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ORFEO ALL'INFERNO – regia Andrea Binetti

“Orfeo all'inferno” regia Andrea Binetti. Foto Fabio Parenzan “Orfeo all'inferno” regia Andrea Binetti. Foto Fabio Parenzan

Operetta di Jacques Offenbach
Ed. musicali: Casa Musicale Sonzogno
Maestro Concertatore e Direttore CARLO BENEDETTO CIMENTO
Regia ANDREA BINETTI
Scene PAOLO VITALE
Movimenti coreografici MORENA BARCONE
Maestro del Coro PAOLO LONGO
Allestimento della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste
Personaggi e interpreti
Orfeo GILLEN MUNGUÍA
Euridice DANIELA MAZZUCATO
Giove MARCELLO ROSIELLO
Venere DANAE RIKOS
Aristeo/Plutone FABIO SERANI
John Styx ENNIO FICIUR
Mercurio GIACOMO SEGULIA
Cupido ILARIA ZANETTI
Diana FEDERICA VINCI
Marte RUSTEM EMINOV
Giunone FIORENZA BADILA
L’opinione pubblica MARZIA POSTOGNA
Orchestra, Coro e Tecnici della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste
Trieste, Teatro Verdi, 30 giugno 2023

www.Sipario.it, 2 luglio 2023

Nella sua rilettura parodica della vicenda di Orfeo Offenbach offre una catabasi sui generis. Il poeta della Tracia sta vivendo una crisi coniugale con Euridice, tormentata da tradimenti reciproci e da scarsa sopportazione. La donna che aborre ormai la musica vacua del marito è rapita da Plutone, travestito da Aristeo di cui è appassionata amante, e condotta agli inferi senza incorrere nella morte. Intanto l’Opinione Pubblica consiglia ad Orfeo, al fine di salvare la sua reputazione di artista, di andare a recuperare la moglie recandosi da Jupiter in persona ed ottenere il suo aiuto. Nell’Ade Euridice è sorvegliata dall’ambiguo John Styx ma si lamenta come prima perché è trascurata anche dal suo rapitore. Qui giunge il re dell’Olimpo assieme agli altri dei intenzionato a ritrovare la fanciulla e tenerla per sé. Trasformatosi in mosca, riesce a concupirla (“Duo de la mouche”) ma, su richiesta di Orfeo, la lascia libera a patto che lui non si volti durante la salita al mondo dei vivi. Questo divieto sarà disatteso perché, scagliando un fulmine, spaventerà Orfeo che si volterà e perderà per sempre la moglie. Alla fine Jupiter, volendo rimanere fedele al ruolo di seduttore, rinuncerà ad Euridice e la affiderà al ritmo di uno sfrenato galop a Bacco e alla sua ebbra comitiva.

L’operetta “Orfeo all’inferno” (1858) trasporta il pubblico in un vortice surreale, alimentato da un profondo contrasto tra musica e testo che deflagra in un unicum di ironia. Lo spettatore dell’epoca capiva che sullo sfondo c’era la Parigi del II Impero di Napoleone III: ogni regola era infranta, tutto era incline alla dissoluzione e alla consolazione nel vizio. Dietro al ritratto delle divinità e ai loro immorali comportamenti si celavano “nobili” borghesi messi alla berlina, dietro allo stravolgimento del mito le debolezze degli uomini. 

Pone l’accento sulla parodia, sul divertissement più imprevedibile l’allestimento curato da Andrea Binetti per la programmazione estiva del Teatro Verdi di Trieste. È una regia dai colori sgargianti e dalle caratterizzazioni enfatiche che punta soprattutto sull’umanizzazione di tutti i protagonisti mitologici in viaggio tra la clinica e spa “Agli dei dell’Olimpo”, dove si ribellano alla dieta esclusiva di nettare e ambrosia, ed il night equivoco “All’inferno”, luogo di sfrenatezze e di can can. A ergersi con vis moralizzatrice è l’Opinione Pubblica della versatile Marzia Postogna, anche madre di Orfeo, reso con l’indiscusso fascino tenorile di Gillen Munguia che ben si presta a dileggiare l’opera seria di Gluck e il refrain “Che farò senza Euridice”. Antagonisti maschili sono l’Aristeo-Plutone di Fabio Serani, non sempre incisivo nel doppio ruolo, il Giove charmant di Marcello Rosiello, valida voce baritonile, e il custode alticcio Stix di Ennio Ficiur. Ma a primeggiare su tutti, senza mai prendersi sul serio e con grande forza seduttiva, è l’Euridice di Daniela Mazzuccato, star della serata, briosa e piccante nell’interpretazione vocale e attorale, presenza scenica di rilievo e icona leggendaria della tradizione triestina della piccola lirica.

Completano l’allegro cast, impegnato insieme al coro in un eccitato gioco di travestimenti e diretto dal giovane maestro Carlo Benedetto Cimento, i nomi di Federica Vinci (Diana), Danae Rikos (Venere), Giacomo Segulia (Mercurio), Ilaria Zanetti (Cupido), Rustem Enimov (Marte), Fiorenza Badile (Giunone).

Elena Pousché

Ultima modifica il Mercoledì, 05 Luglio 2023 12:57

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