sabato, 26 settembre, 2020
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INTERVISTA a MATHIEU GANIO - di Michele Olivieri

Mathieu Ganio. Foto Charles François Mathieu Ganio. Foto Charles François

Mathieu Ganio è nato a Marsiglia, ricopre la carica di Étoile all’Opéra di Parigi. Figlio di Dominique Khalfouni e di Denys Ganio, già étoiles del “Ballet National de Marseille” di Roland Petit, ha iniziato a ballare all’età di sette anni presso lo “Studio Danza” diretto da Armand Colette (la madre del ballerino Patrick Armand). Dal 1992 al 1999, ha continuato la sua formazione presso l’“Ecole Nationale Supérieure de Danse de Marseille”. Qui Roland Petit lo sceglie per interpretare una variazione in occasione dello spettacolo annuale della Scuola, che venne poi inserita nella versione dello “Schiaccianoci” presentata dal coreografo all’Opéra di Marsiglia. Nel 1999 Mathieu Ganio entra nella “Scuola di Ballo dell’Opéra” di Parigi, dove danza i primi ruoli da Solista in occasione degli spettacoli annuali; tra questi “Yondering” di John Neumeier nel 2000 e il ruolo di Franz nel balletto “Coppélia”, la cui coreografia fu rimontata da Pierre Lacotte nel 2001. Il coreografo Yury Grigorovich lo sceglie per interpretare il ruolo di Kourbski in “Ivan il Terribile” sulla scena dell’Opéra-Bastille di Parigi. Sempre nel 2001 viene assunto presso il Corpo di Ballo dell’Opéra, scalando nel giro di pochi anni tutta la gerarchia interna della compagnia: Coryphée nel 2002, Sujet nel 2003 ed eccezionalmente, fu nominato Étoile il 20 maggio 2004, a seguito di una rappresentazione del “Don Chisciotte”, bypassando il rango di Primo ballerino all’età di soli di diciannove anni. Molto popolare per le sue caratteristiche da “danseur noble”, è stato regolarmente invitato a ballare all’estero, e a danzare “La bella addormentata nel bosco” con il Balletto di Tokyo. Nel 2005 ha ricevuto il premio “Benois de la danse” per la sua interpretazione di James ne “La Sylphide” a fianco di Aurélie Dupont. Nel 2006 e nel 2007, ha partecipato alla festa annuale del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo danzando alcuni fra i più famosi pas de deux del repertorio classico, tratti dal “Don Chisciotte” e da “Giselle”. Nel 2010 fu invitato nuovamente a San Pietroburgo a ballare a fianco di Ulyana Lopatkina. Mathieu Ganio ha anche ballato al fianco di Svetlana Lunkina quando le venne proposto di danzare il ruolo di Lise nel balletto “La fille mal gardée” all’Opéra di Parigi. Ha preso parte ai maggiori balletti del repertorio, tra cui “Ivan il Terribile” nel ruolo di Kourbski, “Don Chisciotte” nel ruolo di Basilio, “La Petite danseuse de Degas” nel ruolo de le Maître à danser, “Giselle” nel ruolo di Albrecht, “La Sylphide” nel ruolo di James, “Les Enfants du paradis” nel ruolo di Baptiste, “La bella addormentata” nel ruolo del principe Désiré, “Caligula” nel ruolo principale, “Joyaux” nel ruolo di Emeraude, “Il lago dei cigni” nel ruolo di Siegfried, “La Dame aux camélias” nel ruolo di Armand, “Suite en Blanc” nella Mazurka e nel Thème varié, “La fille mal gardée” nel ruolo di Colas, “Cenerentola” nel ruolo dell’Acteur-vedette, “Proust ou les intermittences du coeur” nel ruolo di Saint-Loup, “Les Quatre tempéraments” nel ruolo di Flegmatique. Per il cinema ha preso parte a “Comme un rêve” un documentario di Marlène Ionesco su Mathieu Ganio e sua madre, Dominique Khalfouni, rispettivamente étoile dell’Opéra di Parigi e del Balletto Nazionale di Marsiglia. Nel film “Joyaux”, con Clairemarie Osta, Laëtitia Pujol, Kader Belarbi e i ballerini dell’Opéra di Parigi. Nel film “La Sylphide” con Aurélie Dupont, Isabelle Ciaravola e i ballerini dell’Opéra. Nel film “Proust ou les Intermittences du coeur” con Manuel Legris, Hervé Moreau, Eleonora Abbagnato e i ballerini dell’Opéra. Nel film “Coppélia” con Charline Giezendanner, Pierre Lacotte, Marie-José Redent, Cyril Mitilianed e gli allievi della Scuola di ballo dell’Opéra di Parigi.

Gentile Mathieu, il 20 maggio del 2004, in occasione del “Don Chisciotte” di Nureyev, viene nominato Étoile. Quali sono i ricordi e le emozioni a distanza di tempo?
Non mi aspettavo affatto questa nomina, avevo solo vent’anni ed ero stato designato Sujet sei mesi prima. Questo balletto è stata una vera sfida per me, ed ero sollevato e felice di tenere la mia ultima rappresentazione in una creazione così fisica ed intensa. Non avevo davvero realizzato cosa mi stesse succedendo, per non parlare di tutto ciò che stava per cambiare ed aprirsi all’orizzonte artistico. Ricordo lacrime di felicità e i miei cari che come sempre mi circondavano.

