venerdì, 23 febbraio, 2024
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REFLECTIONS OF THE MIND - coreografia Kristina Paulin

"Reflections of the mind", coreografia Kristina Paulin "Reflections of the mind", coreografia Kristina Paulin

Compagnia Cantiere Danza
Kristina Paulin coreografia 
Silvia Azzoni, Olexandr Ryabko interpreti principali
Andrea Cheldi, Virginia D’Ancona, Giacomo Pio Greco, Paolo Giovanni Grosso, Denise Martignon, Ester Papini, Vittoria Pennacchini, Tommaso Ruggeri danzatori
Solisti dell’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento
Marco Mandolini violino
Elisabetta Fornaresio violino
Roberto Mendolino viola
Elisabetta Branca violoncello
Musiche di WOLFGANG AMADEUS MOZART e PHILIP GLASS
Gianni “Giaccio” Trabalzini luci
Bernardo Messeri maestro delle luci
Azzurra Di Meco ideazione e coordinamento Compagnia Cantiere Danza
CANTIERE INTERNAZIONALE d’ARTE 48°
MONTEPULCIANO, Piazza Grande, 22 luglio 2023

www.Sipario.it, 25 luglio 2023

Un nuovo balletto, una nuova compagnia di danza, musiche di… Mozart e Philip Glass! Il Cantiere d’Arte da sempre ci ha viziato con scelte non banali, ma quale sarà il rapporto tra due mondi sonori così lontani? Il tema scelto da Kristina Paulin, coreografa, collaboratrice di John Neumeier del Balletto di Amburgo, tra le compagnie di danza più apprezzate in assoluto, è l’amore coniugale di una vita, quella di Mozart e sua moglie Constanze, qui Silvia Azzoni ed Oleksandr Ryabko, stelle della stessa compagine artistica: tema già presente in narrativa teatro e cinema, questa volta danzato su musiche del prodigioso salisburghese, senza parole ci affascina ed emerge come mai prima nella sua realtà, mentre ai suoni stranianti di Philip Glass è affidata l’espressione dell’ irrazionale e del surreale, rappresentati da otto giovani danzatori provenienti da diverse scuole coreutiche, scelti tra i cinquanta circa che si sono presentati  in maggio alle selezioni per la nuovissima Compagnia Cantiere Danza, fortemente voluta da Azzurra Di Meco. Questa magica serata poliziana, che ci ha affascinato per un’ora e mezza senza intervallo, non sarebbe stata possibile senza le straordinarie qualità tecniche ed espressive di soli quattro solisti dell’Orchestra Haydn di Bolzano, che ininterrottamente hanno interpretato una colonna sonora da far tremare le vene ai polsi, poiché questa straordinaria creazione coreutica, rappresentata in Piazza Grande col solo ausilio scenico delle luci, è stata pensata in collaborazione con la fondazione Haydn di Bolzano e Trento e con il Festival Bolzano Danza, nel corso del quale sarà replicata. 

Chi scrive ha voluto rendere conto anzitutto di questo incontro creativo e produttivo, anima dell’arte e, nello specifico, segreto della persistenza di questa realtà unica che è il Cantiere creato da Hans Werner Henze in una terra che il direttore musicale Jonathan Webb ritiene a sua volta humus degli incontri tra generazioni nelle più varie forme. Non volendo che l’emotività e la partecipazione che ha percorso tutto il pubblico, compresi gli addetti ai lavori, ci spingesse a dimenticare quali e quanti siano  gli artefici di questo piccolo miracolo di verità e di bellezza, dove le musiche mozartiane sembra di sentirle per la prima  volta, o meglio di coglierne per la prima volta, al di là delle qualità estetiche, quelle espressive, emotive e narrative, che ci guidano dall’attrazione amorosa giovanile alla realtà coniugale fatta di passione, allegria, disillusione e, mai spenta, si fa forte di se’ fino alla malattia e alla morte del grande musicista, senza trascurare la componente tutt’altro che secondaria nella vita di coppia della creatività che lo accompagnò tutta la vita (potete immaginare il Requiem interpretato da un quartetto d’archi? Più potente che mai…). I due protagonisti fin dal loro apparire in scena (Oleksandr Ryabko appare nel gruppo della giovane compagnia emergendo da subito nella sua unicità) sono chiamati ad una prova atletica ed  espressiva si direbbe impossibile da sostenere, un pas de deux dopo l’altro, esaltati ed esaltanti, una prova d’artista che pochi potrebbero sostenere, esprimendo tuttavia il concetto di leggerezza in tutte le sue declinazioni, fino alle ovazioni finali del pubblico, incontenibili. Avevamo già apprezzato due anni orsono al Cantiere Silvia Azzoni in un altro grande balletto di Riva & Repele nel quale emergeva la sua raffinatezza di interprete nonostante si trattasse di un ruolo collaterale, ma qui si sono potute apprezzarne tutte le qualità di una guest star. Riva e Repele, anche in questa pièce come amici e collaboratori, rivelano la loro cifra espressiva soprattutto nelle scelte relative alla giovane compagnia poliziana, tuttavia riteniamo che sia soprattutto la componente narrativa di questo balletto a farci pensare che nella creazione di Kristina Paulin ci siano tutte le qualità proprie di un classico della danza, che potrà ancora e ancora andare in scena, finché vi saranno altri interpreti dotati di tecnica e anima che ne sappiano evidenziare la magica ed impervia bellezza.

Annamaria Pellegrini    

Ultima modifica il Domenica, 30 Luglio 2023 18:26

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