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FUORI I SECONDI - regia Francesco Macedonio

Fuori i secondi Fuori i secondi Regia Francesco Macedonio

Una commedia di Enrico Luttmann
Regia Francesco Macedonio
Produzione La Contrada – Teatro Stabile di Trieste
Con Maurizio Zacchigna, Gian Maria Martini, Marzia Postogna, Adriano Giraldi, Maria Grazia Plos, Massimiliano Borghesi, Valentino Pagliei, Martina Valentini e la partecipazione di Ariella Reggio
Scene Sergio D'Osmo
Costumi Saverio Caliò
Musica Massimiliano Forza
Prima: Trieste, Teatro Orazio Bobbio 8 ottobre 2010

www.Sipario.it, 28 ottobre 2010

Una lunga biografia raccontata con nostalgia sul palcoscenico. È quella che lo Stabile La Contrada ha tributato all'indimenticato pugile triestino Tiberio Mitri. "Fuori i secondi. Tiberio Mitri: professione pugile", pièce scritta in dialetto da Enrico Luttmann (tratta dall'autobiografia dello stesso atleta), ha, infatti, inaugurato la stagione di prosa al Teatro Bobbio, schierando in un afflato corale, nella cornice di un'analitico flashback, tutti gli attori della compagnia diretta da Francesco Macedonio. Il protagonista ormai provato dal tempo, dai rimpianti e dall'alcool (un sofferto Maurizio Zacchigna) rivede se stesso da giovane (Gian Maria Martini), alla ricerca inquieta del successo. L'ambiente popolare di un'osteria del rione di San Giacomo, le ristrettezze economiche, la voglia di rivincita nell'Italia del boom economico espressa attraverso la passione per la boxe. E poi ancora i successi come campione italiano ed europeo (1949), l'incontro con l'ambiziosa Miss Italia Fulvia Franco (l'esuberante Marzia Postogna), futura moglie con cui non sarà mai felice, il match sfortunato al Madison Square Garden contro Jake La Motta per il titolo mondiale (1950). Tanti i ricordi e le presenze che aleggiano - sulla scena spoglia di Sergio D'Osmo e con i costumi di Saverio Caliò - a disegnare un tragico destino di ascesa e caduta. "La tigre di Trieste", "il re del ko", così soprannominato negli ambienti sportivi, morirà a Roma vecchio e solo, travolto da un treno lungo i binari.

Emerge da tutto lo spettacolo, che indulge ad effetti cinematografici, un sentimento di amarezza, di assurdità dell'esistere. E insieme anche una rilettura vivida e realistica del personaggio Mitri, diviso tra vicende pubbliche e private, tra sensibilità ed istintività, tra coraggio e debolezze (al centro oggi anche di una fiction di prossima uscita con Luca Argentero e Martina Stella).

Elena Pousché

Ultima modifica il Venerdì, 30 Agosto 2013 10:15

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