domenica, 14 aprile, 2024
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MASK8 - a cura di Michele Monetta

"Mask8", a cura di Michele Monetta "Mask8", a cura di Michele Monetta

a cura di Michele Monetta
ACCADEMIA NAZIONALE D'ARTE DRAMMATICA SILVIO D'AMICO
con gli allievi del I anno  del triennio di Recitazione

Eleonora Bernazza, Ludovica Cerioni, Ludovica Ciaschetti, Giovanni Conti, Andrea De Luca,
Riccardo Di Cola, Francesca Iasi, Alessandro La Ginestra, Negar Majaddad, MIchele Montironi,
Giuseppe Palmese, Stefano Poeta, Arianna Pozzi, Edoardo Raiola,
Vittoria Salamone, Alice Sellan,
 Leonardo Simone, Virginia Sisti
e gli allievi del I anno del triennio di Regia
 Sergio Biagi, Giulia Funiciello, Mattia Spedicato
Rocca Albornoziana , Spoleto – Festival dei Due Mondi 2022 - 2 e 3 luglio 2022

www.Sipario.it, 4 luglio 2022

Per parlare di questo spettacolo, occorre partire dalla fine. Gli interpreti, ricalcando una tradizione del Living Theatre, hanno posto delle domande al pubblico scritte su biglietti e consegnate ai vari spettatori a seconda dell’ispirazione del momento e della sintonia. A me ne sono toccate in sorte due: “È importante andare a teatro?”, e “Cos’è l’esistenza perfetta?”. Interrogativi ai quali si può tentare di rispondere, ma senza ricorrere ai soliti luoghi comuni, rievocando le atmosfere di questo spettacolo.
Cos’è Mask8? Fu un’invenzione di Lorenzo Salveti, giunta alla sua ottava edizione. Si tratta di una riscoperta di quelli che sono gli elementi essenziali del teatro: l’interazione fra i vari attori, fatta di distanza e vicinanza; il movimento mai dissociato dal ritmo; il respiro che mai può discostarsi dalla voce; lo sguardo sempre accompagnato dalla mimica, sia facciale che corporale; la musica riportata alla sua essenzialità: vibrazione che risuona nell’anima.
Insieme a tutto questo, vi è la riscoperta di una serie di vere leggende, teatrali e non solo, i cui nomi oggi possono risultare ignoti al grande pubblico: Tadeusz Kantor, Antonin Artaud, Giulio Cesare Croce, la Commedia dell’Arte con tutto ciò che riguarda l’uso della maschera e dell’improvvisazione, Georges Gurdjieff e la sua via per consentire all’uomo di giungere alla liberazione: e molto molto altro.
Basta già aver nominato questo immenso patrimonio per comprendere l’idea di teatro alla quale Mask8 vuole riallacciarsi: un’idea che ci riporta ai suoi albori, quando “teatro” era strettamente connesso all’elemento rituale di Dioniso, il dio dell’ebbrezza che, portando al massimo grado d’intensità le passioni che smuovono l’animo, conducono l’uomo alla liberazione. La forma occidentale di quella che in India risponde al nome di tantrismo; e la kundalini, l’energia interiore presente in ciascun individuo, si dispiega divenendo tutt’uno con quella che ha dato origine all’universo.
I movimenti, le parole, i canti, le poesie, le cantilene, le musiche cui gli attori di Mask8 hanno dato vita, dal punto di vista interpretativo avevano precisamente questo di particolare: di risvegliare la loro energia interiore e di far recitare lei sul palcoscenico. Cosa che, dal pubblico, si è avvertita in pieno, perché ci è sentiti sospesi, distanti dalla vertigine fuorviante che il mondo impone, proiettati in una dimensione dove l’autentico esiste: dentro e fuori l’individuo.
Bravissimi gli interpreti, straordinari nella loro perfetta sincronia come se fossero un unico corpo in scena. Ma la bravura di Mattia Spedicato, nei panni dello Zanni, è stata superlativa. Recitare con una maschera sul volto, facendo parlare – non solo muovere – il corpo con la consapevolezza da lui mostrata e messa in atto, è qualcosa di raro: arte vera e pura.
Tornando alle domande iniziali: per queste ragioni è importante andare a teatro, perché con questo teatro si comprende cos’è l’esistenza vera.
E quando avviene, si vive.

Pierluigi Pietricola

Ultima modifica il Martedì, 05 Luglio 2022 19:01

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