lunedì, 25 maggio, 2020
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INTERVISTA a LUCA GIACCIO - di Michele Olivieri

Luca Giaccio. The Schmidt Photo Luca Giaccio. The Schmidt Photo

Luca Giaccio si è unito alla Scuola di Ballo del Teatro San Carlo di Napoli molto giovane ed è stata la direttrice Anna Razzi la prima a notare il suo talento. Nel 2006 il critico e storico Alberto Testa lo suggerisce come “Rivelazione Dancer” per il prestigioso “premio Positano” che vince danzando il ruolo del principe Desirée nella “Bella Addormentata” con la complessa coreografia di Rudolf Nureyev. Si diploma con lode all’Accademia del San Carlo nel 2007, Carla Fracci lo invita ad unirsi al Balletto del Teatro dell’Opera di Roma. Qui Luca ha modo di danzare tutti i ruoli principali del repertorio del balletto classico. Anna Razzi crea per lui “Il Guarracino” (nella tradizione della tarantella napoletana del XVII secolo) e sempre espressamente per lui prepara “Coppélia” sulla tradizionale coreografia russo-franco-italiana. Nel 2008 viene chiamato da Ángel Corella per unirsi alla sua compagnia di balletto a Castilla y Leon (Spagna), dove ha modo di ampliare il proprio repertorio nei ruoli solistici creati da coreografi anglo-americani contemporanei come Stanton Welch, Clark Tippet, Twyla Tharp, Christopher Wheeldon, Jerome Robbins, oltre che dallo stesso Corella. Nel 2011, Luca Giaccio entra, come primo ballerino, al Balletto della Comunità di Madrid diretto da Victor Ullate. Danza il ruolo di Franz nella “Coppélia” di Eduardo Lao, e balla questo ruolo nella tournée in Spagna, Francia e Italia. Nel 2012 prende parte a due importanti festival: il Ballet Festival International di Miami e quello de La Havana. Nel primo debutta in “Bata” su coreografia di Aida Gomez con le musiche di J.S. Bach (Partita n. 2 per violino) e nel pas de deux dal secondo atto di “Giselle” con la ballerina americana Monica Pelfrey. Al Festival de La Havana balla il pas de deux da “Sylvia” (coreografia di George Balanchine) con la prima ballerina cubana Sadaise Arencibia. Sempre a La Havana, Luca Giaccio viene scelto per danzare la ripresa di un balletto di Alicia Alonso, “La morte di Narciso” su musiche di Julian Orbon. Luca danza ancora una volta questo pezzo nel novembre 2012 in occasione del Gala della Scuola del Teatro San Carlo di Napoli per il 200° anniversario. Viene poi invitato al “Ballet Nacional de Cuba” come primo ballerino ospite. Balla nel ruolo di Albrecht in “Giselle” (coreografia di Alicia Alonso), Siegfried ne “Il Lago dei Cigni” (coreografia di Alicia Alonso), la Luce in “Excelsior” (coreografia di Ugo Dell’Ara) e “Narciso” (coreografia di Alicia Alonso). È il primo ballerino italiano ad essere stato invitato ad esibirsi con questa mitica Compagnia. Nella stagione 2011-2012 Giaccio viene selezionato da Mikhail Messerer (coreografo titolare del Teatro Mikhailovsky di San Pietroburgo) per farlo debuttare nel ruolo del torero Espada nel suo “Don Chisciotte”, programmato nella stagione di Balletto del Teatro dell’Opera di Roma sotto la direzione di Micha van Hoecke per cui danza anche nel “Romeo e Giulietta” di Patrice Bart. Nel dicembre 2013 Luca viene invitato come solista per lo “Schiaccianoci” di Renato Zanella alla Fondazione Arena di Verona e nel 2014, sostiene l’audizione per il “Bayerisches Staatsballett” di Monaco entrando nella celebre Compagnia, diretta prima da Ivan Liška e attualmente da Igor Zelensky, rimanendo ininterrottamente legato contrattualmente fino all’agosto 2017. Nella stagione 2016/2018 è stato in forze come solista presso la Compagnia “BalletXtreme” diretta da Myrna Kamara con sede a Zurigo, in Svizzera. Luca Giaccio inoltre è stato coreografo della prima edizione televisiva di “Prodigi la musica è Vita” nel 2016, creando una personale versione della “Danza delle ore” per l’Opera “La Gioconda” di Amilcare Ponchielli. Ha coreografato anche la Suite dal “Lago dei cigni” con musiche di Pëtr Il’ič Čajkovskij, e la Suite dal Valzer di “Coppélia” su musica composta da Léo Delibes. Nel 2018/2020 in contemporanea agli spettacoli con il “Bayerisches Staatballet” e a numerosi Gala di danza in tutta Europa, il repertorio di Luca ha spaziato dallo “Schiaccianoci”, al “Lago dei cigni” e alla “Bella addormentata”. Inoltre è stato ingaggiato per il musical di Broadway “Anastasia” nella stagione 2018/2019 a Stoccarda, in Germania, replicando in seguito lo stesso spettacolo in Olanda nella stagione 2019/2020 a Scheveningen, contemporaneamente con gli spettacoli del Bayerisches Staatballet, “Alice nel paese di meraviglie” di Christoper Wheeldon e “Spartacus” di Yuri Grigorovich.

