martedì, 15 giugno, 2021
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RAGAZZI IRRESTIBILI (I) - regia Marco Sciaccaluga

I ragazzi irresistibili I ragazzi irresistibili Regia Marco Sciaccaluga

di Neil Simon. Versione italiana Giuliana Manganelli
Regia Marco Sciaccaluga, scene e costumi Guido Fiorato, musiche Andrea Nicolini, luci Sandro Sussi
Con Eros Pagni, Tullio Solenghi, Mariangela Torres, Massimo Cagnina, Marco Avogadro, Pier Luigi Pasino
Teatro Stabile di Genova
Teatro della Corte, Genova 5 Aprile 2013
Napoli, Teatro Mercadante, dal 26 febbraio al 9 marzo 2014

www.Sipario.it, 6 marzo 2014
www.Sipario.it, 8 aprile 2013

La commedia del prolifico scrittore americano, definito in più occasioni "il re della risata", in questa messa in scena punta il dito sul lato oscuro dell'autore, quello capace di mettere in gioco alcuni degli aspetti più problematici della vita. E così ecco a confronto due personaggi, diciamo pure tragici, quali due anziani comici la cui carriera è finita da undici anni, dopo ben 43 di lavoro in coppia. Due amici- nemici che presentano due mondi concentrici, da una parte New York, la Grande Mela che per uno di loro è sinonimo della vita stessa e dall'altra la veranda di un villino nel New Jersey, dove l'altro ha scelto di ritirarsi anzitempo. Lo spettacolo inizia con diapositive dei due attori nei loro anni migliori proiettate sul sipario e quando questo si apre ci si presenta una scena che fa già intendere un degrado da cui è difficile venir fuori. La scenografia di Fiorato ricalca un po' troppo il brutto di certe stanze d'albergo dalla tappezzeria carica e la mobilia vecchia e sporca, sintomo di un lasciarsi andare di chi le abita. Eros Pagni è Willie, il più costruito dei personaggi, mentre Tullio Solenghi è Al, quello più distaccato e dai toni più misteriosi. Testo brillante, incastro perfetto di battute salaci, giocate bene dagli attori in scena che rendono "I ragazzi irresistibili" una commedia godibilissima. La maestria di Pagni e Solenghi, l'intelligenza e l'ironia con cui incarnano i due vecchi attori non fa temere il confronto con i "mostri sacri" che hanno portato lo stesso testo al cinema nel 1975, la coppia Walter Matthau e George Burns, e vent'anni dopo in tv con Peter Falk e Woody Allen. Ma chi regge il tutto e tiene le fila della vicenda è il personaggio del nipote di Willie, Ben, colui che interrompe la monotonia della vita dello zio con le sue visite del mercoledì. Ben è anche l'agente di Willie, ma ha più di un problema nel trovare un ingaggio all'anziano che non riesce a ricordare nè le battute, nè addirittura il nome del prodotto che dovrebbe pubblicizzare in uno spot. Il ruolo di Ben è sostenuto da Massimo Cagnina, che è una vera sorpresa, molto abile nel suo personaggio apparentemente ambiguo fra l'affettuoso e l'interessato che sostiene brillantemente con ritmo recitativo serrato, rendendosi simpatico al pubblico prima dei due protagonisti. Più fluido del primo è il secondo atto anche grazie al cambio della scenografia. Ci si diverte davvero nella scena che riporta i due attori dentro allo studio TV dove devono registrare il loro vecchio sketch. Tornano i toni grevi al termine, quando riappare la stanza d'albergo in cui all'interno si aggiunge un letto ospedaliero che ripropone la tragicità della fine della vita in cui, volenti o nolenti, Willie e Al si ritroveranno nuovamente insieme.

D.G.

Nel multiforme programma 2013 dello Stabile di Genova, trova posto un teatro comico votato non solo alla risata ma alla riflessione sulla natura dell'uomo. I ragazzi irresistibili, per la regia di Marco Sciaccaluga, è uno spettacolo pervaso di umorismo, dove la forza comica si mescola a una intensa analisi dell'animo umano. Protagonisti sono due ex attori di vaudeville, ormai anziani, che sulla scena offrono un acceso contrasto di opinioni e desideri, messo ben in evidenza dall'interpretazione di Eros Pagni e Tullio Solenghi. La risata scaturisce dalle brillanti battute e dalla singolarità delle situazioni, anche se forse il sottile senso ironico del testo non sempre arriva sul palco, tuttavia traspare il sentimento della nostalgia e di uno stato d'animo tormentato. Questo vale soprattutto per il personaggio reso con grande maestria da un bravissimo Eros Pagni in un ventaglio di toni e sfumature, dalla stizza di vecchietto puntiglioso al rimpianto accorato per le scene. Tulio Solenghi dà vita al complesso rapporto con l'ex compagno di vaudeville in un incontro - scontro di buona efficacia pur se talvolta appare in secondo piano, quasi a fare da spalla a Pagni. Notevole Massimo Cagnina quale nipote sollecito del grande attore, convincente Mariangela Torres nel doppio ruolo dell'infermiera, bene in parte Marco Avogadro e Pier Luigi Pasino. Adeguate le scene e i costumi di Guido Fiorato.

Etta Cascini

Ultima modifica il Giovedì, 06 Marzo 2014 09:16

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