domenica, 03 marzo, 2024
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IL BAL IMPÉRIAL A PARIGI. -di Vito Lentini

Fondata in Francia nel 1844 per conseguire il nobile scopo di supportare lo sviluppo, la crescita, l’istruzione e l’inserimento lavorativo di ragazze povere, orfane o abbandonate, l’Œuvre des Saints Anges è una realtà di prestigio nel territorio d’oltralpe. Riconosciuta di utilità pubblica nel 1861 per decreto imperiale firmato da Napoleone III l’Œuvre negli anni ha proseguito le attività di assistenza e formazione in favore delle fasce più deboli sviluppando programmi educativi e culturali in favore dei bambini. Oltre all’irrinunciabile supporto dei membri aderenti all’associazione, le occasioni che oggi consentono all’Œuvre di giovare dell’irrinunciabile sostegno economico, come pure di diffondere le attività sociali, educative e culturali programmate, sono gli évenements caritatifs. Occasioni, queste, che spesso offrono l’opportunità di indagare ambiti culturali di varia natura: è il caso, per esempio, delle manifestazioni di beneficenza dedicate alle presentazioni di libri come pure i dibattiti con gli autori ma, in particolare, gli eventi che richiamano annualmente l’attenzione di appassionati di danza storica. È questa, infatti, una delle arti che su tutte ha goduto dell’attenzione costante di quest'Œuvre che seguita a palesare interesse, diffusione e tutela di quei balli che nel corso dell’Ottocento hanno allietato la vita di società.

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Fra tali eventi si menziona, per l’appunto, il Bal Impérial organizzato tutti gli anni a Parigi in omaggio all’Imperatore Napoleone III. Nel lussuoso Salon Opéra del Grand Hotel Intercontinental inaugurato nel 1862 dall’Imperatrice Eugenie ha luogo, infatti, quella che a rigore si può definire una vera soirée de gala. Dal 2008 la baronessa María Elena Amé de Saint-Didier de Narbonne Lara - che da quasi venticinque anni presiede l’associazione - organizza, infatti, questa serata di beneficenza che vede la partecipazione di ospiti, danzatori e benefattori in costume Second Empire. Un evento che è il contesto ideale per tornare a respirare le nuances tipiche di quell’Ottocento così caro alla sensibilità d’oltralpe tra crinoline, velluti, damaschi, gioielli, pizzi e frac. È una di quelle serate che i parigini amano tornare a rispolverare, proprio nel quartiere del Palais Garnier, come a rivivere i momenti di grande splendore di quella seconda metà dell’Ottocento segnata da migliorie e radicali ammodernamenti che oggi rendono la Ville Lumière un sogno ineguagliato. Ed è una vera reverie quella che l’Œuvre des Saints Anges continua a far rivivere ogni anno con i suoi Bal Impérial, per l’appunto, che uniscono scopi benefici a occasioni per godere appieno delle trascinanti danze storiche di società. Per l’occasione a prendere parte annualmente alle danze che animano la soirée de gala è la compagnia internazionale di danza storica “Harmonia Suave” diretta da Carla Favata. Una troupe che per l’occasione parigina propone, ad ogni edizione, alcuni stralci coreografici tratti da manuali storici, schemi coreografici e fonti dell’epoca che consentendo di ricostruire polke, quadriglie e valzer come si danzavano in illo tempore. Sulle musiche di Johann Strauss ed Émile Waldteufel - pianista personale dell’imperatrice Eugenie - la compagnia italiana ha proposto, per l’ultima serata parigina, un vocabolario coreografico espunto dalle figure storiche più note e diffuse all’epoca. A trovare spazio nel programma coreografico Arc en ciel de danse appositamente predisposto dalla maître à danser Carla Favata sono, per l’appunto, polche, valzer e quadriglie dedicando un tassello fianco alla rievocazione dell’albero di maggio, una citazione che al più attento ballettomane avrà senza dubbio richiamato il noto riferimento alla Fille mal gardée. Una presenza, quella italiana al Bal Impérial di Parigi, che è altresì memoria di un passato tersicoreo del nostro Paese forse troppo a lungo dimenticato ma che sembra fortunatamente non scomparire.

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L’Orchestre de Philippe Lebel, le dîner placé, la quadriglia francese e le successive danses d’animation hanno da ultimo coinvolto gli intervenuti in diverse segmenti coreutici accortamente illustrati, mostrati e proposti in una sessione d’insieme che i nostalgici del Secondo Impero francese ricorderanno a lungo. Per la chiusa non poteva mancare, vieppiù, un breve momento per rievocare le musiche di Nino Rota scritte per Il Gattopardo diretto da Luchino Visconti.

È grazie ad eventi come questo che l’Œuvre des Saints Anges potrà, quindi, seguitare a garantire e diversificare le attività benefiche ed educative tutelando, altresì, le occasioni per preservare quella gioia del danzare insieme rispolverando un tempo perduto ma inoubliable

Ultima modifica il Sabato, 16 Dicembre 2023 10:07

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