martedì, 19 ottobre, 2021
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BORGIO VEREZZI FESTIVAL 55ma edizione - "FIORI D’ACCIAIO", regia Michela Andreozzi e Massimiliano Vado. -di Roberto Trovato

"Fiori d'acciaio", regia "Fiori d'acciaio", regia

FIORI D’ACCIAIO
di Robert Harling
Regia di Michela Andreozzi e Massimiliano Vado
Scene di Carlo de Marino
Costumi di Maraan Gentile. Musiche di Roberto Procaccini
Luci di Paolo Fortini
Interpreti: Tosca D’Aquino, Rocío Munoz Morales, Emanuela Muni, Emy Bergamo e Martina Difonte
Produzione di Francesco Bellomo per Corte Arcana Isola Trovata. Distribuzione Virginy Film srl.
Borgio Verezzi, Piazza S. Agostino, 29-30 luglio 2021

Fiori d'acciaio (Steel Magnolias) è una commedia drammatica di Robert Harling, scrittore, produttore statunitense nato nel 1951. Lo spettacolo debutta a New York nel marzo 1987 con la regia di Pamela Berlin. In seguito verrà allestito con successo da molte compagnie in varie nazioni. Nel 1988 ito messo in scena in Australia vide l’esordio della giovane Nicole Kidman nel ruolo di Shelby. Due anni dopo uscirà la riduzione cinematografia per la regia di Herbert Ross e con l’interpretazione di Julia Roberts (premiata con il Golden Globe per la migliore attrice in un film drammatico), Sally Field, Olympia Dukakis e Shirley MacLaine. L'opera, interamente destinata ad una compagine femminile, è liberamente ispirata ad un fatto accaduto all'autore, ossia la morte della sorella Susan Harling-Robinson nel 1985 per complicazioni legate al diabete dopo aver dato alla luce il nipote omonimo del drammaturgo. Per riprendere le considerazioni di Stefano Delfino, la rappresentazione vede una parata di star: Rocío Muñoz Morales e Emy Bergamo, vincitrice qualche anno fa del premio come migliore attrice non protagonista, e la D’Aquino volto popolare televisivo . Il lavoro presentato si rifà alla versione cinematografica non trascurando quella teatrale. A quanto precisa Michela Andreozzi, regista dello spettacolo assieme al marito, il savonese Massimiliano Vado, la pièce vede quali protagoniste “grandi figure femminili che crescono, sbagliano, si confrontano, amano, odiano, combattono e qualche volta muoiono”. La vicenda originale, articolata in quattro atti, è ambientata in un salone di bellezza alla fine degli anni Ottanta del Novecento a Chinquapin, cittadina immaginaria della Louisiana.
Il convincente riadattamento, che è piaciuto molto al pubblico, è ambientato in Italia e precisamente a Sorrento tra gli anni Ottanta e i primi Novanta, come attestano tra l’altro le canzoni che inframmezzano la rappresentazione.
Fiori d'acciaio racconta la storia di un gruppo di donne legate da una profonda amicizia. In particolare, la pièce di Robert Harling si concentra su un arco di tre anni a partire dal matrimonio di Shelby, la giovane figlia di M’Lynn, con Jackson, che non comparirà mai in scena al pari delle altre figure maschili di cui si parla. A Shelby, che manifesta il desiderio di avere un bambino, è stato diagnosticato il diabete mellito di tipo uno. A dispetto della malattia che la costringerebbe ad interrompere le cure per non far morire il figlio che potrebbe nascere, la giovane è determinata a portare avanti la gravidanza facendo nascere il bambino rischiando, come accadrà, di morire. Nonostante le richieste della madre di riconsiderare la propria decisione, Shelby dà alla luce un figlio. Tale decisione tuttavia le costerà la vita, nonostante sua madre, nel tentativo di salvarla le abbia donato un rene. A consolare la donna angosciata ci pensano le sue amiche di sempre che, come suggerisce il titolo, sono delicate come fiori ma forti come l'acciaio. Oltre alla già segnalata collocazione della vicenda in Italia e alla suddivisione in due tempi, con opportuni alleggerimenti rispetto alla versione statunitense, va sottolineato che si nota uno spostamento dalla tragedia alla commedia agro-dolce, come comprovano alcuni elementi che percorrono il testo in ogni parte con la sapiente alternanza di sorrisi e commozioni, sentimenti e ironia, a tratti anche crudele, senza peraltro mai diventare cinica o sarcastica. Le sei brave attrici in scena, ottimamente guidate dai due registi che hanno lavorato in piena sintonia, sono Tosca D’Aquino, la debuttante Martina Difonte, Emy Bergamo, Rocío Muñoz Morales, Emanuela Muni e Giulia Weber. I personaggi in scena in questo elegante e svelto riadattamento sono la signora Mariliù, la di lei figlia Stella, la spregiudicata parrucchiera Tamara, la sua dipendente Anna, da poco abbandonata del marito e rimasta senza soldi, la anziana e litigiosa Luisa, che di mariti ne ha avuti due ma che ora preferisce decisamente la libertà, Clara Aiello, ex moglie del sindaco, ottimista e gaia a dispetto dei suoi comportamenti bizzarri. Ad interpretare questi ruoli sono nell’ordine Tosca D’Aquino, Martina Difonte, Emy Bergamo, Rocío Muñoz Morales, Emanuela Muni e Giulia Weber. La recitazione di tutte quante le attrici si segnala per la encomiabile misura. I due temi che innervano e sostanziano questo lavoro nel fortunato riadattamento dei due registi sono in primo luogo la maternità voluta fortemente dalla giovane Stella anche nella consapevolezza che andrà incontro alla sofferenza fisica e poi alla morte e in secondo luogo la solidarietà che si crea fra le protagoniste. In effetti c’è un aggettivo “amica” che viene ripetuto più volte e che evidenzia la coesione fra personaggi pur così diversi. Tutte mostrano forme di generosità. Ad esempio Luisa porta in regalo un cesto di limoni e Anna prega per la giovane Stella quando si sottopone alle dolorose sedute di dialisi. Nel finale tutte si abbracciano calorosamente sottolineando la forza, l’impegno, la grinta, la sensibilità e la generosità che caratterizza le donne.
Lo spettacolo è stato preceduto dalla premiazione di Alessandra Ferrara, distintasi lo scorso anno al Festival come migliore attrice non protagonista in Parlami d’amore Mariù assieme a Paolo Conticini e Rocío Muñoz Morales. La consegna del prestigioso riconoscimento è stata fatta dal professor Luciano Pasquale, Presidente della Fondazione De Mari, coadiuvato dal Sindaco di Borgio Verezzi, Renato Dacquino.

Roberto Trovato

Ultima modifica il Domenica, 01 Agosto 2021 08:00

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