martedì, 11 maggio, 2021
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50 ANNI SENZA STRAVINSKY - orchestra del Teatro La Fenice, Venezia (IN STREAMING)

Igor Stravinsky Igor Stravinsky

Il nostro omaggio al compositore che tanto donò alla Fenice e alla città di Venezia
Igor Stravinsky
Le sacre du printemps (La sagra della Primavera). Quadri della Russia pagana in due parti
Orchestra del Teatro La Fenice
Direttore John Axelrod
riprese video a cura di Zeta Group
audio Teatro La Fenice
Venezia, Teatro La Fenice, 21 marzo 2021
in streaming sul canale youtube Teatro La Fenice
https://www.youtube.com/watch?v=-egamRfDJKo&t=1078s

www.Sipario.it, 24 marzo 2021

Igor Stravinskij morì a New York il 6 aprile 1971, a ottantotto anni, e per suo espresso desiderio venne sepolto a Venezia nell'isola di San Michele, vicino alla tomba del suo collaboratore di vecchia data, Djagilev, il giorno 15 dello stesso mese. Ebbe un rapporto particolare con Venezia: scelse la città lagunare per far debuttare la sua opera La carriera di un libertino l'11 settembre 1951, al teatro La Fenice, con protagonista Elizabeth Schwarzkopf, direttore lui stesso a capo dell'orchestra del Teatro alla Scala nell'ambito della Biennale Musica. Vi ritornò nel 1956, per un concerto di musica sacra appositamente composte. Visitò tra le tante chiese di Venezia quale fosse la migliore ad accogliere queste sue composizioni, la Basilica di San Marco, dove ad accoglierlo fu il patriarca Angelo Roncalli. Particolarmente ispirato dall’iconografia dell’apparato iconografico, convinse il futuro Giovanni XXIII ad aprire la Basilica di San Marco alla musica orchestrale e vi diresse di persona il suo Canticum Sacrum ad honorem Sancti Marci nominis, dedicato alla città di Venezia Fu un successo enorme, la stessa Piazza San Marco, grazie all'installazione di alcuni altoparlanti, si trasformò in una gigantesca sala da concerto. Ancora nel 1958 trascorse un periodo in laguna dove poteva contare amici quali Peggy Guggenheim. Rapporti non fittissimi ma di grande affetto per questa città dimostrato dalla scelta come riposo finale con accanto anche la moglie Vera anche lei accolta nel Cimitero dell'Isola di San Michele. A 50 anni dalla morte, Venezia quindi, ha voluto celebrare il grande compositore russo di origine, affidando alla streaming dal Teatro La Fenice il concerto in programma nel giorno dell’equinozio di primavera, domenica 21 marzo 2021 ore 17.30, che prevedeva l’esecuzione di Le Sacre du printemps di Igor Stravinskij diretto da John Axelrod, anziché, come inizialmente previsto, da Joana Carneiro causa le misure restrittive e degli obblighi di quarantena previsti dalle normative anti-Covid. Onore è stato celebrare l'inizio della primavera con un doppio omaggio al compositore russo tramite la composizione certamente la più inquieta della sua produzione. Musica per balletto, La Sagra della Primavera, prima rappresentazione avvenuta a Parigi al Théâtre des Champs-Élysées il 29 maggio 1913, che segnò un momento fondamentale non solo nella carriera del suo autore, ma anche per la storia del teatro musicale. L'innovazione straordinaria della musica, la coreografia e l'argomento stesso crearono un enorme scandalo e, nonostante le successive schermaglie fra ammiratori entusiasti e acerrimi denigratori, l'opera fu destinata a rimanere una pietra miliare nella letteratura musicale del XX secolo. La ricorda lo stesso Claude Debussy "...Ho sempre impresso nella memoria il ricordo di quando, a casa di Laloy, suonammo la vostra Sagra della Primavera... Mi ossessiona come un magnifico incubo e cerco, invano, di rievocare quell'impressione terrificante.”