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La multiforme arte del teatro premiata dai critici italiani. Cerimonia di consegna dei PREMI ANCT 2023 al teatro Gobetti di Torino. -Nicola Arrigoni

ANCT, Premiazione 2023. Foto Luigi De Palma ANCT, Premiazione 2023. Foto Luigi De Palma

Resistono, malgrado tutto, resistono e macinano chilometri, sono i nomadi del teatro, nomadi gli attori e le compagnie, nomadi i critici che – lo si voglia o meno – continuano ad essere la memoria attiva della scena, continuano ad essere quello sguardo altro che racconta, documenta, testimonia quanto accade sulle scene italiane. I premi assegnati lunedì 20 novembre scorso al teatro Gobetti dal’Associazione Nazionale Critici di Teatro sono una conferma di questo impegno, lo sono nell’attenta e oculata rappresentanza di tutta la geografia scenica italiana, lo sono nella consapevolezza della tradizione e nella voglia di far emergere ciò che non è visibile, di portare alla ribalta della cronaca quel teatro che profuma di futuro, che incarna la tensione contemporanea che è sempre nel qui e ora della scena. E su questi concetti punta con forza e determinazione il presidente dell’Anct, Giulio Baffi, mai stanco nel ribadire come la missione dei critici sia quella di raccontare io mille volti del teatro italiano, individuare laddove la creatività e l’arte fecondano con intelligenza il pensiero sul nostro presente. A ospitare la cerimonia della consegna dei Premi Anct 2023 è stato lo Stabile di Torino che ha messo a disposizione della serata lo storico e prestigioso Teatro Gobetti. A fare gli onori di casa è stato il direttore Filippo Fonsatti che ha messo in evidenza come occasioni come i Premi Anct siano momenti preziosi per ritrovarsi insieme, per far sì che la comunità teatrale possa confrontarsi e incontrarsi. Ed è stato questo lo spirito che ha caratterizzato la serata e la consegna dei Premi Anct 2023. Le scelte dei critici teatrali e del direttivo del sodalizio presieduto da Giulio Baffi e composto da Claudia Cannella, Filippa Ilardo, Enrico Marcotti, Francesco Tei, Sandro Avanzo e Nicola Arrigoni, hanno composto uno scenario interessante e multiforme della scena italiana in cui le diverse anime del teatro hanno trovato una loro degna cittadinanza e rappresentazione. In questo senso il Premio Emilio Poesio alla carriera assegnato a Ferruccio Soleri, l’Arlecchino strelheriano è sembrato ben incarnare la tradizione di un teatro d’attore che ha fatto la storia dell’arte scenica italiana, ma al tempo stesso incarna anche la visione di quel teatro pubblico e stabile che nel Piccolo Teatro ha un simbolo per l’intero Paese. L’Arlecchino Soleri è stato salutato con un lungo, lunghissimo e prolungato applauso che ha sottolineato con forza il rispetto, l’affetto, la riconoscenza della comunità teatrale nei confronti di un artista che incarna il binomio della grande tradizione della Commedia dell’are con quel teatro di regia strelheriana che al pessiero registico univa il rispetto del testo.  Nel segno della tradizione che sa innovarsi pur rimanendo fedele a sé stessa va il premio conferito allo spettacolo Natale in casa Cupiello, realizzato da Lello Serao, Luca Saccoia e Vincenzo Ambrosino, rispettivamente regista, attore e drammaturgo del bellissimo spettacolo per attore cum figuris dal capolavoro di Eduardo De Filippo, realizzato con personaggi/pupi. Ed è lo stesso Giulio Baffi a sintetizzare con soddisfazione la serata e i premi assegnato in una cerimonia che ha saputo emozionare e mostrare i diversi volti del teatro, una pluralità di voci che i soci dell’Anct hanno saputo ben distillare e raccontare.

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Ferruccio Soleri. ANCT, Premiazione 2023. Foto Luigi De Palma

«Gli altri premi sono andati a Stivalaccio Teatro di Vicenza, che si muove sulle piste della Commedia dell'Arte fra tradizione e innovazione, alla cooperativa teatrale Crest che opera in condizioni difficili a Taranto, al quartiere Tamburi, accanto all'ex Ilva, con un encomiabile lavoro di mediazione fra teatro e le altre forme di creazione aperto a tutte le generazioni – spiega Giulio Baffi -. Meritato anche il premio alle Edizioni Cue Press di Mattia Visani che coraggiosamente presentano un ricco catalogo di iniziative editoriali fra classici e nuova drammaturgia. A Tindaro Granata, a distanza di 12 anni dal primo, un nuovo riconoscimento che, oltre a premiare il lavoro d'attore, ha sottolineato anche la veste di organizzatore di eventi e direttore del rinato Festival di Tindari, in Sicilia. Sempre in Sicilia è andato un altro premio, al Mercurio Festival, che fa base ai Cantieri della Zisa di Palermo, iniziativa venuta alla luce con una formula innovativa: ogni anno gli artisti presenti all'edizione precedente sono chiamati a comporre la direzione artistica in un simbolico passaggio di testimone che unisce gli artisti di edizione in edizione». 

Ma è forse nella serie degli attori premiati con gli Anct che esce con forza la multiforme arte scenica italiana in cui centrale è la capacità dei suoi interpreti di farsi parola incarnata, pensiero agito secondo stili e forme differenti, ma complementari. La lista è lunga e articolata si spazia da Fabrizio Ferracane a Laura Curino, da Arturo Cirillo a Manuela Mandracchia (tra i protagonisti di due produzioni dello Stabile di Torinio, entrambe per la regia di Filippo Dini, Il crogiuolo di Miller e Agosto a Osage County di Letts). Fino ad arrivare a Danio Manfredini, artista capace di esaltare quella humanitas dolente in cui si riconosce come corpo, voce e anima scenica. Un lungo e toccante applauso ha salutato la sua presenza in palcoscenico. Come ogni anno anche le due riviste associate all'ANCT, Hystrio e Catarsi – I teatri delle diversità, hanno proposto i loro riconoscimenti a fianco del Premi della Critica. Hystrio ha premiato Paolo Cantù, direttore de I Teatri di Reggio Emilia per la sua missione culturale e civile e il brillante percorso di attività gestionali nel panorama teatrale italiano. A Vito Alfarano e AlphaZTL, compagnia d'arte dinamica, è andato invece il premio de I Teatri delle diversità, soprattutto per un percorso coreografico attivo nel sociale su tematiche come la violenza sulle donne, l'immigrazione e la detenzione.

Ultima modifica il Mercoledì, 29 Novembre 2023 08:42

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