giovedì, 02 febbraio, 2023
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LA BELLA ADDORMENTATA – coreografia Frederick Ashton, Anthony Dowell, Christopher Wheeldon

Marianela Nuñez e Vadim Muntagirov in "La bella addormentata", coreografia Frederick Ashton, Anthony Dowell, Christopher Wheeldon. Foto Andrej Uspenski, ROH 2023 Marianela Nuñez e Vadim Muntagirov in "La bella addormentata", coreografia Frederick Ashton, Anthony Dowell, Christopher Wheeldon. Foto Andrej Uspenski, ROH 2023

Balletto in un prologo e tre atti
Coreografia: Marius Petipa. Coreografia aggiuntiva: Frederick Ashton, Anthony Dowell, Christopher Wheeldon.
Musica: Pyotr Il’yich Tchaikovsky. Libretto: Ivan Vsevolozhsky.
Produzione: Monica Mason e Christopher Newton da Ninette De Valois e Nicholas Sergeyev
Scene e costumi: Oliver Messel; scene e costumi aggiuntivi: Peter Farmer. Luci: Mark Jonathan.
Con: Marianela Nuñez e Vadim Muntagirov, Anna Rose O’Sullivan, Steven McRae, Francesca Hayward, Alexander Campbell, Mayara Magri, Reece Clarke, Fumi Kaneko, William Bracewell, Akane Takada, Marcelino Sambé, Cesar Corrales e gli artisti del Royal Ballet
Orchestra della Royal Opera House
Direttore: Koen Kessels
LONDRA, Royal Opera House, dal 16 gennaio al 6 giugno 2023

www.Sipario.it, 18 gennaio 2023

La Bella addormentata alla Royal Opera House: la straordinarietà dell’opening night
Non si esagera nel ritenere che l’opening night della Bella addormentata qui a Londra, alla Royal Opera House, la ricorderemo a lungo. Le ragioni sono molteplici e occorre rintracciarle, in particolare, nello spessore e nella validità artistica di questa produzione come pure nel cast concepito per la première che apre la serie delle ventotto recite in programma fino al mese di giugno.
Il titolo che segna l’identità della compagnia - balletto scelto nel 1946 per celebrare la riapertura del teatro del Covent Garden al termine della Seconda Guerra Mondiale - qui gode, infatti, di una versione coreografica unica visto che alla primigenia mano creativa di Marius Petipa affianca le firme che nel tempo hanno contribuito a vario titolo a definire, strutturare e modulare alcune peculiarità del balletto inglese. Tra esse figurano Ninette De Valois, Frederick Ashton, Anthony Dowell e Christopher Wheeldon, come pure Monica Mason e Christopher Newton che nel 2006 ebbero il merito di riportare in scena la produzione in occasione del settantacinquesimo anniversario della troupe. L’eleganza coreografica, le delicate nuances e la linearità del profilo estetico globale contraddistinguono ogni segmento del prologo e dei tre atti del titolo affrancandolo da polverosità ed eccessi e rendendolo, di converso, solido e longevo. I costumi e le scene dei tre atti, in particolare, archiviano taluni didascalici accostamenti cromatici del prologo garantendo, nel prosieguo, raffinatezza, coerenza e omogeneità nelle campiture selezionate, in illo tempore, da Oliver Messel e successivamente recuperate e riadattate da Peter Farmer.
Alla preziosità della versione coreografica, scenografica e dei costumi occorre vieppiù aggiungere, come si diceva, anche il cast squadernato per l’occasione. A ricoprire i ruoli della Principessa Aurora e del Principe Florimondo le indiscusse punte di diamante della compagnia londinese Marianela Nuñez e Vadim Muntagirov. Fin dall’Adagio della rosa l’amatissima Principal offre ancora una volta ai suoi affezionatissimi ballettomani inglesi la coerenza interpretativa di un personaggio che con lei gode di naturalezza, originalità, verve peculiare ed inconsueta dal momento che non lesina leggerezza, sorrisi e quell’autentico acting così infrequente in titoli come questo. La sua tecnica è impeccabile e garantisce un’esecuzione di prim’ordine: nel primo atto sono eleganti le sfumature della variazione, di rilievo le dinamiche vellutate dei renversé del finale che segue la coda, definiti i giri in attitude che inframezzano l’assolo nell’atto della visione e ormai proverbiali i brillanti equilibri donati alla variazione dell’atto di chiusura. Muntagirov è un Principe che scrive il manuale della migliore tecnica maschile: a partire dal secondo atto il ballettomane più attento avrà scorto con dovizia i tratti peculiari del danseur noble, l’adamantina esecuzione dei tour en l’air, l’imponente vigore dei salti, la disinvolta eloquenza dei port de bras. Indimenticabile il magnifico vocabolario coreografico del loro pas d’action della visione, la sontuosità del final pas de deux e l’eccezionalità dei virtuosismi della coda. 
Il corpo di ballo femminile supera brillantemente talune difficoltà nei sincronismi del prologo restituendo l’ossatura coreografica dei tre atti con precisione, da menzionare l’ottima Principal Fumi Kaneko nel ruolo della Fata dei Lillà, la risoluta Yuhui Choe nella Fata Golden Vine, la leggera gaiezza di Sophie Allnatt come Fata of the Song Bird e la tempra di Isabella Gasparini e Claire Calvert rispettivamente Fairy of the Enchanted Garden e Fairy of the Woodland Glade, Calvin Richardson e Ashley Dean impegnati con Claire Calvert nel pas de trois di Florestano e delle sue sorelle, Joseph Sissens e Isabella Gasparini negli ottimi virtuosismi del passo a due della Principessa Florine e dell’Uccello Blu.
L’orchestra diretta da Koen Kessels elabora la partitura con nettezza conferendo a talune frasi disegni che armonicamente restituiscono quel “sense of theatrality” presente nelle note cajkovskiane.
Quella che Roy Strong definisce “a visual tradition that was essentially British” è senza dubbio una delle più grandi e autentiche produzioni del repertorio del Royal Ballet che seguiterà a offrire l’opportunità di rispolverare le estetiche proprie della loro storia del balletto. Un nuovo capitolo, dunque, della lunga stagione coreutica del Covent Garden dedicata al ricordo di Sua Maestà la Regina Elisabetta II e che anche gli appassionati di balletto del nostro Paese potranno tornare ad apprezzare dal momento che tale titolo è annoverato nella ricca stagione di dirette al cinema distribuita in Italia da Nexo Digital in collaborazione con MYmovies.it: l’appuntamento è per il 24 maggio e a danzare nei ruoli cardinali saranno i Principal Yasmine Naghdi e Matthew Ball, di seguito l’elenco delle sale cinematografiche aderenti: https://www.nexodigital.it/royal-opera-house-in-diretta-al-cinema-2022-23/

Vito Lentini

Ultima modifica il Giovedì, 19 Gennaio 2023 12:51

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