lunedì, 20 maggio, 2024
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SANTA GIOVANNA DEI MACELLI - regia Davide Sacco e Agata Tomšič

"Santa Giovanna dei Macelli", regia Davide Sacco e Agata Tomšič. Foto Ivian Kan Mujezinović "Santa Giovanna dei Macelli", regia Davide Sacco e Agata Tomšič. Foto Ivian Kan Mujezinović

di Bertolt Brecht
copyright Suhrkamp Verlag AG Berlin per gentile concessione dell’Agenzia Danesi Tolnay
traduzione Franco Fortini (italiano), Mojca Kranjc (sloveno), Ralph Manheim (inglese)
ideazione, regia e spazio scenico Davide Sacco e Agata Tomšič / ErosAntEros
musiche originali dal vivo LAIBACH
featuring Milan Fras (voce), Mina Špiler (voce, effetti), Bojan Krhlanko (batteria, percussioni), Rok Lopatič (tastiere), Vitja Balžalorsky (chitarra, effetti) composte da Matevž Kolenc, dramaturg Urška Brodar, Florian Hirsch, Aldo Milohnić, Agata Tomšič,
con Klemen Kovačič, Danilo Nigrelli, Ivan Peternelj, Katarina Stegnar, Blaž Šef, Agata Tomšič, Matija Vastl, in video Felix Adams, Marco Lorenzini, Maximilien Ludovicy-Blom, Wolfram Koch, Pitt Simon, Philippe Thelen, in audio Boris Kos, Robert Prebil, Matej Recer, Klemen Ulrih, Vito Weis,
progetto video Akaša Bojić e Luka Umek / Komposter
disegno luci Vincenzo Bonaffini, costumi Arianna Fantin
assistente alla drammaturgia e alla regia Ula Talija Pollak
consulenza linguistica Mateja Dermelj, macchine sceniche Roberto Riccò
costumi realizzati da Eleonora Terzi
foto di scena Daniela Neri
produzione Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, Slovensko Mladinsko Gledališče in collaborazione con Cankarjev Dom TNL – Théâtre National du Luxembourg, ErosAntEros – POLIS Teatro Festival, Teatro Stabile di Bolzano
Al Teatro Arena del Sole di Bologna ospite di ERT dal 18 al 21 aprile 2024 in prima assoluta

