in esemplare sintonia con l'interlocutore seduto in platea il quale comprende immediatamente il ruolo indispensabile che il "concept" riveste nella formazione delle relazioni umane legate alla loro sopravvivenza. Una sopravvivenza del genere umano in quanto essere sociale nel gestire i rapporti che nutre con i suoi simili. La coreografia forma degli assoli, dei duetti e dei momenti d'assieme che sperimentano dinamiche di spinta e di trazione con un'applicazione del corpo particolarmente fisica sulla vibrazione energetica; i danzatori si contorcono, si allungano, quasi si sdoppiano con estrema naturalezza. Il tutto avviene lentamente e a tratti in maniera astratta e visionaria per creare fusioni inimmaginabili. "Domus Aurea" è un ponte che concatena e avvicina l'uomo all'universo e a tutte le possibilità del mondo, abbracciando le sfaccettature caratteriali degli altri e al contempo rifiutandole tutte, è una creazione dalle molte qualità che sovente rallenta il ritmo per definire meglio lo spazio materiale e immateriale considerandolo di fondamentale importanza nell'apprendimento e nella comprensione tra entità e intimità. L'allestimento gode delle geometriche e suggestive scene di Massimo Uberti, delle ammalianti luci di Carlo Cerri con gli impeccabili costumi di Diego Tortelli laddove ritroviamo il suo "bianco" quasi ad evitare fin da subito conflitti inattuabili.

Michele Olivieri

Ultima modifica il Venerdì, 21 Settembre 2018 09:44

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