sabato, 13 aprile, 2024
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ROMANZO D'INFANZIA - coreografia Michele Abbondanza e Antonella Bertoni

"Romanzo d’infanzia", coreografia Michele Abbondanza e Antonella Bertoni. Foto Dario Bonazza "Romanzo d’infanzia", coreografia Michele Abbondanza e Antonella Bertoni. Foto Dario Bonazza

drammaturgia Letizia Quintavalla e Bruno Stori 
testo di Bruno Stori
coreografia Michele Abbondanza e Antonella Bertoni
con Michele Abbondanza e Antonella Bertoni
musiche Alessandro Nidi
elaborazioni sonore Mauro Casappa
costumi Evelina Barilli 
voce fuori campo Silvano Pantesco
ideazione luci Lucio Diana
regia Letizia Quintavalla e Bruno Stori
Compagnia Abbondanza/Bertoni
Produzione Quintavalla – Stori – Compagnia Abbondanza/Bertoni
Coproduzione Teatro Testoni  Ragazzi con il sostegno di Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Dip. Spettacolo
Festival  Danza in Rete 2024
Schio (Vicenza) teatro Civico, 17 marzo 2024 

www.Sipario.it, 18 marzo 2024

C’è del disincanto, e una strada che imbocca la disillusione in questo Romanzo d’infanzia, spettacolo storico di Quintavalla - Stori - Compagnia Abbondanza/Bertoni che ha superato in questi giorni le 700 repliche, ed è considerato un vero evergreen nel suo genere. Uno spettacolo proposto già dal 1997, che rinverdisce e si perpetua. Come gli stessi autori precisano, non si tratta, per modo di dire, semplicemente, di danza ma di un genere che abbraccia idealmente tutta l’arte dello spettacolo, un genere che possiamo chiamare teatro nel senso più lato. Vincitore del Premio Stregagatto 1997/98, Romanzo d’infanzia dà monito e conduce per mano le piccole generazioni nel mondo, e lo fa con concretezza, aprendo loro gli occhi preservando dalle delusioni a venire, quelle possibili. Già, le piccole generazioni, così fragili e spesso indifese, così colpite direttamente quando capita. Perché quello che sta loro attorno è un mondo di adulti fatto di una certa spietatezza. Quante volte questa infanzia viene vissuta nel più assoluto limite, per non parlare di quando incontra crudeltà, cattiveria? Le perle dello spettacolo di Abbondanza/Bertoni fioriscono qui, anche perché siamo nel tempo di guardare in faccia i disagi dei bambini, che mettono tristezza ma ci sono, eccome. E come tali vanno letti e affrontati, con gentilezza e anche durezza. Con le difficoltà del caso, naturalmente, quelle ombre che in tutto il racconto drammaturgico vanno e vengono affiancate alla bellezza, al divertimento giocoliere, a quello delle parole, a uno stato allegro e giocoso. Ma la vita si sa non è certo tutta un gioco, né un passatempo brillante né sfavillante, così si prova a mettere in guardia, diciamo, chi guarda e non pensa,  o non pensa troppo. Pare uno spettacolo leggero, e pare anche difficile e crudo. E’ entrambe le cose, proposte adeguatamente. E riguarda i bimbi, e quei genitori, quegli adulti che minati da un autoritarismo esasperato e a volte fanatico compiono del male e non ne escono più fuori, men che meno ne fanno uscire fuori i piccoli. Che qui sono due, Nina e Tommaso, fratello e sorella legatissimi tra loro,  ma anche al tempo stesso gli interpreti sono madre e padre in una sorta di trasformazione perenne. E’ un viaggio alla ricerca di libertà, trovata, prima ancora sofferta, che però fa vedere la luce, e prima ci sono i sogni, desideri che si realizzano anche a costo di starci male. E’ un superare le linee tracciate e maleducative, subite, attraverso il gioco del teatro a più largo raggio. Michele Abbondanza e Antonella Bertoni con gran mestiere saltano e ballano usando ironia e linguaggio consono, anche del corpo naturalmente ,e che grazia usano, che tecnica.  Alternando vari momenti teatrali, fughe, incendi, collegi. E purtroppo, ecco il monito, disattenzioni, colpevolizzazioni, per non parlare delle punizioni che seguono le ribellioni. Sintomi, realtà antipaticamente opprimenti e difficili, dove il bello della vita è difficile da vedere. Ma c’è, si trova. Ci si ingegna. In mezzo a tutto questo, trascinamento pubblico e anche qualche risata. Con quella scena fortemente simbolica richiamante La Pietà michelangiolesca, che porterà all’Amore, quello giusto, sano, per se stessi. Per ciò che deve, deve, arrivare. Un minimo, almeno, di felicità.

Francesco Bettin

Ultima modifica il Martedì, 26 Marzo 2024 18:31

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