www.Sipario.it, 20 aprile 2024

All’inizio se ne sta nudo in una vasca da bagno trasparente piena di sangue di manzo il re della carne Mauler di Danilo Nigrelli, dialogando con i vari fabbricanti di prodotti in scatola, le cui facce amplificate appaiono su un velatino al centro dello spazio scenico disegnato da David Sacco e Agata Tomšič, entrambi registi d’una confusionaria messinscena di Santa Giovanna dei Macelli di Bertolt Brecht. nella Sala Leo De Berardinis dell’Arena del Sole di Bologna, presentata in prima assoluta dalla formazione ErosAnteEros e prodotta da vari partner europei. Credo che il subbuglio nasca dai dialoghi dei protagonisti che si esprimono in più lingue (italiano, sloveno, tedesco e inglese) di cui (mettendomi nei panni degli spettatori) non si ha il tempo di leggere i sottotitoli. Ecco dunque che gli operai parlano in sloveno, i proprietari in tedesco, i Cappelli Neri o Black Hats del gruppo musicale  Laibach, capitanati dalla voce profonda di Milan Fras  cantano in inglese, il Mauler parla in italiano, ma quando si rivolge ai proprietari è tradotto in tedesco dal suo intermediario Slift, interpretato dall’attore sloveno  Blaž Šef che recita anche in italiano e inglese, mentre la Giovanna di Agata Tomšič parla in italiano, ma si rivolge ai lavoratori in sloveno e infine Marco Lorenzini utilizza l’inglese per i suoi commenti giornalistici. I cultori del testo brechtiano dimentichino l’edizione di Giorgio Strehler al Maggio Fiorentino del 1970 con oltre 70 protagonisti in scena o quella di Luca Ronconi del 2012 al Piccolo di Milano, perché in questo spettacolo di Sacco/Tomšič, ci sono solo 5 musicisti cui è affidata la composizione di undici brani originali con le parole di Brecht e interpretati dai Black Hats, dove potenti rimbombano nella bocca dell’anima le percussioni di Bojan Krhlanko e sette attori: oltre ai tre citati, l’operaio giovane di Matija Vastl, l’operaio vecchio Gloomb di Ivan Peternelj con la mano finita sotto una cesoia da trinciare, il Cappello Nero di Klemen Kovačič e la signora Luckerniddle di Katarina Stegnar, il cui marito caduto dentro una macchina stritolatrice è diventato carne in scatola, ricevendo in cambio venti pasti da consumare nella mensa aziendale. Merito certamente della formazione ErosAntEros è d’avere messo in scena un’opera di grande attualità, nonostante sia passato quasi un secolo dalla sua apparizione come radiodramma nel 1932 e d’un primo allestimento tre anni dopo in Danimarca dello stesso Brecht. Ci ritroviamo infatti in una Chicago degli anni trenta in piena depressione economica dove i ticoon dell’epoca come Mauler cercano di trarre i maggiori profitti col minimo sforzo. S’intravede il crollo della borsa di New York del 1929, che condusse, gli Stati Uniti prima e l’Europa dopo a fallimenti di industrie, abbandono delle terre, disoccupazione, miseria, fino alla Seconda Guerra Mondiale. É l’economia che va a rotoli, bellezza! Lì in crisi erano i mercati della carne, oggi invece sono gas, luce e beni di consumo, dopo una pandemia che ha lasciato il posto a due guerre a noi vicine ancora in atto. I mercati sono ballerini e bisogna profittare degli errori degli avversari. Cinquantamila operai sono in sciopero fuori dai macelli tra la neve che cade e la fame che li attanaglia. Solo quell’Esercito della Salvezza capitanato dalla snella ma tenace silhouette di Giovanna da che giunge dalla sala chiusa in un lungo abito nero, in stile Armani, con lungo spacco sulla coscia e in testa una bustina militare d’identico colore sul suo bianco viso ovale come un cameo, cerca di dare sollievo a quella massa di sventurati. Si ha l’impressione di assistere ad un concerto Rock, per via di quel grande palco allestito sulla scena del già esistente palcoscenico, avvolto da fumi come si conviene in questi casi e dove quel sanguinario Mauler, uscito dalla vasca, indosserà un pigiamo rosso e una lunga vestaglia anch’essa rossa che il suo alter ego Slift gli porgerà, apparendo a sua volta vestito di grigio, camicia nera, cravatta rossa e baffetti spiritosi, somigliando il primo ad un Faust goethiano, il secondo a un Mefistofele, una macchina del male, rodata per portare scompiglio nella mente dei propri avversari.  Le notizie vengono diffuse dall’immagine virtuale del giornalista Lorenzini che apparirà su quel velatino, dove pure si avvicenderanno immagini di grossisti, allevatori e fabbricanti, unitamente a vere catene rotanti di quarti di buoi e vari volatili pronti poi a diventare carne in scatola. Solo Giovanna Dark tiene testa a Mauler, ricevendo qualche beneficio economico e promesse che le cose cambieranno in meglio, passando poi a vestire i panni bianchi di operaia che durante una mission dovrà consegnare una lettera che non giungerà mai a destinazione di alcuni responsabili delle proteste, rimanendo invischiata in un sistema che non conosce bene, lasciandoci pure la pelle e portata in spalle come Santa Giovanna dei Macelli, quasi una Giovanna d’Arco di 500 anni fa, la pulzella d’Orléans, processata e condannata al rogo per un’eresia che oggi fa sorridere, solo perché aveva indossato abiti maschili. Dopo quasi due ore lo spettacolo è stato accolto dal pubblico della “prima” da lunghi applausi ma non calorosi. 

Gigi Giacobbe

Ultima modifica il Domenica, 21 Aprile 2024 03:33

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