mercoledì, 19 gennaio, 2022
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TRASCENDI E SALI – regia Alessandro Bergonzoni e Riccardo Rodolfi

"Trascendi e sali" di e con Alessandro Bergonzoni "Trascendi e sali" di e con Alessandro Bergonzoni

di Alessandro Bergonzoni
con Alessandro Bergonzoni
scene Alessandro Bergonzoni
regia Alessandro Bergonzoni e Riccardo Rodolfi
rassegna Schio Grande Teatro
Schio (Vicenza) teatro Astra 16 dicembre 2021

www.Sipario.it, 19 dicembre 2021

L’indignazione che ci pone talvolta di fronte a ingiustizie arriva, passa e se ne va spesso tra un vago ricordo e una gita al lago o fuori porta, e ci si è già dimenticati. Fa di più, pare incredibile, rimane di più l’indignazione verbale, per paradosso, legata a parole che con i tripli salti mortali delle iperboli fa si’ che si mette in moto e elabora nella mente l’agire. Pensate di no? Di fronte a uno spettacolo, l’ultimo in ordine di tempo, di Alessandro Bergonzoni ci si rende conto anche di questo, perché “Trascendi e sali” è un batti e ribatti su tutte le infinite forme d’argomentazione che viviamo oggi, dalla più banale alla più seriosa. A distanza di tempo ho visto gente ancora stare lì a riflettere su ciò che il narratore bolognese, grande esperto di soliloqui paradossali e surreali, aveva messo lì, sul piatto. Sicuro che anche stavolta la cosa si ripeta. Un mondo sgarbato e sgorbio ci circonda, e questo è un dato di fatto al quale bisogna, è un dovere, saper reagire nel miglior modo possibile, affrontare a muso duro l’impossibile. Certo le parole sono esse stesse a volte un limite che decade, non nel caso però di Bergonzoni che in un soliloquio dei suoi, estremamente lucido e affettuoso verso il suo pubblico, dedica momenti di importante riflessione sulle nostre vicende di ogni giorno, su ciò che accade, su ciò che è accaduto. L’uomo è lui, quello che impersona, e sicuramente è l’attento osservatore italiano, anche se la geografia in questo caso può restare ai margini. Bergonzoni, persona del nostro tempo calato quanto più possibile nella spavalderia e arroganza dei nostri giorni proprio con il suo monologo di ultima generazione si fa bandiera del combattimento contro le stesse, mette a disposizione le sue armi, ovvero parola accentuata dove serve a far riflettere un po’ di più, movimento scenico dei passi felpati, saltelli. Scendendo dopo qualche minuto di analisi dal trabatttello – ponteggio di semi-cantiere, corredato di una bella scala panoramica, l’uomo attenziona una e mille questioni del quotidiano, e lo fa straordinariamente senza un attimo di pausa, quasi fosse una lezione imparata a memoria. Che invece non è in quanto Bergonzoni più e più volte butta in mezzo ai giochi di parole infiniti e molto divertenti le tematiche dell’orrore dei nostri giorni, di questa povera società malata, pur senza affrontare (che bello, almeno lui) la parola Covid, così tanto presente, spesso inutilmente per bocca dei tuttologi perennemente presenti nei mass media. Ecco uscire allo scoperto e colpire come fendenti l’argomento delle donne uccise, più e più volte appunto, a ribadire il concetto che con arguzia verbale e interpretativa stringe con “l’uomo che sarebbe ora lo capisse”. Oppure, in mezzo a tanti tripli salti mortali, come chi è bagnato come un pulcino (ma chi li bagna?), o il cantare l’inno nazionale senza saperlo e sulle note intonare Italia, Italia, Italiaaa, escono allo scoperto altri orrori ai quali ci stiamo abituando, Diaz e Cucchi, Regeni, e certe altre posizioni ribadite come “la razza per me è solo un pesce”. Tutto passando per i nonsense della pecora blu nel bidet (ma perché è blu, invece di interrogarsi cosa fa l’animale in bagno), o il dubbio di chi mai potrà aiutare, quando si scopre che Chimai vive in Asia, è lui che aiuta gl altri, o ancora lo stare attento a dove si mette i piedi, ma essendo premunito con la pianta dei piedi stai a posto. Iperboli, appunto, tripli salti mortali continui e indefessi, per uno spettacolo che in circa due ore affronta pressochè il mondo, e che fa molto ridere oltre a far riflettere sul serio davvero molto.

Francesco Bettin

Ultima modifica il Giovedì, 23 Dicembre 2021 20:42

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