La danza è sempre stata il suo sogno o da ragazzino desiderava intraprendere altre professioni?
Il ballo ovviamente ha sempre fatto parte della mia vita e sono cresciuto seguendo i miei genitori a teatro e in tournée. Questo non mi ha impedito di voler lavorare con gli animali, soprattutto nello studio del loro comportamento e delle loro strutture sociali.

Quali sono gli attimi più importanti nella sua professione quotidiana?
A mio avviso il riscaldamento è un momento cruciale, soprattutto per evitare spiacevoli infortuni che spesso sono all’ordine del giorno, è anche un istante intimo in cui posso concentrarmi sulla giornata. Un’altra situazione che amo particolarmente è quella legata alla ricerca del personaggio, alla preparazione del ruolo, conversando e confrontandomi con i miei compagni. La trasmissione è un valore particolarmente rilevante nella nostra professione e diversi Maestri hanno segnato in maniera fondamentale la mia carriera e il mio percorso. È sempre l’incontro umano che ha la precedenza su tutto!

A suo avviso come si riconosce un buon maestro di danza? Quali sono le qualità (oltre all’esperienza e allo studio) che non possono mancare in questa figura fondamentale nella crescita dei giovani allievi?
A volte è difficile non parlare della propria esperienza e volere che uno studente segua questo o quel modo di fare le cose, soprattutto quando hai avuto una carriera importante, ma per me i migliori professori così come i migliori ripetitori o coach sono quelli capaci di “adattarsi allo studente, formandoli in base alle loro reali capacità, cercando di spingerli a superare sé stessi, dando il massimo”. Ad esempio Ghislaine Thesmar regala magnifiche immagini, metafore o riferimenti che risultano ai miei occhi più nutrienti e stimolanti di qualsiasi altra dimostrazione.

Grazie anche ai suoi genitori è stato un ragazzo prodigio, a livello artistico come desidera dipingerli?
Vorrei ringraziarli per avermi mostrato questa meravigliosa arte, permettendomi di praticarla al meglio, anche se non mi hanno mai obbligato ad intraprenderla come professione. Entrambi sono abbastanza diversi, cerco di essere ispirato dal meglio di loro. A causa della nostra storia personale sono molto vicino a mia madre che non ha mai perso un mio spettacolo importante.

La grande popolarità in qualche modo l’ha cambiata?
Non credo di essere “popolare”; la danza è un mondo particolarmente piccolo, specialmente in Francia, al contrario di altre culture come ad esempio quella giapponese. Non ho familiarità con i social network e la facile socievolezza, quindi dopo i miei spettacoli a Parigi posso rientrare a casa a piedi in incognito. Sono solamente felice e orgoglioso di sapere che ad alcune persone piace quello che faccio... è la mia migliore ricompensa!

Cosa non deve mai mancare ad un ballerino per essere definito “danseur noble” come lo è lei?
È difficile da sapere e da rispondere... forse un po’ di onestà nel proprio lavoro? Penso che riguardi anche la propria forma fisica non sempre così facile da controllare.

Nel 2005 ha ricevuto il prestigioso “Benois de la danse” per il ruolo di James ne “La Sylphide”, come si è accostato a questo ruolo?
“La Sylphide” è uno dei primi balletti che ho visto e mi ha subito conquistato. Pierre Lacotte mi ha dato la possibilità di tenere il mio debutto da étoile in questo ruolo così ricco ed intenso. Ho avuto la fortuna di poterci lavorare con Laurent Hilaire e Ghislaine Thesmar, ed in seguito con Manuel Legris che mi hanno insegnato tantissimo su questo titolo e sul lavoro artistico da svolgere. Mi sono lasciato guidare dalle loro immagini, dalle loro indicazioni e dalle loro conoscenze, completandomi con ricordi ed impressioni delle produzioni precedenti, ed in particolare dal film con Michaël Denard.

Qual è stata la prima volta che ha danzato in palcoscenico di fronte al pubblico?
Avevo poco più di due anni in “Ma Pavlova” di Roland Petit insieme a mia madre. Un’esperienza incredibile di cui purtroppo ho solo vaghi ricordi.


Cosa rende speciale il Corpo di Ballo dell’Opéra di Parigi, un’eccellenza nel mondo?
Innanzitutto la tradizione della sua scuola che resta fortissima, la ricchezza del repertorio che si sta aprendo ed ampliando sempre più e alle ottimali condizioni di lavoro, anche se sono state seriamente messe a dura prova di recente con l’emergenza sanitaria... Sono orgoglioso di appartenere a questa compagnia ed istituzione, cercando costantemente di imparare e nutrirmi anche da altre strutture.

Tra i coreografi del passato e del presente chi predilige?
Sono davvero tanti ed io sono curioso...

La passione per la danza è sempre la stessa o nel tempo cambia?
La passione rimane la stessa, ma la visione della mia professione è in continua evoluzione.


In conclusione, gentile Mathieu, qual è il suo pensiero più sincero per descrivere l’arte del balletto e della danza?
Il linguaggio del corpo è universale e ci unisce tutti, ognuno portando la propria storia e personalità ad esso. Il piacere di lasciare che le tue emozioni parlino con la musica è un qualcosa di cui non mi stancherò mai!

Michele Olivieri

Ultima modifica il Sabato, 22 Agosto 2020 09:20

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