mercoledì, 01 aprile, 2020
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CENA DEI CRETINI (LA) – regia Nino Formicola

Nino Formicola e Max Pisu in "La Cena dei Cretini", regia Nino Formicola Nino Formicola e Max Pisu in "La Cena dei Cretini", regia Nino Formicola

di Francis Veber
regia: Nino Formicola
Produzione: Dimensione Eventi
attori Nino Formicola, Max Pisu, Alessandra Schiavoni, Andrea Zanacchi e Marco Vanzini
scene e costumi Pamela Aicardi 
Albenga, Teatro Ambra, 3 febbraio 2020

www.Sipario.it, 4 febbraio 2020

La Rassegna “AlbengAteatro” 2020, organizzata dalla Teatro Ingaunia, prosegue con La cena dei cretini di Francis Veber.
Scritto negli anni Novanta dal romanziere, sceneggiatore cinematografico e commediografo francese, nel 1998 lo stesso autore ne ha diretto un fortunato film. Dopo essere andata in scena a Parigi per tre anni, dal 2000 la pièce è allestita in Italia. Ad interpretarla con successo sono stati per primi Gaspare e il compianto Zuzzurro. La commedia di Veber da più di vent’anni diverte, affascina ed emoziona le platee di tutto il mondo per la trama semplice, ma di sicuro impatto comico, i ritmi incalzanti, l’ abile intreccio e i dialoghi brillanti.
Nello spettacolo ora proposto nei ruoli principali dal binomio Formicola-Pisu la vicenda si dipana in una scenografia firmata da Pamela Aicardi che rappresenta un salone arredato con sculture, quadri di valore e oggetti preziosi. Caratterizzata da un vertiginoso crescendo di errori, gags e malintesi molto divertenti, La cena dei cretini (Le dîner de cons) è un’esilarante commedia che fa ridere il pubblico dall’inizio alla fine. Divertente, brioso, veloce il copione ha una comicità irresistibile, a tratti dolce-amara, per le paradossali situazioni che i protagonisti vengono, loro malgrado, costretti a vivere. Nelle intenzioni dell’editore di successo Pierre Brochant e dei suoi amici stanchi e annoiati della Parigi bene la vittima individuata è questa volta François Pignon, contabile presso il ministero delle Finanze. Per verificare la sua goffaggine lo invita prima della cena ad andare a casa sua, con la scusa di voler pubblicare un libro sul suo grande hobby: i modellini di monumenti famosi, fatti con i fiammiferi. Regola imprescindibile delle cene è che venga invitato un "cretino" da poter prendere in giro per tutta la sera. Proprio quel pomeriggio l’editore di successo Pierre, vittima di un “colpo della strega”, è costretto dal medico a rimanere a letto per almeno due giorni. Quando la cena sta per essere annullata sopraggiunge François. Da questo momento in poi gli eventi precipitano. Il "cretino" di turno riesce inopinatamente a sovvertire le regole del gioco, rivoluzionando in poche ore la vita di Pierre, in un crescendo di equivoci e gag che vedono l’alternanza rapida sul palco dei cinque personaggi del copione. Nel finale il gioco , che prevede la sadica irrisione della vittima (Max Pisu), un sempliciotto maldestro e incline alle gaffes, avrà un clamoroso sovvertimento con la sua trasformazione in carnefice di Pierre (Nino Formicola). Da qui inizia una lunga e irresistibile serie di situazioni spassose ad opera di François che innesca frenetici scambi di persone e telefonate che contribuiscono con le loro complicazioni a rendere godibile il testo. Una serie di spiacevoli incidenti capitati a Pierre e la goffaggine di François, che alterna comicità cinica e surreale, romantica e ingenua, creano innumerevoli malintesi che mettono in crisi anche la vita degli altri personaggi, coinvolgendo mogli, amanti, amici e un occhiuto ispettore fiscale.

La vitalità della pièce, che fonde allegria e divertimento con alcune punte moralistiche, sta proprio nella genuina semplicità delle risate suscitate, senza mai nessuno scadimento nella volgarità. In questo modo il pubblico si diverte e riflette senza accorgersene. Gli interpreti rendono bene il cinismo e la cattiveria dell’alta società parigina che per vincere la noia partecipa alla "cena dei cretini. Oltre a Formicola, autore anche della regia, e a Pisu, vanno segnalati la brava Alessandra Schiavoni, interprete di Christine che, dopo un ruvido battibecco col marito Pierre, esce di casa e poi gli comunica con una telefonata di volerlo lasciare. La stessa attrice più avanti sarà Marlene, la sua amante ninfomane. Nel tentativo di capire dove la moglie sia andata, Pierre cerca Leblanc (reso con efficacia da Andrea Zanacchi), l’amico al quale aveva portato via Christine. Ma non è da lui, forse è andata da noto donnaiolo Pascal, di cui però si ignora l’indirizzo. François asserisce di poterlo avere chiedendolo al suo pedante collega Cheval (interpretato con misura da Marco Vanzini), che sta conducendo su di lui un accertamento fiscale. Contattato telefonicamente, Pascal dice di essere a letto con la moglie di Cheval per vendicarsi del fatto che l’ispettore lo tormenta in maniera ossessiva. Alla fine François informato che Christine ha avuto un incidente d’auto chiama l’ospedale dove è degente: riesce a parlarle e a farle sapere che Pierre desidera che lei torni a casa. Ma essendo un “perfetto cretino” François nel finale rovina tutto.
Spigliato, esilarante, brioso, rapido, ironico e irriverente la pièce, di cui Formicola ha curato anche una godibile revisione in chiave personale, deve molto alla interpretazione mai sopra le righe dei cinque attori che hanno tempi comici giusti.

Roberto Trovato

Ultima modifica il Venerdì, 07 Febbraio 2020 07:40

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