sabato, 22 febbraio, 2020
Sei qui: Home / Cinema / Cosi’ bella, cosi’ dolce. Dalle pagine di Dostoevskij al film di Bresson

Cosi’ bella, cosi’ dolce. Dalle pagine di Dostoevskij al film di Bresson

Cosi’ bella, cosi’ dolce. Dalle pagine di Dostoevskij al film di BressonFrancesco Bono, Luigi Cimmino, Giorgio Pangari (a cura di)
COSI' BELLA; COSI' DOLCE. DALLE PAGINE DI DOSTOEVSKIJ AL FILM DI BRESSON
Rubbettino Soveria Mannelli (CZ) Euro 14.00, pp. 221

Cosi' bella, cosi' dolce. Dalle pagine di Dostoevskij al film di Bresson
Rubbettino, Soveria Mannelli (CZ), euro 14.00, pp. 221

Così bella, così dolce, un lui davanti al cadavere della moglie suicida ad arrovellarsi su ragioni del gesto estremo, è un adattamento del racconto di Fiodor Dostoevskij La mite, che Robert Bresson ha risolto ad ascetico modo proprio nei tempi, ambienti, oggetti, personaggi, ma con dinamiche che si confrontano con la fonte.
Ce ne ragguaglia un volume collettaneo. I tre curatori espongono il proprio punto di vista, Francesco Bono assieme a Gianni Sarro antologizzando varietà di interpretazioni critiche, Luigi Cimmino marcando uno stile di Bresson, che "rovescia la prospettiva di La mite", Giorgio Pangaro cogliendo in diversità di scrittura la stessa "serietà". Ma allargano la prospettiva anche sull'apporto di una decina di studiosi.
E' minuziosa analisi del testo dostoevskiano ad evidenziare elementi topici, monologo, suicidio, connessioni di spiritualità (Gabriella Elina Imposti), od oggetti significativi, immagine della Madonna, rivoltella, lettuccio di ferro (René Prédal), confronto allargato anche a La muta di Tommaso Landolfi (Claudia Criveller), riflessione su "stretta parentela " di La mite con Il sogno di un uomo ridicolo (Gilfredo Marengo), e anche su tracce di una "dimensione cinematografica" della fonte letteraria (Daniele Dottorini). Ma per lo più, i saggisti si orientano su bressoniane modalità di trasposizione, "per frammenti" in sublimazione kantiana (Luciano De Giusti), con "frammentazione lontana dall'emotività" a stigma di alienata modernità (Claudia Zanardi), accostamento a Dostoevskij "secondo la lettura di Berdiaev" (Roberto Zalizzoni), in rovesciamento di prospettiva "racconto fantastico trattato come un fatto di cronaca" (Francesco Torchia), in ogni caso, in "film della parola e della sua negazione" e "sul tempo per negarne l'apertura" (Giorgio Tinazzi).

Alberto Pesce

Ultima modifica il Sabato, 16 Marzo 2013 15:04
La Redazione

Questo articolo è stato scritto da uno dei collaboratori di Sipario.it. Se hai suggerimenti o commenti scrivi a comunicazione@sipario.it.

Iscriviti a Sipario Theatre Club

Il primo e unico Theatre Club italiano che ti dà diritto a ricevere importanti sconti, riservati in esclusiva ai suoi iscritti. L'iscrizione a Sipario Theatre Club è gratuita!

About Us

Abbiamo sempre scritto di teatro: sulla carta, dal 1946, sul web, dal 1997, con l'unico scopo di fare e dare cultura. Leggi la nostra storia

Get in touch

  • SIPARIO via Garigliano 8, 20159 Milano MI, Italy
  • +39 02 31055088

Questo sito utilizza cookie propri e si riserva di utilizzare anche cookie di terze parti per garantire la funzionalità del sito e per tenere conto delle scelte di navigazione. Per maggiori dettagli e sapere come negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie è possibile consultare la cookie policy. Accedendo a un qualunque elemento sottostante questo banner si acconsente all'uso dei cookie.

Per saperne di più clicca qui.