Carissimo Luca, quando è scattata l’emergenza sanitaria per il Covid-19 dove ti trovavi e a cosa stavi lavorando?
Mi trovavo in Olanda, ed ero appena tornato da Madrid perché avevo sostenuto delle prove per la tournée che si sarebbe dovuta tenere in Spagna con lo spettacolo dal titolo “Omaggio ad Alicia Alonso” in coppia con Olesya Gapienko, prima ballerina del balletto classico di San Pietroburgo. Avremo dovuto danzare la Suite dello “Schiaccianoci” ed il pas de deux dell’atto bianco tratto dal “Lago dei cigni”. La tournée per ovvie ragioni è stata rimandata all’anno prossimo.

Purtroppo per tutti coloro che lavorano nello spettacolo dal vivo, la presente è stata una stagione breve?
In effetti questa stagione è stata molto breve vista la difficile situazione, spero che presto l’emergenza sanitaria in tutto il mondo possa rientrare affinché si torni ad una normalità. Dall’Olanda seguo attentamente in televisione e sui Social l’evolversi e a volte mi rattristo sentendo e leggendo certe persone dello spettacolo, in generale, inviare messaggi e fare affermazioni senza senso!

Mentre tu Luca quale messaggio desideri inviare a coloro che sono fermi per la chiusura dei teatri e degli spazi culturali?
Conosco molte persone che hanno perso il lavoro in questo periodo, costretti a fare lavori differenti per riuscire a sopravvivere. Invito ogni persona a mantenere la calma, a seguire le regole, ad essere positivi e tutto andrà per il verso giusto.

Come ti sei organizzato in queste giornate di isolamento sociale?
Le mie giornate si svolgono così, mi sveglio alle 7:30, esco fuori sul terrazzo ed inizio a meditare. Due volte alla settimana mi dedico alla corsa, le giornate belle aiutano ad andare avanti e a mantenere uno spirito positivo, anche grazie ad una dieta equilibrata e alla pratica dello yoga. A volte seguo le serie televisive in inglese in quanto mi aiutano particolarmente a perfezionare la lingua. A casa possiedo uno studio di danza dove tutti i giorni posso fare la mia lezione quotidiana per mantenermi in forma. Inoltre mi godo la mia famiglia, così sono felice!

Ultimamente stai spaziando nelle arti, da dove nasce la nuova esigenza artistica?
La carriera del ballerino classico eseguita ad alto livello è breve, perciò ho maturato la decisione di studiare canto incoraggiato da mia madre. Bisogna essere creativi, tanto che ho iniziato a creare mie coreografie già da tempo; in passato sono stato coreografo nella prima edizione del programma televisivo “Prodigi la musica è vita” andato in onda su Rai1. A parte il momentaneo fermo per l’emergenza sanitaria, solitamente continuo a studiare duramente ogni giorno durante la lezione di danza in compagnia, oltre alle prove, andando in scena e ballando la disciplina classica accademica. Mi piace inoltre tenere lezioni di danza per i bambini e le signore, ciò avviene a Monaco di Baviera ed anche presso la Olympia Sporting Club di Monterusciello Pozzuoli all’Accademia di Ginnastica che appartiene alla mia famiglia.

