mercoledì, 27 maggio, 2020
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UN’OPERA DA 3 SOLDI, DALLE STELLE ALLE STALLE - creazione Elisabetta di Terlizzi, Emanuel Rosenberg

"un’opera da tre SOLDI, dalle stelle alle stalle" - creazione Elisabetta di Terlizzi, Emanuel Rosenberg "un’opera da tre SOLDI, dalle stelle alle stalle" - creazione Elisabetta di Terlizzi, Emanuel Rosenberg

di Progetto Brockenhaus in collaborazione con Teatro DanzAbile
creazione Elisabetta di Terlizzi, Emanuel Rosenberg
con Laura Coda Cantù, Piera Gianotti, Viviana Gysin, Aida Ilic, Francesco Manenti, Elena Milani, Bintou Ouattara, Emanuel Rosenberg, Daniele Zanella, Cristiana Zenari
disegno luci Marco Oliani, costumi Laura Pennisi,
scenografia Francesco Manenti, trucchi Assunta Ranieri Bernasconi
produzione 2014/2015 Progetto Brockenhaus / Teatro DanzAbile co-produzione Rassegna HOME - Area Turismo ed Eventi Città di Lugano
con il contributo di Ernst-Göhner Stiftung, Corymbo Stiftung, Fondation Alta Mane, Comune di Castel S. Pietro, DECS – Swisslos sostegno alla tournée Pro Helvetia
Arezzo, Teatro Mecenate, 4 e 5 dicembre 2015

www.Sipario.it, 5 dicembre 2015

La prima domanda che sorge, appena vediamo i corpi dei ballerini in scena, è: "Sono vivi o sono manichini?". Sembrano burattini che si spostano con movimenti scattosi o non si muovono affatto come fossero governati da un'entità superiore. Alcuni sono appoggiati al grande tavolo centrale, altri due sono su sedie a rotelle, un'altra ancora è appoggiata all'asta di un microfono come se fosse il suo compagno di ballo. Effettivamente c'è qualcuno che li guida dall'inizio alla fine, è il regista che crea il suo disegno fuori e dentro il palcoscenico. Quando non è fisicamente presente, osserva dalla consolle e lascia che sia un'altra figura maschile a muovere i fili della trama: si presenta come un grottesco artista di strada, che ama giocare con le parole riformulando con sarcasmo noti proverbi biblici, in realtà è il magnaccia della città.
Lo scopriamo quando presenta tutte le donne della "bottega degli orrori": dalla sua preferita, il suo diamante, Polly, alla prostituta "classica", vestita con un tutù dark, con una scarpa col tacco in un piede e una punta da danza nell'altro. È leggera, morbida, anche quando si avvinghia al corpo del suo mentore e gli confessa la sua devozione recitando dentro il microfono che penzola in mezzo alle gambe dell'uomo. Un'immagine allusiva che non ha niente di volgare, ma trasmette anzi una leggera malinconia, se pensiamo a tutte quelle donne che nella lotta alla sopravvivenza sono disposte a vendere il proprio corpo "per tre soldi".
In mezzo a questo gruppo femminile si distingue una matrona che attraverso la retorica e il canto istruisce le altre all'autoconservazione. A tutte viene affidata una lente di ingrandimento che fa da specchio delle brame, utile per truccarsi, depilarsi baffetti e sopracciglia, controllare che la pelle del collo sia tonificata. Nella stanza dell'eterna bellezza non è ammesso invecchiare e bisogna sempre tenersi in forma con esercizi fisici e per la mente.
La protagonista della vicenda è Polly (Bintou Ouattara), che in questa versione ha origini africane. Potrebbe essere la figlia adottiva della famiglia Peachum, ma in questo clima assurdo e antinaturalistico potrebbe anche essere la figlia naturale che, per uno strano caso genetico, è nata di colore. L'opera di Brecht è solo un pretesto per parlare di emarginati sociali, di miserabili, di reietti, "qui nel reparto intoccabili, qui nel girone invisibili", come afferma una delle prostitute citando De André. Di fatto, la drammaturgia è stata quasi interamente riscritta dagli interpreti. Daniele Zanella, in particolare, nei panni del ladro Macheath, sfrutta il suo personaggio per raccontarsi: l'esperienza di vita reale e la finzione scenica si incastrano in un gioco sfuocato che non mette in primo piano né l'una né l'altra.
È lui il protagonista maschile che sposerà Polly andando contro alla volontà dei genitori di lei e rischiando, dopo una serie di tradimenti e fughe, di essere giustiziato. La scena che vede uno stormo di donne gravide vestite di bianco e velate inseguirlo per denudarlo appare come un incubo premonitore della sua morte imminente. Come da testo, però, il giovane criminale sarà salvato da un messaggio della Regina ed eviterà l'impiccagione.
Performer professionisti, portatori di handicap e non, si esibiscono insieme in questa creazione di teatro-danza, frutto di una collaborazione tra Progetto Brockenhaus e Teatro DanzAbile, compagnia quest'ultima che da anni lavora con l'obiettivo di inserire la disabilità in un contesto comune, non chiuso e limitato. Dopo una tournée di un anno all'estero, In Italia è la prima volta che Un'opera da tre SOLDI, dalle stelle alle stalle va in scena.

Sara Bonci

Ultima modifica il Sabato, 05 Dicembre 2015 18:29

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