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CAPITALE (IL) - regia Enrico Baraldi e Nicola Borghesi

"Il Capitale", regia Enrico Baraldi e Nicola Borghesi. Foto Luca Del Pia "Il Capitale", regia Enrico Baraldi e Nicola Borghesi. Foto Luca Del Pia

regia di Enrico Baraldi e Nicola Borghesi 
un progetto Kepler-452
drammaturgia Enrico Baraldi e Nicola Borghesi
con Nicola Borghesi e Tiziana De Biasio, Francesco Iorio, Dario Salvetti, Massimo Cortini / Mario Berardo Iacobelli / Alessandro Tapinassi – Collettivo di fabbrica lavoratori GKN
luci e spazio scenico Vincent Longuemare
sound design Alberto Bebo Guidetti
video e documentazione Chiara Caliò
consulenza tecnico-scientifica su Il Capitale di Karl Marx Giovanni Zanotti
assistente alla regia Roberta Gabriele
macchinista Andrea Bovaia / Andrea Bulgarelli
tecnico luci e video Giuseppe Tomasi
fonico Francesco Vacca
elementi scenici realizzati nel Laboratorio di ERT
produzione Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale
si ringraziano Stefano Breda e Cantiere Camilo Cienfuegos di Campi Bisenzio
Teatro Astra, Torino, dal 16 al 18 febbraio 2024

www.Sipario.it, 27 febbraio 2024

Che significa trascorrere vent’anni in fabbrica – non solo e non banalmente a «fare dei pezzi», ma a costruire la propria vita fatta di sogni, di obiettivi, di amicizie, di auto affermazione –? Cosa succede se poi, all’improvviso (o quasi) la fabbrica chiude? Può essere che gli operai decidano «di tentare di fare la storia»: magari, non per eroismo (non solo), ma perché credono non sia giusto scomparire dalla sera alla mattina, darla vinta a chi ti cancella con un colpo di spugna; o anche perché, più brutalmente, non troverebbero un’altra occupazione, dunque «tanto vale rimettere la maglietta del collettivo e tornare al presidio». Già, il presidio: ovvero, la fabbrica occupata da cui le macchine non devono uscire (sarebbe la fine di tutto); i picchetti nelle strade, per «continuare a farsi sentire». Uno stabilimento industriale occupato: vale a dire l’enclave o la bolla da cui, per qualche tempo, le logiche del capitale vengano espulse. Ma il capitale, prima o poi, torni a presentare il conto.  

Sono questi i presupposti dello spettacolo Il Capitale, un progetto della compagnia Kepler-452 (drammaturgia e regia di Enrico Baraldi e Nicola Borghesi) portato in scena al Teatro Astra di Torino insieme ai lavoratori Collettivo di fabbrica lavoratori GKN. Ebbene sì, è una storia vera quella che si disvela al pubblico (di una sala da sempre sensibile a temi scottanti e di grande attualità), capitolo dopo capitolo: a raccontarla sono i protagonisti reali; chi meglio di loro può renderne le emozioni autentiche? Con tanto di servizi del telegiornale regionale sullo sfondo. 

Sono Enrico Baraldi e Nicola Borghesi ad avere l’idea di rappresentare Il Capitale di Karl Marx dopo la fine del primo lockdown, per dare voce a chi, in un momento storico impensabilmente complesso, avrebbe perduto il posto di lavoro. Così, i due autori iniziano a viaggiare lungo l’Italia e si imbattono in una fabbrica, la GKN di Campi Bisenzio, che ha appena chiuso: inutile sottolineare quanto nel profondo tocchino le storie di chi viene demansionato (al punto da finire a pulire i cessi, solo per aver agito secondo i valori di solidarietà e lealtà), di chi perde un amico stroncato dal troppo lavoro, di chi sogna grazie a un impiego da operaio di costruire il proprio avvenire in dignità. Ecco, Il capitale è principalmente uno spettacolo sulla dignità, ma anche sul privilegio del tempo, sulla libertà di dedicarlo alla vita, non soltanto alla realizzazione del profitto. Vivere al di fuori delle logiche di potere di chi il tempo (compreso il tempo degli altri) crede di possederlo e di mercificarlo.

Potente l’esperimento compiuto da Enrico Baraldi e Nicola Borghesi, che vivono alcuni mesi nella fabbrica occupata GKN, insieme agli operai “in rivolta”: e così ne raccontano i momenti più autentici, come la mensa, l’ufficio propaganda, i turni di guardia. Anzi, lasciano raccontare direttamente ai protagonisti, spesso sostenuti (durante le repliche) dai compagni di lotta presenti in platea.

Spettacolo assolutamente necessario ed energico: rivitalizzante.

Giovanni Luca Montanino

Ultima modifica il Mercoledì, 28 Febbraio 2024 15:27

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