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ERNANI - regia Andrea Bernard

"Ernani", regia Andrea Bernard. Foto Teatro La Fenice "Ernani", regia Andrea Bernard. Foto Teatro La Fenice

dramma lirico in quattro atti
musica di Giuseppe Verdi
libretto di Francesco Maria Piave
dal dramma Hernani di Victor Hugo
prima rappresentazione assoluta
Venezia, Teatro La Fenice, 9 marzo 1844
edizione critica a cura di Claudio Gallico
The University of Chicago Press e Casa Ricordi srl Milano
coproduzione con Palau de les Arts Reina Sofia di Valencia
Personaggi e interpreti
Ernani Piero Pretti
Don Carlos Ernesto Petti
Don Ruy Gomez de Silva Michele Pertusi
Elvira Anastasia Bartoli
Giovanna Rosanna Lo Greco
Don Riccardo Cristiano Olivieri
Jago Francesco Milanese
Orchestra e Coro del Teatro la Fenice
direttore Riccardo Frizza
maestro del Coro Alfonso Caiani
regia Andrea Bernard
scene Alberto Beltrame
costumi Elena Beccaro
light designer Marco Alba
Venezia, Teatro La Fenice, 24 marzo 2023

www.Sipario.it, 28 marzo 2023

Il Teatro La Fenice giustamente attinge a quel repertorio di prime assolute che fecero grande il teatro e che contribuirono alla fama di Giuseppe Verdi. Ernani scritto nel 1844 fu la prima delle cinque opere commissionate dal Teatro la Fenice al maestro di Busseto, primo ingaggio dopo il successo scaligero del Nabucco e dei Lombardi, nonché prima collaborazione con il librettista Francesco Maria Piave. Si tratta anche della prima opera da drammi di successo che avevano solcato con entusiasmo e clamore gli scenari europei essendo tratto dal dramma Hernani che Victor Hugo scrisse nel 1830. In questa produzione la direzione artistica ha seguito un doppio percorso: quella di affidarsi a voci promettenti come per l'allestimento assegnato al giovane regista Andrea Bernard e a voci di esperienza come per il basso Michele Pertusi. Il risultato complessivo è stato uno slittamento di attenzione sul personaggio di Silva che ha dominato con autorità sia vocale che attoriale il palcoscenico, imponendosi sia sul volenteroso Ernani di Piero Pretti, e sul Re Carlos di Ernesto Petti, tra l'altro non propriamente a fuoco nella parte. A tenergli testa l'austera interpretazione di Elvira della promettente Anastasia Bartoli. Il tutto diretto da Riccardo Frizza che, prendendo per principio la raccomandazione di Verdi al librettista "molto fuoco, azione moltissima e brevità”, ha caratterizzato la gestione musicale con tempi molto concitati, causando qua e là scollamenti con il palcoscenico prontamente rientrati ma ampiamente percepiti nelle parti d'assieme. Certamente Ernani è una composizione in cui si avverte l'irruenza dell'estro verdiano tutto teso a delineare nell'impeto emotivo di personaggi tutto d'un pezzo, fedeli ad una parola data come ad un amore “senza se e senza ma”. Il risultato è stato ambivalente con due tempi con esiti differenti: una prima parte vocalmente poco a fuoco salvo l'entrata d'imperio di Silva a cui è succeduta, invece, una seconda parte in cui i protagonisti hanno dato prova di trovarsi pienamente a loro agio e quindi di far percepire le loro qualità vocali e di interpreti. Piero Pretti ha così dimostrato l'esuberanza in un ruolo in cui si canta tanto, in costante dialogo con il resto del cast, in duetti e assiemi dove è emerso la sua qualità di fraseggiare e capacità di innalzare la voce in acuto, mantenendosi chiara e ben delineata. Al suo fianco Anastasia Bartoli, con una Elvira ancora da perfezionare come interprete, come ha dimostrato nell'aria Ernani involami. Dimostra di essere possesso di potenti mezzi vocali che le permettono di espandere la voce drammatica con sicurezza nella zona acuta, capace di sostenere il fraseggio incalzante del tempi direttoriali; nella prima parte, ha dato l'impressine di intubare l'emissione nelle zone più profonde della tessitura faticando nel riemergere verso la zona centrale. Ernesto Petti ha delineato un re Carlos sfrontato ma non vocalmente a fuoco. Come si diceva su tutti ha dominato Michele Pertusi, portatore di esperienza, con la sua emissione calda e profonda e musicale. Curati gli inserimenti dei comprimari con lo Jago di Francesco Milanese e una attenzione sul personaggio di Giovanna del soprano Rosanna Lo Greco, che la regia interpreta come spia che tutto vede e tutto sa. La regia di Andrea Bernard ha cercato di ricostruire la vicenda di Ernani con un flash-back in un video su preludio iniziale che illustrata la morte del padre ribelle, utile anche per capire gli accenni biografici del protagonista sparsi nel libretto. Una memoria che compare in scena in veste di angelo della morte che raccoglierà l'ultimo respiro dell'eroe morente. Una regia alla fine rassicurante che ha collocato nel tempo la vicenda, visualizzata dai costumi lineari di Elena Beccaro su un impianto scenico mobile creato da Alberto Beltrame costituito da architetture stilizzate, forse troppo disturbanti per il continuo saliscendi ma sostanzialmente funzionali. Coro, preparato da Alfonso Caiani, ben partecipe nel complesso dell'opera dall'introduzione Allegri beviam... all'atteso Si ridesti il Leon di Castiglia.
Teatro pieno per una pomeridiana con un pubblico pienamente soddisfatto che ha accolto con entusiasmo gli artisti e lo spettacolo nel suo complesso.

Federica Fanizza

Ultima modifica il Martedì, 28 Marzo 2023 22:36

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