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SPOPOLATORE (LO) - regia Peter Brook

Lo spopolatore Lo spopolatore Regia Peter Brook. Foto Salvatore Pastore

di Samuel Beckett
una ricerca teatrale di Peter Brook
regia Peter Brook
in collaborazione con Marie-Hélène Estienne
con Miriam Goldschmidt
luci Philippe Vialatte
percussioni Francesco Agnello
coproduzione Fondazione Campania dei Festival - Napoli Teatro Festival Italia, Ruhrfestspiele Recklinghausen
con il sostegno di Centre International de Recherche Théâtrale de Paris
e di Nuovi Mecenati – Fondazione franco-italiana di sostegno alla creazione contemporanea
Napoli Teatro Festival, dal 6 al 9 giugno 2013

www.Sipario.it, 10 giugno 2013

"Lo spopolatore" di Samuel Beckett in prima mondiale al 6° Napoli Teatro Festival.

Avete presente i gasometri? Quelle strutture cilindriche di metallo ormai in disuso nelle nostre città? Ecco, qualcosa di molto simile ha pensato Samuel Beckett per il suo racconto Lo spopolatore, scritto in francese col titolo Le depleupleur, in gran parte nel 1966 e concluso quattro anni dopo, senza l'ombra d'una virgola, quasi un lavoro scientifico, diviso in lunghi paragrafi che descrivono il luogo e chi ci abita. Il cilindro di Beckett misura 50 metri di circonferenza e sedici di altezza ed è rivestito internamente di un materiale simile a gomma dura. Lungo la metà superiore della parete circolare si aprono approssimativamente venti nicchie raggiungibili con delle scale di diversa lunghezza tutte mancanti di pioli, sparsi qua e là e utili a chi vi dimora di potersi colpirsi a vicenda. Gli abitanti sono circa duecento e ciascuno va alla ricerca del suo spopolatore, (vocabolo coniato da Beckett da un verso di Lamartine e si riferisce alla morte) muovendosi ognuno, fra cercatori e sedentari, in un continuo andirivieni che ricorda quello delle formiche chiuse dentro un barattolo. Insomma l'immagine è quella d'un girone dantesco, più da Purgatorio che da Inferno, un luogo astratto e fantastico simile al nostro mondo quotidiano, frenetico rumoroso, apocalittico. Ognuno può vederci ciò che vuole, anche un ventre materno. Peter Brook, che adesso ha 88 anni (l'età del nostro presidente della Repubblica Napolitano) geniale regista inglese di spettacoli come il Marat-Sade, Mahabharata, i recenti Fragments beckettiani e opere come la Carmen o il Flauto magico, ha immaginato Lo spopolatore privo di tutto quello descritto prima per sommi capi. Ha cancellato ogni cosa. Ha lasciato solo sulla scena nera tre scale di diversa altezza mancanti di alcuni pioli, un basso sgabello al centro del proscenio e ha dato a Miriam Goldschmidt, l'attrice di colore di lingua tedesca, molto glamour nella sua mise tutta nera, il compito di leggere in francese un copione tagliuzzato in molte parti e di farla muovere come un ragnetto che tesse la tela lungo il perimetro del palcoscenico. Uno spettacolo di poco meno di un'ora, davvero molto povero e scarno, più una mise en èspace che una mise en scene, che ha lasciato tutti esterefatti, increduli incapaci quasi di credere che quanto visto era firmato da uno guru del teatro mondiale a cavallo dei secoli XX e XXI, che ha avuto il privilegio di aprire al Teatro Sannazzaro la VI edizione del Napoli Teatro Festival Italia 2013.

Gigi Giacobbe

Ultima modifica il Mercoledì, 25 Settembre 2013 09:00

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