lunedì, 26 ottobre, 2020
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RONDINE (LA) - regia Denis Krief

"La Rondine", regia Denis Krief. Foto Cristina Andolcetti "La Rondine", regia Denis Krief. Foto Cristina Andolcetti

Commedia lirica in tre atti di Giuseppe Adami
Musica di Giacomo Puccini
Edizione Casa Musicale Sonzogno di Piero Ostali, Milano
Versione 1917
Allestimento del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino
Maestro concertatore e direttore Marco Armiliato
Regia, scene, costumi e luci Denis Krief

Magda Ailyn Pérez
Lisette Roberta Mameli
Ruggero Dmytro Popov
Prunier Francesco Castoro
Rambaldo Francesco Verna
Périchaud Nicolò Donini
Gobin Alfonso Zambuto
Crébillon Shuxin Li
Yvette Francesca Longari
Bianca Marta Pluda
Suzy Valentina Corò
Un Maggiordomo Giovanni Mazzei
Rabonnier Diego Barretta
Georgette/voce di sopranino Elena Bazzo
Gabriella Cristina Pagliai
Lolette Chiara Chisu
Tre soprani/tre ragazze Elena Bazzo, Cristina Pagliai, Chiara Chisu
Quattro tenori Massimiliano Esposito,Dean David Janssens,
Luca Tamani, Fabrizio Falli
Un giovine Fabrizio Falli

Coro e orchestra del Maggio Musicale Fiorentino
Maestro del coro Lorenzo Fratini
Firenze, Teatro del Maggio Musicale, 27 settembre 2020

www.Sipario.it, 30 settembre 2020

Chissà poi perché Puccini cercò di riscrivere il terzo atto della Rondine… è lì che il pubblico può volare sulle ali della sua musica. Un gesto coraggioso, quello del Maggiofiorentino, di scegliere un’opera di nicchia per l’inaugurazione della stagione 2017-8, a cent’anni dal debutto. Era prevista una ripresa per marzo quest’anno, annullata ope legis, ma finalmente è tornata sulla scena quella commedia lirica che per l’autore sarebbe stata un bijou, con una regia adeguata che ne sottolineasse insieme verosimiglianza e leggerezza. Come quella del debutto a Montecarlo, nel 1917. A Firenze l’allestimento è stato di Denis Krief, e suo il compito di rielaborare il suo lavoro alla luce delle nuove norme: niente baci, niente abbracci nel vortice del valzer, e quanti di noi sapevano che oggi in teatro bisogna cambiarsi senza usare il camerino? Questo è stato un problema soprattutto per il secondo dei tre atti, che vede gli interpreti muoversi nell’affollato locale Chez Bullier, quindi con la presenza del coro e del corpo di ballo, problema risolto brillantemente grazie al grande palcoscenico di questo scenografico teatro, di cui abbiamo potuto apprezzare anche il comfort degli ambienti ariosi nei lunghi intervalli necessari tra un atto e l’altro. Del resto, Denis Krief nella sua più che trentennale carriera ha sempre evidenziato il gusto per le sfide.
Protagonisti della commedia lirica, che colle sue tematiche amorose è quanto di più lontano dal tragico momento in cui fu scritta con una elaborazione di ben quattro anni da parte di Giacomo Puccini e Giuseppe Adami, due coppie parigine, una che incarna le sofferenze e le illusioni dell’amore, l’altra il realismo degli stessi rapporti descritti ironicamente, secondo uno schema presente da secoli nella commedia in prosa ed in quella in musica. Ma d’amore non si muore, soffre di più chi è giovane e pieno di ideali, tematiche sicuramente conosciute personalmente dal nostro autore. I protagonisti del nuovo allestimento sono perfetti dal punto di vista vocale e non solo, la Rondine, Magda, è Ailyn Pérez, voce stupenda ed espressiva, qui affiancata nel ruolo di Ruggero dal giovane Dmytro Popov, vincitore del concorso Operalia fondato da Placido Domingo: dizione impeccabile per due interpreti che esaltano il toccante terzo atto, l’addio in riva al mare della Costa Azzurra nel corso del quale è il giovane uomo ad essere travolto dalla disperazione quando ha raggiunto l’acme delle illusioni e della felicità, mentre la Rondine vola via. Proseguirà senza illusioni e con soddisfazione reciproca al contrario il rapporto tra Lisette, domestica di Magda cinica in merito fin dal primo atto, ed il poeta Prunier, dagli alati discorsi e le realistiche pratiche, qui interpretato da un ottimo Francesco Castoro, mentre la divertente Lisette è Roberta Mameli, per questa volta lontana dalle sue eroine barocche. I temi costantemente presenti nell’opera pucciniana, qui sottolineati da una ricerca espressiva che si affida a nuove sonorità ed ai ritmi della danza, soprattutto nel primo atto sorprendentemente contemporaneo nel quale la musica conversa con le parole, fino al terzo atto nel quale Puccini le da’ il volo come solo lui sa fare, grazie anche ad un maestro concertatore e direttore qual’è Marco Armiliato alla guida dell’Orchestra del Maggio.

Annamaria Pellegrini

Ultima modifica il Giovedì, 01 Ottobre 2020 10:59

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