mercoledì, 19 gennaio, 2022
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VOLEVO FARE LA ROCKSTAR - Carmen Consoli in Concerto

Carmen Consoli in Concerto, "Volevo fare la Rockstar". Foto Pietro Rizzato Carmen Consoli in Concerto, "Volevo fare la Rockstar". Foto Pietro Rizzato

Carmen Consoli in concerto
con Carmen Consoli, chitarre e voce, e Marina Rei, batteria, percussioni, Massimo Roccaforte, chitarre elettriche
installazioni video Donatella Finocchiaro
impianto scenico Imaginarium Creative Studio
produzione e organizzazione OTR live
Padova, Gran Teatro Geox, 11 dicembre 2021

www.Sipario.it, 13 dicembre 2021

Prologo con tre atti, dichiaratamente divisi per emozioni diverse, ecco in sintesi “Volevo fare la rockstar”, il concerto di Carmen Consoli visto al Gran Teatro Geox di Padova, un live ben congegnato teatralmente con luci curatissime e senza fronzoli in scena, solo un telo dove proiettare dei video. Poi giustamente il resto passa alla musica, divisa appunto in tre momenti simbolicamente divisi per anni, emozioni, appunto. Di fronte a un teatro pieno, segnale sempre di grande entusiasmo,e di un credere nella ripresa da parte del pubblico (cosa che fa benissimo, e che ci fa tirare un bel sospiro di sollievo) la cantantessa, come viene chiamata la Consoli, entra in scena dopo un prologo recitato in semibuio, e affronta tutto il nuovo album, canzone dopo canzone, in uno scambio di rapporto con la gente fatto da grande artista qual è. Le canzoni, che fanno parte del primo atto e che sono tutte tratte dall’ultimo album, “Il sogno” sono interessanti e molto piacevoli, si parte con “Sta succedendo” e si continua con “Una domenica al mare”, “Le cose di sempre”, “Armonie numeriche”, chiudendo questa prima tranche con il brano che dà il titolo a tour e album, e il sogno finisce. La Consoli pare abbia abbandonato in questo suo ultimo lavoro in sala d’incisione i ritmi tirati, ma già da tempo, e si sia spostata verso un sound più morbido, ma le sue canzoni sono sempre di grande fattura e molto efficaci come detto, grazie anche a una voce sempre particolare, a una personalità diffusa e garantita che la fa stare sul palco naturale, come fosse nel salotto di casa sua. Tutto l’album dunque è proposto in questa fase, ed è un gran scambio di chitarre ad ogni brano, sia per lei che per Massimo Roccaforte, il suo compagno d’avventura che gli fa da controcanto musicale (l’altra è Marina Rei, che si vede più avanti). Succede così che sul telo dietro a loro s’inerpicano immagini di vita reale, super8 dei tempi andati e familiari, e della Sicilia, una terra anch’essa particolare fino ai limiti del suggestivo e oltre (le installazioni video sono curate da Donatella Finocchiaro). Tira un’altra aria, decisamente, per il secondo atto, “Atti mediamente isterici” dove compare sin dal primo brano, “Per niente stanca” Marina Rei, che dimostra oltre di essere come già sappiamo un’ottima cantante anche di aver ereditato dal padre (mancato proprio in questi giorni, ecco lo show che “deve andare avanti”) l’arte della batteria, e del senso forte del ritmo. Rei entusiasma subito, e il duo in stato di grazia va avanti per un bel po’ con una parte del live di grande rock in simbiosi tra “Besame Giuda”, “Geisha”; “Confusa e felice”, “L’ultimo bacio”, stranamente riportate anch’esse, le ultime due, a un sound più tenue, meno marcato di come ce le ricordiamo. Ma il rock continua con “Contessa miseria” e “Venere”, dando modo di apprezzare cosa queste due grandi musiciste sanno fare. La terza parte, “L’amicizia” è quella che volge al momento più intenso, e passa per una straordinaria e unica densità d’emozione, quando la Consoli intona la canzone che omaggia Franco Battiato, “Stranizza d’amuri” cantata in dialetto catanese, per poi scivolare dolcemente, e già in pieno tripudio pubblico verso “In bianco e nero”, anch’essa più soft del previsto, “Orfeo” chiudendo con “A finestra”. Salvo ritornare sul palco con l’unico bis, Amore di plastica”, che riecheggia antiche testimonianze e richiama un debutto festivaliero da cui inizia più o meno tutto. Grande successo, meritatissimo, da parte di un caldo pubblico diciamo pure osannante.

Francesco Bettin

Ultima modifica il Venerdì, 17 Dicembre 2021 10:00

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