. Del resto quello che accadde la sera del 29 maggio 1913 debutto della composizione è rimasto registrato come una delle più grandi baruffe della storia della musica. Fin dalle prime note acute del fagotto, si sollevarono mormorii che diventarono presto risate e battute; all'inizio erano solo casi isolati ma, all'alzarsi del sipario con il proseguo della musica si fecero sempre più insistenti; per reazione un'altra parte dei presenti, di opinione contraria, si espresse con urla e insulti creando in poco tempo un baccano infernale. Le due fazioni, i benpensanti legati alla tradizione e alla bella musica, e le avanguardie amanti delle novità a tutti i costi, trovarono terreno fertile. Il chiasso durò fino a metà della seconda parte, quando andò scemando; la finale Danza sacrificale dell'Eletta si svolse in una calma apparente. Molti, fra il pubblico, furono gli ospiti illustri sostenitori del progetto di Stravinskij: Debussy, molto vicino a Stravinskij, lo sostenne strenuamente; Maurice Ravel se ne uscì urlando "Genio!"; Gabriele D'Annunzio da un palco si scagliò contro coloro che si prendevano gioco del lavoro, appoggiato subito da Alfredo Casella, così come testimonia Gian Francesco Malipiero. Le Sacre du Printemps è infatti un'opera essenzialmente musicale; vi è ben poco di descrittivo nella sua partitura, nulla che abbia a che fare con la musica a programma. Espressione di una modernità nella tradizione della composizione tonale, che punta sul ritmo e sulla variazione improvvisa di temi e di contrasti sonori. Ben coadiuvato dall'Orchestra del Teatro la Fenice la gestione di John Axelrod ne è risulta secca e asciutta dando al suo gesto un senso essenzialmente ritmico. La sua conduzione ha puntato ad evidenziare la ritmicità insita nella composizione, piuttosto che a ricercare altri mondi sonori, quale una modernità dissonante, estranea al compositore russo. Qui si va alla ricerca di antichi mondi ancestrali e perduti dei tempi che la trama del balletto rievoca: del resto la composizione è una rievocazione di miti dell'antica Russia pagana dediti ai sacrifici umani. Suggestivo lo spazio Fenice con la platea dove è stata collocato il complesso dell’orchestra, illuminazione al completo della sala e gioco di luci cangianti nei palchi. Peccato le riprese, tra un tutto campo e alcune riprese non a sincrono o con l'orchestra in pausa.
Si rimane in attesa della ripresa dell’Histoire du soldat, sempre di Igor Stravinskij (proposta dell’Histoire, insieme a quella Sagra della primavera, come omaggio della Fenice a Stravinskij e al suo profondo legame con Venezia), inizialmente prevista per il 26 marzo, che sarà posticipata a metà aprile 2021. Invariati il programma e il cast: la celeberrima operina ispirata al mito di Faust, su libretto di Charles-Ferdinand Ramuz, andrà in scena in un adattamento teatrale in lingua italiana affidato all’attore e regista Francesco Bortolozzo e alla danzatrice e coreografa Emanuela Bonora, con i costumi di Marta Del Fabbro e le luci di Fabio Barettin. Della parte musicale sarà responsabile Alessandro Cappelletto, alla testa degli Strumentisti dell’Orchestra del Teatro La Fenice. Resta confermato il concerto lirico dell’Orchestra e Coro del Teatro La Fenice diretti da Renato Palumbo, con il soprano Francesca Dotto e il tenore Fabio Sartori, che sarà trasmesso da Rai2 giovedì 25 marzo 2021 alle ore 18.30: un appuntamento di prestigio e dal forte valore simbolico, promosso dalla Fenice in collaborazione con il Comune di Venezia per celebrare i 1600 anni della fondazione di Venezia. In programma, musiche di Verdi, Offenbach, Rossini e Puccini. A fine mese inizieranno infine le prove di Claus Peter Flor con l’Orchestra e il Coro del Teatro La Fenice, per il concerto che sarà trasmesso in diretta streaming dal Teatro La Fenice venerdì 2 aprile 2021 ore 17.30, di nuovo sul sito www.teatrolafenice.it e sul canale YouTube del Teatro. Il programma mozartiano prevede l’esecuzione del Requiem in re minore KV 626 di Wolfgang Amadeus Mozart nella versione completata da Franz Xaver Süßmeyer, Joseph Eybler e Franz Beyer: le voci saliste saranno quelle del soprano soprano Ruth Iniesta, del mezzosoprano Cecilia Molinari, del tenore Anicio Zorzi Giustiniani e del basso Alex Esposito; maestro del Coro Claudio Marino Moretti.

Federica Fanizza

Ultima modifica il Sabato, 01 Maggio 2021 12:57
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