Da chi ti sei lasciato ispirare per il mondo del musical?
Per quanto riguarda il mondo di Broadway il mio ispiratore è stato Robert Fairchild, già primo ballerino al “New York City”, meraviglioso in “American in Paris”, nel film “Cats” e naturalmente in tutto il repertorio di Balanchine.

Come hai sviluppato questa vena del canto?
Pur restando in Compagnia al Teatro di Monaco di Baviera, da cinque anni a questa parte ho iniziato a prendere lezioni di canto grazie ad un artista del Coro teatrale. Mi ha preparato al meglio per sostenere le audizioni di canto. Il Maestro si chiama Oscar Quezada Villa e spesso mi dice: “Per poter capire come cantare bene è necessario avere un buon controllo della respirazione”. Infatti mi sono reso conto che sono parte fondamentale gli esercizi di respirazione diaframmatica, per ottenere così una voce più calma, potente e capace di far risaltare la propria timbrica vocale.

Dopo gli studi di canto quali sono stati i primi risultati professionali?
Trascorsi un paio di mesi dall’inizio delle lezioni su alcuni brani di canto, mi hanno ingaggiato per il famoso Musical di Broadway “Anastasia” ad Amburgo (ispirato al film d’animazione del 1997, prodotto e diretto da Don Bluth e Gary Goldman ai Fox Animation Studios, con musiche di Stephen Flaherty, coreografie di Peggy Heikey). Prima di iniziare gli spettacoli, una volta ottenuto il lavoro al Teatro Palladium di Stoccarda sono volato New York a vedere lo spettacolo di Broadway, l’ho riguardato ben cinque volte di seguito. Sono davvero felice... dopo un anno di spettacoli di canto in tedesco e danza, dal charleston alla danza russa fino al pas de deux del “Lago dei cigni”. Appena terminati gli spettacoli a Stoccarda mi hanno chiamato da Scheveningen in Olanda per ricoprire lo stesso ruolo del principe, ma questa volta cantando nella traduzione olandese. Ero al settimo cielo, appena l’ho comunicato al mio direttore Igor Zelensky mi ha subito chiesto di non abbandonare la compagnia ed io ero felicissimo di rimanere anche a Monaco. Viaggiavo tra la Germania e l’Olanda per poter essere presente anche negli spettacoli di balletto “Alice” di Christoper Wheeldon e “Spartacus” di Yury Grigorovich. La sera terminavo lo spettacolo in Olanda e la mattina dopo prendevo l’aereo per Monaco così da arrivare in tempo, facevo una piccola prova ed ero subito in palcoscenico. È stato davvero bellissimo ed emozionante!

Dopo tanti anni nel mondo della danza e del balletto classico, sei soddisfatto delle nuove scelte intraprese?
Esattamente sono più di trent’anni di esperienze nel mondo della danza classica, e naturalmente sono contento di tutte le scelte che ho intrapreso, e delle persone con cui ho lavorato e continuerò ad incontrare sul mio percorso professionale. Sono circondato da figure che mi vogliono bene, sane, positive che amano la vita e che non si lamentano per quello che non hanno. Sono grato alla vita di avermi regalato una famiglia stupenda, direi unica, tutto quello che ho fatto è grazie a loro, a mia madre, mio padre e a mio fratello. Loro sono il centro della mia forza!

Per concludere Luca, cosa vuoi dire ai giovani che ti seguono e sognano la tua stessa carriera?
A tutti coloro che leggeranno questa intervista desidero dire di seguire costantemente i propri sogni senza abbattersi per eventuali insuccessi alle audizioni. Ognuno deve imparare a farsi muovere principalmente dal proprio cuore, e alle persone cui non si piace non resta che ringraziarle e allontanarle. A mio avviso, per una porta che si chiude, se ne aprono altre mille.

Michele Olivieri

Ultima modifica il Domenica, 17 Maggio 2020 09:10

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