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CONFESSIONE (LA) - regia Walter Manfré

La confessione La confessione Regia Walter Manfré

20 monologhi. Testi di Giuseppe Manfridi, Luca De Bei, Mauro Buttiglione, Aldo Nicolaj, Rocco D'Onghia, Gian Piero Bona, Duccio Camerini, Michele Serio, Edoardo Erba, Umberto Simonetta, Valeria Moretti, Maricla Boggio, Angelo Longoni, Dacia Maraini, Lucia Trombadore, Beatrice Monroy, Mia Lecomte, Roberto Cavosi, Raffaele Esposito, Ghigo De Chiara
Regia di Walter Manfré
Interpreti: Andrea Tidona, Tiziana Bellassai, Federica Bisegna, Vittorio Bonaccorsi, Carla Cassola, Simonetta Cuzzocrea, Sara Emmolo, Francesco Di Lorenzo, Lorenzo Falletti, Carlo Ferreri, Anita Indigeno, Aymen Mabrouk, Giuseppe Marrone, Saro Minardi, Fatima Palazzolo, Anna Passanisi, Alessandra Pitino, Giada Ruggeri, Saro Spadola, Alessandro Sparacino, Riccardo M. Tarci
Modica, Fondazione Teatro Garibaldi, 26 maggio 2011

www.Sipario.it, 28 maggio 2011
In un sito che infonde sacralità e tra i più belli europei, appena restaurato dalla Soprintendenza ai beni culturali e ambientali, abbiamo assistito allo spettacolo di Walter Manfrè "Le Confessioni". 20 attori ragusani e siracusani hanno saputo accompagnare i venti spettatori presenti in un viaggio nella psiche dell'uomo, con storie intriganti, casi di cui oggi sono pieni i programmi televisivi e la stampa. È L'ultimo appuntamento della stagione 2010-2011 della Fondazione Teatro Garibaldi di Modica, il cui direttore artistico è Andrea Tidona.

A sottolineare l'importanza di questa coraggiosa operazione culturale sono stati il Sindaco di Modica Antonello Buscema, nella sua qualità anche di Presidente della Fondazione, e il Direttore del Parco Archeologico di Cava Ispica Giorgio Battaglia, che ha rappresentato la Soprintendenza. Il Soprintendente ai Beni Culturali di Ragusa, Arch. Alessandro Ferrara.

I peccati vengono raccontati da 10 donne e 10 uomini ad altrettanti spettatori di sesso opposto: i peccatori si confessano rigorosamente alle donne e le peccatrici agli uomini. Alle confessioni, gli spettatori vengono introdotti da un "Prete folle" che dà loro il potere di confessare, e quindi la facoltà di assolvere o condannare i peccatori.

Il monologo del "Prete folle", scritto da Giuseppe Manfridi, è interpretato da Andrea Tidona. Il resto del cast è formato da: Tiziana Bellassai, che interpreta "Mi chiamo Francesca" di Luca De Bei, Federica Bisegna con "In verità, in verità vi dico" di Mauro Buttiglione, Vittorio Bonaccorsi con "Una svista" di Aldo Nicolaj, Carla Cassola con "I tacchi a spillo del destino" di Rocco D'Onghia, Simonetta Cuzzocrea con "Coprofagia" di Gian Piero Bona, Sara Emmolo con "La bestemmiatrice" di Duccio Camerini, Francesco Di Lorenzo con "Vita da cani"di Michele Serio, Lorenzo Falletti con "Gronchi rosa" di Edoardo Erba, Carlo Ferreri con "Secondo Matteo" di Umberto Simonetta, Anita Indigeno con "Io pura di cuore"di Valeria Moretti, Aymen Mabrouk con "La rosa fil carusa"di Maricla Boggio, Giuseppe Marrone con "La verità" di Angelo Longoni, Saro Minardi con "Paternità" di Dacia Maraini, Fatima Palazzolo con "La confessione di Mell" di Lucia Trombadore, Anna Passanisi con "La suora" di Beatrice Monroy, Alessandra Pitino con "Brava bambina" di Mia Lecomte, Giada Ruggeri con "La pescivendola" di Roberto Cavosi, Saro Spadola con "L'uomo del Sud" di Aldo Nicolaj, Alessandro Sparacino con "Freddo bollente" di Raffaele Esposito, Riccardo M. Tarci con "L'impostore" di Ghigo De Chiara.

In quella che Walter Manfrè chiama scherzosamente "un'antologia del peccato mondiale", nata dalla raccolta di questi monologhi appositamente scritti dai migliori autori contemporanei italiani e stranieri, entra quindi anche l'autrice modicana Lucia Trombadore.

I casi sono stati recitati in monologhi accattivanti e i confessori li hanno recepiti con interesse e partecipazione attiva: si voleva a volte rispondere, dire la propria opinione e l'interazione ha costituito un immaginario collettivo che ci ha rimandato ai casi attuali, da quello di Sara Scazzi, a quello di Melania o altri ancora.

Esilarante il caso interpretato da Federica Bisegna sulle conseguenze della tragedia di dover dire sempre la verità, che costituisce un problema nella sua vita quotidiana e lavorativa.

Anche Vittorio Bonaccorso ha saputo sapientemente interpretare un ruolo difficile e coinvolgente.

Tutti gli attori sono stati bravi, creando momenti solenni e partecipati, a partire dal loro ingresso nel chiostro, caratterizzato da un biancore che richiama i templi greci, dove seduti con un inginocchiatoio accanto gli spettatori hanno accolto i peccati e i peccatori, tramutandosi in eterni confessori di storie che affondano le loro radici negli estremi inferi dell'uomo e dell'umanità.

Rosanna Bocchieri

Ultima modifica il Lunedì, 12 Agosto 2013 09:25

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