mercoledì, 19 febbraio, 2020
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CONTRABBASSO (IL) – regia Henning Brockhaus

"Il Contrabbasso", regia Henning Brockhaus. Foto Rosellina Garbo "Il Contrabbasso", regia Henning Brockhaus. Foto Rosellina Garbo

di Patrick Süskind
Traduzione Giovanna Agabio
Regia e Luci: Henning Brockhaus
Costumi e aiuto regia: Valentina Escobar
Musiche Johannes Brahms, Carl Ditters von Dittersdorf, Wolfgang Amadeus Mozart, Richard Wagner
Musiche originali Lelio Giannetto
Interpreti: Nello Mascia e Lelio Giannetto (contrabbasso) e con Alessandro Librio (violino),
Vincenzo Bono (viola), Giorgio Garofalo (violoncello), Alessandra Pipitone (pianoforte)
Progetto scenografico delle allieve del Corso di Scenografia dell’Accademia di
Belle Arti di Palermo: Elena Fusco, Agata La Rosa, Silvia Maimone coordinate da Valentina Console
Assistenti volontarie alla regia le allieve del Corso di Regia dell’Accademia di
Belle Arti di Palermo: Jessica Lo Verso, Roberta Mascoli, Daniela Signorino coordinate da Claudio Collovà
Assistente volontario ai costumi Andrea Amato, allievo del Corso di Scenografia dell’Accademia
di Belle Arti di Palermo
Produzione Teatro Biondo Palermo
Teatro Montevergini di Palermo, dal 22 gennaio al 2 febbraio

www.Sipario.it, 5 febbraio 2020

Ossessione, ironia e tanta musica ne “Il Contrabbasso di Süskind” al Teatro Montevergini

Vivere a metà tra l’impiegato statale e l’artista è la frustrazione di un contrabbassista di fila dell’orchestra di Stato. Il suo ruolo, essenziale ed al contempo anonimo, è trappola e specchio di una monotona esistenza. La dimora in cui vive è il ventre del suo stesso strumento, come inghiottito da una balena di collodiana memoria. Questo è Il Contrabbasso di Patrick Süskind, autore del celebre romanzo Il profumo, con la raffinata regia di Henning Brockhaus in questa produzione del Teatro Biondo che è andata in scena a Palermo al Teatro Montevergini dal 22 gennaio al 2 febbraio. Tra delirio, ossessione e qualche birra di troppo si snoda il lungo monologo del protagonista, che si presenta al pubblico parlando sì della sua vita ma intersecando nel discorso piacevoli digressioni di carattere musicale; lo spettatore - nel ruolo attivo di immaginario interlocutore - trae arricchimento da dotte citazioni, nozioni di acustica, di storia della musica e di storia di questo strumento, il contrabbasso, così apparentemente relegato ma essenziale nel corpus sonoro dell’orchestra. Nella spasmodica ricerca del protagonista di uscire dall’anonimato e farsi finalmente notare da Sarah, la cantante solista di cui è segretamente innamorato, giunge ad una erostratistica quanto disastrosa soluzione.
Alla prima de L’Oro del Reno di Wagner, in un teatro gremito e alla presenza del capo di Stato, dagli abissi del golfo mistico si leverà un grido: “Saraaaah!!!!!”. Questo urlo determinerà la fine del suo lavoro e di ogni vana speranza di poter essere amato da Sarah; ma sarà l’unico momento in cui, seppur senza alcuna gloria, emergerà dalla massa rappresentando sé stesso, drammatico solista della sua stessa esistenza.
La musica, già ampiamente presente, nel contenuto di questa pièce teatrale, in questa produzione, diventa personaggio. Un contrabbasso animato irrompe sulla scena per schernire il protagonista e un ensemble dal vivo esegue il celebre quintetto “La Trota” op.114 D 667 di Franz Schubert - più volte citato nel monologo quale massimo obiettivo a cui un contrabbassista può aspirare.
L’attore campano Nello Mascia incarna - con piglio convincente e consumata esperienza - quel personaggio di cui non conosciamo il nome poiché egli stesso nonostante ci riveli i suoi più intimi segreti, con molta naturalezza lo omette - come se fosse scontato conoscerlo – del resto siamo o no nel suo salotto?!?
Lelio Giannetto, contrabbassista e performer palermitano attivo nel panorama della musica contemporanea internazionale, è l’irriverente Uomo-Contrabbasso, nonché l’autore delle musiche originali di ispirazione seriale eseguite in scena. Un insieme di suoni lontani da ogni banalità che accompagnano l’azione e che, come il testo teatrale, rievocano citazioni dotte, dalla dodecafonia all’improvvisazione radicale.
Degna di nota è la scelta del Teatro Biondo di collaborare con l’Accademia di Belle Arti di Palermo al fine di valorizzare l’importante risorsa della formazione artistica dei giovani dando loro, al contempo, la possibilità di partecipare, ognuno con il proprio indirizzo di studio, alla messa in scena di un vero spettacolo.

Eliade Maria Grasso

Ultima modifica il Martedì, 11 Febbraio 2020 13:44

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