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LA STORIA STRAORDINARIA DI ARTHUR GORDON PYM - regia Alberto Gagnarli

Simonetta Potolicchio e Michele Carli nello spettacolo nelle grotte di Borgio Verezzi. Foto Luigi Cerati Simonetta Potolicchio e Michele Carli nello spettacolo nelle grotte di Borgio Verezzi. Foto Luigi Cerati

Liberamente ispirato al racconto di Edgar Allan Poe
Drammaturgia: Marco Badi
Regia: Alberto Gagnarli
Interpreti: Michele Carli e Simonetta Potolicchio
Impianto scenico e burattini Liceo Artistico G. Bruno di Albenga sotto la direzione di Pietro Marchese e Arianna Rossello
Costumi: Laboratorio dei Coribanti Liceo Chiabrera-Martini di Savona
Musiche: Paolo Casa. Produzione Il teatro della Sorpresa
Grotte di Borgio Verezzi 13-14 e 16 agosto 2022 ore 20,30 e 22,00

www.Sipario.it, 14 agosto 2022

L’idea di questo evento speciale della durata di un’ora, è nata e si è sviluppata in stretta collaborazione tra la parte drammaturgica e quella registica. Lo spunto è stato preso dal quadro di Magritte La rèproduction interdite nel quale è visibile, in basso a destra, una copia di Gordon Pym. Lo specchio, che riflette le spalle del personaggio, ci rimanda non solo al gioco dei doppi, ma serve anche a puntare la lente di ingrandimento sulla parte più nascosta del proprio Io. Il viaggio di Gordon Pym rappresenta così una vera e propria metafora della condizione umana, al di là dei generi (il personaggio di Gordon Pym, tra l’altro, è interpretato da un’attrice), con il passaggio dalla passionalità dei sogni giovanili alla maturità dell’età adulta, attraverso un viaggio esteriore e interiore: fatto di prove dolorose e cruciali disillusioni che convergono sempre verso la realizzazione di un individuo maturo e consapevole, capace di compassione e generosità verso i propri simili e, in ultimo, anche verso se stesso. La peculiarità dello spettacolo risiede anche nello sviluppo della storia che assume i connotati del “Teatro di Figura”. In effetti i due bravissimi interpreti dialogano con gli altri personaggi, impersonati da “burattini”, che rientrano a pieno titolo nella tradizione mitteleuropea. Storia di Arthur Gordon Pym  è l’unico romanzo pubblicato in vita dallo scrittore statunitense Edgar Allan Poe (1809-49). L’opera viene considerato un manifesto dell’horror psicologico di cui Poe è stato uno dei massimi esponenti. La trama del romanzo, che viene presentata come una serie di fatti, ruota attorno alla vicenda del giovane Pym, che, imbarcatosi clandestinamente per amore dell’avventura a bordo di una baleniera, che vive molte disavventure in mare. All'inizio, tutto sembra andare bene: il rifugio nella stiva è ristretto e non comodo, l’amico Augustus porta regolarmente da mangiare al compagno. Ma la situazione precipita velocemente: l'amico smette di farsi vivo; l'arsura e l'oscurità attanagliano Arthur, bloccato nel suo rifugio-prigione; un biglietto fattogli recapitare dall’amico e scritto con il sangue lo avverte di un grave pericolo a bordo. Quando finalmente i due amici riescono a riunirsi, Arthur scopre che l’ equipaggio si è ammutinato. Poe costruisce sapientemente la tensione descrivendo la ferocia di un cuoco negro che uccide a colpi d'ascia molti marinai. La rivolta verrà sopraffatta dall'intelligente intervento di Arthur, Augustus e Dirk Peters, uno degli ex ammutinati. Ma l'angoscia non termina qui: una tempesta danneggia gravemente la nave, segnando l'inizio di una serie di avvenimenti per i sopravvissuti. Per giorni i personaggi sono alla deriva senza acqua e cibo, sopra il relitto della baleniera, e le loro forze si esauriscono rapidamente. L'avvistamento di una nave li riempie per breve tempo di speranza. Presto però scoprono che a bordo sono tutti morti. L'incalzante descrizione psicologica di Poe si mostra in tutta la sua crudeltà nella decisione collettiva di uccidere e cibarsi di uno di loro affinché gli altri possano sopravvivere. Viene estratto il nome di Richard Parker, che viene ucciso rapidamente da Peters. Poco dopo morirà anche Augustus, per via di una gamba in cancrena, causata da una ferita riportato durante la colluttazione con gli ammutinati. Peters e Arthur vengono finalmente salvati da una nave, diretta verso territori sconosciuti dei mari del Sud. Per ragioni misteriose, man mano che la nave avanza in direzione Sud la temperatura sembra aumentare gradualmente invece di diminuire. Poco prima di decidere di abbandonare la spedizione per mancanza di provviste e per la salute precaria dell'equipaggio, la nave, incontrato un arcipelago non segnato sulle carte, decide di attraccare su una delle isole. Questa però si rivela abitata da una popolazione di indigeni neri, terrorizzati da qualsiasi oggetto di colore bianco. Sembrano pacifici, ma Arthur scoprirà a proprie spese che sono capaci di spaventose crudeltà. Essi infatti stermineranno l'intero equipaggio del brigantino, ad eccezione di Arthur e del suo amico Peters che, salvatisi per caso, proseguono su una canoa verso Sud, unica direzione che sembra garantire loro la salvezza dal rigido inverno polare. Man mano che la canoa si avvicina al Polo Sud, la temperatura dell'acqua e della aria aumentano rapidamente. A quel punto una cortina di vapore grigio si innalza all'orizzonte e si ha una fitta precipitazione bianca che ricopre l’oceano oceano. La canoa viene spinta rapidamente da una corrente misteriosa verso il punto da cui sono emanati tutti questi strani fenomeni. Il regista fiorentino Alberto Gagnarli (classe 1944), già al Festival nel 1970- 1971, 2006 e 2012 con regie importanti, e il drammaturgo Marco Badi (classe 68), entrambi molto bravi, sono stati ben coadiuvati dagli studenti del Liceo artistico G. Bruno di Albenga sotto la direzione di due docenti, Arianna Rossello e Pietro Marchese. Sotto la loro guida i ragazzi non solo si sono cimentati con eccellenti risultati professionali nella realizzazione dell’apparato scenico, ma anche hanno progettato i personaggi protagonisti del suggestivo spettacolo, sotto forma di quattro burattini che vengono manovrati a vista, di cui sono studiati con grande sapienza fisionomia e costumi. I costumi degli interpreti dei ruoli di Pym e della voce narrante, resi in maniera superba da Simonetta Potolicchio e Michele Carli, sono stati disegnati dagli allievi del Laboratorio dei Coribanti del Liceo Chiabrera-Martini di Savona.
Roberto Trovato

Roberto Trovato

Ultima modifica il Martedì, 16 Agosto 2022 10:51

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