martedì, 15 ottobre, 2019
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TEATRO OLIMPICO DI VICENZA, 72° CICLO DI SPETTACOLI CLASSICI, 19 settembre - 27 ottobre 2019: "MEDEA", regia Emilio Russo. -di Francesco Bettin

Romina Mondello in "Medea", regia Emilio Russo. Foto Fabio Lovino Romina Mondello in "Medea", regia Emilio Russo. Foto Fabio Lovino

MEDEA
di Euripide
adattamento di Romina Mondello
regia di Emilio Russo
Con Romina Mondello, e Alessandro Averone, Paolo Cosenza,
Giovanni Longhin, Patricia Zanco, Camilla Barbarito, Nicolas Errico

Scene di Dario Gessati
Costumi di Daniele Gelsi
Musiche di Andrea Salvadori
Movimenti coreografici di Monica Casadei
Luci di Mario Loprevite
Assistente alla regia Claudia Donadoni
Produzione Teatro Tieffe Milano
VICENZA, teatro Olimpico, 72.mo ciclo di spettacoli classici, 4, 5 e 6 ottobre 2019, in prima nazionale

Partiamo da quello che di bello, affascinante, c'è in questa Medea che Romina Mondello ha adattato dal testo di Euripide e interpretato da protagonista. Tutto. In un teatro Olimpico vicentino ancora una volta esaurito, siamo nel bel mezzo della classicità, con atmosfere di grande intensità e ottime interpretazioni, una regia misurata, luci mirate, costumi di grande efficacia. La Medea conferma il proprio dramma della solitudine convissuto prima della vendetta, e un rancore che la porta a spietati gesti consumati in fretta e ispirati dalla tragedia della delusione, o meglio del grande dolore non sopportato. Una Medea fragile, succube ma comunque maga arcigna e sadica, che, comunque punendosi per la fine che fa fare ai suoi figli, diventa anche masochista. La sua vita cambia così in poco tempo, da sposa e madre felice a essere umano nefasto pur nella (parziale) convinzione che l'aver ucciso per ritorsione le sia di aiuto, di sollievo. Muovendosi tra situazioni musicali sempre presenti in sottofondo, di grande effetto e resa, tenta inutilmente di salvarsi da un disegno già prospettato per lei da Creonte, l'allontanamento dalla città, che ha dato sua figlia in sposa a Giasone, padre dei figli avuti da Medea. Nel giorno in più ottenuto dall'eroina per la sua espulsione da Corinto, la stessa riesce lucidamente a meditare un atroce, spietato castigo che sacrificherà anche i suoi piccoli. Doni velenosi per la nuova moglie di Giasone, e sorte condotta senza un briciolo di pietà per gli innocenti. Medea affascina ed inquieta allo stesso tempo anche per un gesto continuo, quel lisciarsi le mani come a tenerle pronte, vive. E sentire Giasone rinfacciarle il fatto di essere comunque stata una privilegiata essendo passata dalla condizione barbara a una vita dignitosa in Grecia, e nella conoscenza delle leggi, deve essere senz'altro un'altra grande batosta che si aggiunge alle altre. Dramma della rivalsa dunque, tragedia della ripicca che viene messa in atto senza pensarci due volte, con un testo elevato in una scena che porta lo spettatore dentro la tragedia stessa, accanto a quei personaggi e al coro, invischiato come tutti loro nel susseguirsi delle cose via via frantumate, con danni irreparabili, coscienze ferme e distaccate. Il fascino dello spettacolo sta anche nella misurazione della tragedia, nelle sfumature che si intrecciano, nelle dolci seppur tragiche interpretazione di tutti gli attori. Alessandro Averone è un Giasone con grande forza interpretativa che dosa molto bene l'andirivieni sulla preziosa scena, la nutrice di Patrizia Zanco appare rassegnata, stremata da quel comportamento irrazionale di Medea, in un crescendo di impatto teatrale ben costruito. Il coro è ben orchestrato, e gli va il gusto plauso meritato. E poi c'è lei, Medea, una Romina Mondello in strepitosa forma che conferma doti di attrice certamente consolidate, attesa in una prova come questa che supera magnificamente, senza nessuna flessione minima. L'attrice infatti regala dall'inizio alla fine un personaggio costruito con il cuore in una sinergia registica con Emilio Russo, che coinvolge lo spettatore e ne legittima i lunghi, affettuosi e molto convinti applausi che ora, finalmente, sciolgono e spogliano quel cuore di ghiaccio, osannando l'attrice, e come si diceva, tutto quel che le sta attorno.

Francesco Bettin

Ultima modifica il Domenica, 06 Ottobre 2019 17:23

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