mercoledì, 19 gennaio, 2022
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JULIUS CAESAR - regia Robert Carsen

"Julius Caesar", regia Robert Carsen "Julius Caesar", regia Robert Carsen

Musica di Giorgio Battistelli
Tragedia in musica
Libretto di Ian Burton
da William Shakespeare
Opera commissionata dal Teatro dell’Opera di Roma
Prima rappresentazione assoluta
direttore Daniele Gatti
regia Robert Carsen

MAESTRO DEL CORO ROBERTO GABBIANI
SCENE RADU BORUZESCU

COSTUMI LUIS F. CARVALHO

LUCI ROBERT CARSEN E PETER VAN PRAET 
Principali interpreti
JULIUS CAESAR  CLIVE BAYLEY
BRUTUS ELLIOT MADORE
CASSIUS JULIAN HUBBARD
ANTONY DOMINIC SEDGWICK
CASCA MICHAEL J. SCOTT
LUCIUS HUGO HYMAS
CALPURNIA RUXANDRA DONOSE
OCTAVIUS ALEXANDER SPRAGUE
MARULLUS / CINNA CHRISTOPHER LEMMINGS
INDOVINO / I PLEBEO CHRISTOPHER GILLETT
FLAVIUS  / METELLUS / II PLEBEO  ALLEN BOXER
DECIUS / III PLEBEO SCOTT WILDE
SERVO DI CESARE / TITINIUS / IV PLEBEO ALESSIO VERNA
ORCHESTRA E CORO DEL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA 
Nuovo allestimento Teatro dell’Opera di Roma 
Stagione 2021/2022 
Teatro dell’Opera di Roma 20 novembre 2021

www.Sipario.it,  22 novembre 2021

Come ogni apertura di stagione che si rispetti, quella dell’Opera di Roma è stata di grande sfarzo, ricca di abiti eleganti e gioielli ricercatissimi. L’emozione fra il pubblico si tagliava col coltello, trattandosi di una prima assoluta. Tra gli spettatori vi erano il nuovo sindaco di Roma, giornalisti televisivi notissimi, personaggi del mondo dello spettacolo (più che altro del jet set, per usare una più appropriata espressione): tutti accorsi ad applaudire il Julius Caesar del compositore Giorgio Battistelli. Alla direzione, Daniele Gatti. Alla regia, Robert Carsen. Fuortes e Vlad, rispettivamente sovrintendente e direttore artistico dell’Opera, hanno attinto a ciò che reputano essere il non plus ultra del teatro lirico contemporaneo. La curiosità fra il pubblico era davvero tanta.
All’ora prestabilita, ecco calare le luci in platea. Gatti entra nel golfo mistico guadagnando il podio di direzione. Indossando una mascherina anti contagio, si volta verso la platea ringraziandola per l’applauso riservatogli. Dopo di che, il Julius Caesar ha inizio.
L’ouverture è cupa, sinistra. Introduce immediatamente in un’atmosfera tutt’altro che piacevole, che lascia immaginare tristi eventi. All’alzarsi del sipario, ci troviamo di fronte a una piazza che si popola di gente. Tutti acclamano Cesare, lo attendono, lo vogliono. Una volta in Senato, egli riceve una triste profezia da un indovino: alle Idi di marzo verrà ucciso. Giunta la fatidica data, al mattino Cesare si prepara per andare in Senato quando sua moglie, Calpurnia, lo dissuade dal farlo raccontandogli il sogno fatto nottetempo: una statua raffigurante il marito dalla quale stillava copioso sangue. Cesare non è uomo da credere ai sogni premonitori, ma non vuole scontentare la consorte: non andrà in Senato. Ma quando Decio, da poco sopraggiunto, gli spiegherà che il sogno di Calpurnia in realtà simboleggia trionfo e non sventura, egli non porrà altro tempo in mezzo: correrà subito in Senato, dove ad attenderlo ci saranno i senatori pronti ad ucciderlo. Evento che segnerà l’inizio di una nuova guerra civile che vedrà fra i combattenti Antonio contro Bruto e Cassio; ma soprattutto il fantasma di Cesare agire dall’oltretomba per avere vendetta. Ottaviano diverrà imperatore; Bruto e Cassio morranno, suicidi agli occhi degli altri, ma in realtà per mano dello stesso Cesare.
Ambientando l’opera nel nostro presente, credendo che basti per attualizzarla, Carsen ha realizzato una regia schizofrenica. Chi, oggi, crede ai sogni premonitori, ai sacrifici agli dèi, ai vaticini? Chi, per liberarsi da un tiranno, lo ucciderebbe? Basta – lo sappiamo – una prolungata calunnia mediatica.
Un’attualizzazione che non ha giovato all’interpretazione dei cantanti: tutti in giacca, camicia e cravatta; e pessimi, privi di passione e adesione emotiva ai personaggi. Conseguenza dettata dalla musicalità altamente atonale di Battistelli, somigliante agli speroni di roccia che Friedrich dipinse nel suo Naufragio della «Speranza».

Pierluigi Pietricola

Ultima modifica il Giovedì, 02 Dicembre 2021 17:45

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