lunedì, 20 settembre, 2021
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RADIO MED - coreografia Fredy Franzutti

La Compagnia Balletto del Sud in "Radio Med", coreografia Fredy Franzutti La Compagnia Balletto del Sud in "Radio Med", coreografia Fredy Franzutti

Radio Med
Coreografie del repertorio classico e di Fredy Franzutti
Compagnia Balletto del Sud
Danzatori: Nuria Salado Fustè, Matias Iaconianni, Liliana Alonso Torres, Alessandra Buffelli, Ovidiu Chitanu,
Eva Colomina, Maria Josè Espinoza, Emanuele Frigo, Lorenzo Lupi, Benedetta Maldina, Naomi Margheriti,
Aurora Marino, Youna Miceli, Luana Panico, Silvia Reboucas, Joao Soledade, Chistopher Vazquez, Alexander Yakovlev.
Luci: Piero Calò
Costumi: Elena Cretì, Laura Fuso, Chiara D’Agostino
Scena: Alessandro Ciammarughi
A Lecce, Chiostro dei Teatini, il 27 agosto, per la Stagione di Danza 2021;
e a Minervino di Lecce, il 28 agosto per il Dolmen Festival

www.Sipario.it, 1 settembre 2021

L'ultima coreografia è un mare ondoso, calmo, tempestoso, grigio, luminoso. Reso da corpi musicali in body azzurro e nero. Da mani e braccia che s'alzano e abbassano. Che ondeggiano, si protendono, roteano, si legano e si liberano. Reso da gambe che saettano, scivolano, si fermano e riprendono il movimento del gruppo, ora compatto, ora con file diagonali, ora con assoli, con duetti e terzetti moltiplicati, sempre fluidi sulle note pianistiche del celebre brano di Ludovico Einaudi Experience. Di stampo neoclassico, la danza vibrante e rigorosa, astratta e concreta, che i diciotto ballerini esprimono in scena, è avvolgente. Cattura lo sguardo e i sensi. Quel ritmo continuo – un unicum di bellezza gestuale - ci immerge nell'atmosfera di un mare che accoglie e respinge, che abbraccia l'orizzonte e lo estende, mentre i versi del poeta turco Nazim Hikmet lo salutano in apertura con le parole: “Arrivederci fratello mare. Ed ecco ce ne andiamo come siamo venuti. Mi porto un po' della tua ghiaia, un po' del tuo sale azzurro, un po' della tua infinità, e un pochino della tua luce e della tua infelicità…”. È il Mare Nostrum a essere evocato. Al Mediterraneo è dedicato lo spettacolo Radio Med, ideato da Fredy Franzutti, coreografo e direttore artistico della storica compagnia salentina Balletto del Sud, internazionale per qualità e creatività e per i componenti – con molte eccellenze - che la compongono, provenienti oltre che dall'Italia, da Spagna, Argentina, Cuba, Brasile, Bolivia, Moldavia, Russia e Portogallo. Radio Med è una vera festa della danza, un originale e composito gala che ingloba poesia, musica e canto legati a composizioni ispirate da luoghi, personaggi, miti della vasta area mediterranea. Spettacolo quindi di stratificazioni culturali e musicali veicolati attraverso il linguaggio della danza. L’originalità dello spettacolo - che si ripete da sei anni modificando ogni volta i titoli delle coreografie - lascia spazio all’immaginazione e al coinvolgimento degli spettatori condotti dalla voce di due speaker radiofonici “invisibili” (la giornalista Monica Lubinu e l’attore Ivan Raganato), creando un file rouge tra le diverse coreografie e i vari linguaggi artistici, che la regia di Franzutti lega e mixa con mano sapiente. Virtuosismi, tecnica e stili diversi compongono uno spettacolo di grande danza, con estratti da balletti del repertorio classico – Carmen, Paquita, Corsaro, Don Chisciotte, Esmeralda e altre coreografie sulle musiche di Cavalleria Rusticana, di Rossini e Offenbach - e creazioni originali firmate da Franzutti. Fra queste il doppio omaggio a Franco Battiato: un duetto struggente eseguito da Nuria Salado Fustè e Matias Iaconianni sulle note de La chanson des vieux amants di Jacques Brel cantata, nell’album Fleurs, da Battiato; e un’altra sequenza, ballata da più coppie, sul brano La cura eseguito dal vivo da Domi Siciliano, interprete anche di Amado mio, con, accanto, il ballerino Lorenzo Lupi, e di Un anno d’amor accompagnata dalla danza di tre coppie in abito da sera. Creato per il moldavo Ovidiu Chitanu è invece l’intenso assolo Rimembranze sul Notturno op.20 in Do minore di Chopin, e, per cinque interpreti maschili, un estratto dalla coreografia de La luna dei Borboni sulla poesia omonima di Vittorio Bodini. Campeggia sulla scena una porta stilizzata, che richiama quella babilonese di Ishtar, dalla quale compaiono, su una melodia mediorientale, le sacerdotesse di Iside in una danza fantasiosa di forme e passi da bassorilievi egizi, plasmate da suggestivi giochi di luci. Aggiunge magia e atmosfera il timbro vibrante di un handpan - strumento musicale idiofono - suonato da Mattia Civilla, seduto a terra al centro del palcoscenico, mentre ondeggiano lunghi teli azzurri guidati ai lati da odalische e prìncipi in abiti fastosi. Ed è, tutto lo spettacolo, un trionfo di costumi dalle mille fogge, preziosi manufatti originali di artigianato che non hanno nulla da invidiare alle sartorie degli enti lirici. Compagnia, il Balletto del Sud, dal respiro internazionale, dicevamo (prossima tournée a Barcellona con La Sagra della primavera e L’uccello di fuoco), alla quale va anche riconosciuto il merito di attuare, da sempre, una vera operazione culturale di divulgazione qualitativa della danza nel proprio territorio - e non solo -, compresi i piccoli centri. Perché il pubblico della danza sia sempre più vasto, preparato, e appassionato.

Giuseppe Distefano

Ultima modifica il Venerdì, 03 Settembre 2021 23:44

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